Nella foresta delle streghe, fra ragazzini e reietti del bouldering

Cistella da Voma copia
Il Cistella svetta sulla foresta di Foppiano. Nella foto in alto giochi verticali al Sass Giana con la guida alpina Paolo Stoppini.

Mentre le località “griffate” di villeggiatura alpina fanno a gara dell’allettare il popolo dei vacanzieri con proposte di welness alpino, mountain running, enogastronomia, succulenti pic nic, e bike a pedalata assistita, da Foppiano, misconosciuta “perla” della Valle Antigorio, alla vigilia dell’estate arriva una mesta conferma e un piccolissimo annuncio. La conferma riguarda la (temporanea?) soppressione del raduno riservato ai sassisti diventato troppo oneroso per gli organizzatori e di nessun interesse per le istituzioni locali e non. L’annuncio riguarda invece, al posto del raduno e per chi si accontenta, un’uscita di gruppo, senza gara e senza magliette celebrative. Un’idea pur sempre apprezzabile che di giovani ne calamiterà sicuramente parecchi.

Che malinconia dopo tanto parlare di “nuovi approdi ai mondi giovanili” (98° Congresso nazionale del Club Alpino Italiano) con annessi protocolli di collaborazione, per favorire i giovani, con gli scout e altre istituzioni. Dopo avere sbandierato in alto loco, in occasione dei 150 anni del Cai, rinnovamenti “rispettosi e responsabili” nell’intento di “interpretare le tendenze del mondo giovanile”. Eppure l’argomento coinvolge moltitudini di ragazzi arrampicanti come dimostra l’interesse registrato dai “visitatori” di MountCity che ha seguito fin dall’inizio il “caso Foppiano”.

Chiacchiere e distintivi a parte, qui in Antigorio i reietti del bouldering non si scoraggiano. “L’incontro lo abbiamo battezzato ‘Foppy Spring’, come buon auspicio per una stagione che si apre e che spero porti nuovi amici nel bosco, nuovi entusiasmi, nuove linee”, spiega Dario Rota, fervido animatore di queste adunate giovanili, “perché Foppiano ha tutto quello che cerchiamo con le sue numerose linee verticali”.

Ogni masso, com’è intuibile, ha le sue linee che bisogna saper leggere (e salire). Ma qui a Foppiano, meraviglioso balcone sulle Lepontine, oltre alle linee c’è l’incanto di questa foresta che un tempo si riteneva abitata da streghe, le famose streghe del Cistella che questo mondo lo volevano tutto per sé.

Come risulta dalla bella guida “Foppiano Boulder 2013” sono 167 i sassi mappati su cui scalare, gareggiare, sbizzarrire la fantasia. Con l’indispensabile aiuto di Graziano Biancossi soprannominato “il Druido”, guida spirituale e pratica dei sassisti, i lavori di pulizia per liberare questi sassi dai muschi e dall’intrico dei rami, hanno richiesto finora non poche fatiche.

Ma quest’anno c’è stato un problema in più: le abbondanti nevicate hanno messo in subbuglio alcune parti della foresta (molti rami si sono spezzati e sono caduti sui sentieri) e non sono bastate le nuove instancabili mani che si sono aggiunte al lavoro di valorizzazione delle linee del bosco.

“Nel settembre 2011, io e Luca Cendou”, spiega ancora Rota, “abbiamo deciso di spendere tutti, o quasi, i nostri week-end andando alla ricerca di nuovi sassi, incuranti del tempo, spazzola in mano, la voglia di esplorare, scoprire e pulire linee. Pioggia o sole (e di pioggia l’Ossola ne vede molta) il lavoro è andato avanti per tutto il 2012 e 2013, con l’aggiunta di Gabriele Palazzo e l’indispensabile aiuto di Graziano. Dalle circa 200 linee originarie, siamo ora arrivati a un totale di 600 che alle nostre orecchie suona molto, molto bene. Ma non è solo di numeri che vorrei parlare. Vorrei parlare di un ristretto manipolo di sassisti entusiasti e iper-cinetici che spendono il loro tempo per tutti gli amici appassionati. L’ampliamento dei settori sta portando alla nascita di passaggi che diverranno un piccolo patrimonio di gioco collettivo per tutti”.

E qui viene il bello, anzi il brutto. “In questo contesto di passione e motivazione”, spiega Rota, “se da parte nostra c’è sempre stato un incondizionato dispendio di energie per questa causa, non abbiamo ricevuto altrettanto aiuto e supporto dal territorio, dalle istituzioni”.

Proprio così. Si parla tanto di turismo sostenibile, aperto ai giovani e alle famiglie, indispensabile perché la montagna continui a vivere. E davanti a un evento che ogni anno coinvolge più di duecento ragazzi si fanno orecchie da mercante.

Per fortuna, mentre anche le Alpi Marittime si aprono al boulder annunciando un grande raduno dal 13 al 15 giugno a Sant’Anna di Valdieri (info@parcoalpimarittime.it), piacevoli giochi verticali sono ancora possibili per i più piccoli nella foresta di Foppiano di cui qui stiamo parlando.

Un piccolo miracolo (a costo zero per la comunità, ci mancherebbe!) è il Sass Giana, un gigantesco monolito attrezzato, sempre con l’indispensabile e volontario contributo di Biancossi e della guida alpina Paolo Stoppini, gloria dell’alpinismo ossolano.

Il Sass Giana, dedicato a Gianna Giacomelli, una ragazza milanese scomparsa in montagna, appartenente alla famiglia Pronzati molto conosciuta in zona, è da tempo una realtà tra le più belle e limpide della Valle Antigorio. E potrebbe diventare una formidabile e utilissima attrazione contribuendo a migliorare l’educazione motoria dei giovanissimi se solo godesse del sostegno delle istituzioni.

Ma anche in questo caso i comuni dell’Ossola asseriscono di non avere i mezzi per mettere a disposizione gli indispensabili pulmini e mandare durante l’estate quassù i ragazzi, a 1200 metri di quota. “I ragazzi benché nati e cresciuti in un contesto alpino”, spiega Stoppini, “arrivano da noi incapaci di muoversi su un terreno che non abbia le caratteristiche familiari di un campo di calcio. E qui imparano a sfruttare le asperità della roccia, a mettersi alla prova, ad affrontare le difficoltà, a non arrendersi. E’ un gioco, questo, che fa vincere la paura del vuoto, che stimola la fiducia nell’altro”.

“Questa attività ludica rivolta a bambini fra i 6 e i 14-15 anni”, dice ancora Stoppini, “ha il grande pregio di favorire il potenziamento delle abilità motorie, senso-motorie e, in ultima analisi, anche di quelle più propriamente cognitive, stimolando in positivo tutto il sistema nervoso. È per questo che in paesi europei molto attenti al potenziale educativo e formativo dello sport, l’arrampicare è un’attività che viene sostenuta e incentivata sin dalla scuola per l’infanzia. Mentre qui da noi è già tanto se qualche privato ti dà generosamente una mano con piccoli contributi per il rinnovo delle attrezzature”.

Parole, quelle di Stoppini, da sottoscrivere, e che fanno il paio con quelle di Dario Rota. Qualcuno che ha a cuore il futuro della montagna dovrà pur tenerne conto. O bisogna sperare che a offrire una mano a questi ragazzi appassionati di arrampicata siano le streghe del Cistella?

Ser

 

 

0 thoughts on “Nella foresta delle streghe, fra ragazzini e reietti del bouldering

  • 24/05/2014 at 14:55
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    Condivido in pieno le parole di Stoppini, e ho sperimentato di persona la felice agilità dei bambini, anche piccolissimi, quando si arrampicano sui sassi, nei prati e nei boschi profumati di montagna.
    Certo le istituzioni e le scuole in questo periodo sono in gran crisi economica, ma non credo che mettere a disposizione qualche pulmino costi tanto.
    Per fortuna esistono anche oggi persone intelligenti che amano la montagna e insegnano ad amarla ai bambini!

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