Daniela Pulvirenti: ve le do io le isole Faroe

 

Daniela Pulvirenti con gli amati sci stretti.
Daniela Pulvirenti con gli amati sci stretti.

Faroe di D. Pulvirenti

Non è facile a quanto sembra scrivere di Isole Faroe; né un articolo, né tanto meno una guida turistica. Così remote, così in apparenza estranee ai grandi circuiti turistici… Ci ha provato Daniela Pulvirenti, instancabile giramondo, esperta di viaggi avventurosi. A queste 18 isole sparpagliate nel bel mezzo dell’oceano Atlantico, tra la Norvegia, le Isole Shetland (Scozia) e l’Islanda, è dedicato il suo nuovissimo libro (“Isole Faroe, un arcipelago verde ai confini dell’Artico”, Casa editrice Polaris, www.polaris-ed.com, 208 pagine, 24 euro). “Desideravo scrivere questa guida”, spiega Daniela, “quasi prendendo per mano il lettore, per entusiasmarlo nella lettura e poi fargli decidere di partire. Tutto doveva e deve iniziare dal cuore. Questa era la base giusta per la mia avventura editoriale e il resto sarebbe arrivato di conseguenza”. Daniela Pulvirenti è nata a Milano dove ha frequentato una scuola di turismo e da parecchi anni si occupa professionalmente di trekking. La si può incontrare sui sentieri dolomitici, himalayani, andini o nelle terre artiche: per scoprire il mondo a piedi, dice lei, e ritornare più ricca dentro. D’inverno si dedica con passione allo sci di fondo, ma anche alle escursioni con le “ciaspole”. In qualità di socia ha collaborato attivamente per circa vent’anni con la Sezione di Milano del Club Alpino Italiano come segretaria dell’allora Gruppo Fondisti nonché accompagnatrice delle gite con gli sci da fondo e delle gite sociali a piedi sino al 2008. Dopo aver lasciato l’incarico è rimasta socia della sezione da oltre 35 anni. E’ autrice per la Polaris delle guide “Nepal-Bhutan”, “Terre Artiche” ed “Engadina”.

“Mi piace pensare”, spiega a proposito delle Faroe, dai cui paesaggi è rimasta evidentemente incantata, “che il buon Dio durante la creazione del mondo, essendogli rimasta della terra, l’abbia gettata un po’ a casaccio finendo proprio in questa parte di oceano lambita dalla Corrente del Golfo dove si trovano 18 gemme della natura la cui storia origina dai vichinghi norvegesi e poi dalle leggende…Vi consiglio però di non limitarvi a leggere, ma di cercare poi di partire ed entusiasmarvi a cominciare dal volo per raggiungerle. Sarà semplicemente fantastico”.

MountCity conosce l’impegno di Daniela per un turismo davvero sostenibile, la sua esperienza, la profonda conoscenza che sta dietro ogni suo scritto. Nel suo recente libro “Engadina, Val Bregaglia e Poschiavo”, Daniela ha eloquentemente dimostrato che per meglio descrivere un territorio bisogna amarlo profondamente. E nessun dubbio può sussistere sul fatto che il suo amore per l’Engadina, da lei condiviso da tanti concittadini milanesi, emerga in questo libro da ogni pagina. L’autrice si concede nel libro sull’Engadina anche qualche divagazione personale, come il ricordo dell’alpinistica scalata del Bernina lungo l’incantevole cresta Biancograt.

L’altra sua grande passione, lo sci fondo escursionismo, affonda le radici in un passato antico quanto la neve.  “Lo spirito dello sci di fondo escursionistico”, spiega Daniela, “ è quello di potersi divertire muovendosi con agilità e in sicurezza nell’ambiente invernale per conoscerne e apprezzarne le peculiarità non solo paesaggistiche. Sci lunghi e stretti, corti e larghi, più agili e leggeri o più stabili e robusti, lisci o squamati: ognuno sceglie l’attrezzatura più adatta al suo modo di interpretare l’escursionismo e di adattarsi alla morfologia del territorio. Il tipo di attacco utilizzato lascia sempre però il tallone libero, anche nella fase di discesa. Perché fondo escursionismo vuol dire soprattutto polivalenza e libertà del movimento e il tallone libero consente di adattarsi a qualunque condizione di neve e caratteristica del terreno”. Ora è approdata alle Faroe. A queste isole Daniela ha dedicato anni e anni d’impegno e non pochi viaggi. E, come si è detto, un pezzo del suo cuore.(Ser)

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