Chiamparino, presidente alpinista, e la (futura) regione alpina

Da un presidente alpinista (risulta scalatore provetto e appassionato, come ha raccontato in un libro edito da Vivalda) quale è Sergio Chiamparino (Moncalieri, 1948), che alle recenti elezioni ha avuto la maggioranza assoluta dei seggi (32 su 50) alla presidenza della Regione Piemonte, chi vive e ama la montagna si aspetta grandi cose. “Voglio lavorare con Lombardia e Veneto per dar forza al progetto di regione alpina”, ha dichiarato, appena eletto, alla Stampa. “Ci sono questioni comuni come la montagna, i trasporti, la ricerca e l’ambiente. E poi c’è l’Expo. Credo che sia intenzione di tutti che l’esposizione sia un successo”. Parole che suonano come musica alle orecchie di noi milanesi. Importante retroscena. Quando era sindaco di Torino, l’11 dicembre del 2007, Chiamparino partecipò al Monte dei Cappuccini alla cerimonia per il conferimento alla città dell’attestato di associazione benemerita del CAI Torino.

Ma se Torino appartiene, come da attestato, ai benemeriti del Club alpino, Milano anche senza attestati non è da meno nei confronti delle montagne. La montagna lombarda costituisce non a caso il 42% del territorio della regione, e rappresenta un serbatoio di risorse naturali e di elementi vitali per la Lombardia: basti pensare ai ghiacciai e alle riserve idriche che i grandi laghi lombardi costituiscono per la pianura e per lo sviluppo socioeconomico dell’intera regione. Lo stesso avviene per le altre Regioni europee confinanti, per la Svizzera, l’Austria, e le Regioni italiane dell’Arco Alpino.

In questo contesto, Milano è sicuramente baricentrica rispetto alla catena delle Alpi: un ruolo che nessuno può contestarle, tantomeno Torino anche se dalle colline del capoluogo piemontese lo sguardo spazia su ben 400 chilometri di Alpi. Che Milano sia la vera regina delle Alpi lo aveva intuito anche Leonardo da Vinci (1452-1519). Gli sfondi di diversi dei suoi dipinti eseguiti a Milano sono una rappresentazione pittorica delle Alpi della Lombardia, ma altre testimonianze scritte e dipinte provano ilprofondo interesse del maestro per la natura e in particolare per le montagne del ducato di Milano. Le Grigne e le montagne lecchesi sono illustrate in almeno quattro tra i suoi disegni che ci sono pervenuti (gli scritti e le immagini di Leonardo costituiscono in assoluto la prima documentazione delle montagne alpine, e in particolare lombarde).

Per quale misteriosa ragione allora, ci si domanda, la Regione Piemonte ha fatto sparire le montagne di Lombardia dalle promozioni sui treni-navetta Milano-Torino che ogni giorno attraversano questo lembo della Pianura Padana offrendo ai passeggeri l’incomparabile visione (preclusa ai cittadini torinesi) del Monte Rosa con i suoi ghiacci? Un episodio marginale, frutto della superficialità degli addetti al marketing? Sta di fatto che, in base al tabellone che all’interno dei vagoni sovrasta i vani portavaligie, i profili delle montagne illeggiadriscono soltanto Torino, mentre intorno a Milano si nota la piattezza più totale.

Residui pregiudizi non possono evidentemente che essere alla base di queste scelte. Ma adesso, Expo a parte, è giusto che sia ridia a Milano e alla Lombardia il ruolo che le spetta. A ciascuno le sue montagne. Vero presidente Chiamparino?

Ser

Cordata con Chiamparino: il libro Libro Chiamparino

Con la prefazione della concittadina Luciana Littizzetto, nel 2011 è stato pubblicato dai (fu) Vivalda editori un libro (“Cordata con sindaco”, 85 pagine, 12 euro) dedicato all’alpinista Sergio Chiamparino. Nel libro l’allora sindaco dialoga con Valter Giuliano sulla montagna e i suoi massimi sistemi. Premesso che la Littizzetto nel suo scritto lo definisce, con affetto e lungimiranza, un solitario caparbio, capace di grandi imprese, Chiamparino illustra tra le pagine le sue principali esperienze di arrampicata e le numerose salite in vetta. Tra queste al primo posto è certamente il Monviso che agli scalatori offre incomparabili soddisfazioni.

“In cima al Monviso ci sono stato tre volte”, racconta Chiamparino. “La prima con la scuola di Scandere, la seconda quando compii cinquant’anni, la terza nel luglio del 2012 per deporvi la bandiera per i 150 anni dell’Unità d’Italia, unitamente al gagliardetto del Comune di Torino. Da sindaco l’anno successivo ho deciso di portare in cima un gagliardetto che ha da un lato il tricolore, dall’altro il simbolo di Torino e la mia firma. Ho compiuto questo gesto simbolico un po’ per divertissement e un po’ per provocazione. I cosiddetti padani vanno sempre al Pian del Re, alle sorgenti del Po che nasce dalle falde del Viso, per compiere questo rito inventato dell’ampolla poi portata a Venezia.

“Con il mio gesto ho voluto dire che i Comuni d’Italia sanno arrivare più in alto della Padania e cercano di avere, nell’unità del Paese, orizzonti più ampi che guardano all’Europa invece di chiudersi in entità politico amministrative che nell’epoca della globalizzazione non hanno alcun senso e non avrebbero alcuna forza sugli scenari internazionali”.  

3 thoughts on “Chiamparino, presidente alpinista, e la (futura) regione alpina

  • 11/08/2018 at 12:25
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    Ciao Sergio Chiamparino io sono un tuo carissimo ammiratore,ho visto i tuoi nuovi progetti della giunta in Regione,mi piacerebbe verso fine Ottobre venirti a trovare in piazza castello 165 e avere se è possibile un tuo autografo.Porgo
    cordialissimi auguri e saluti.!!

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  • 27/05/2014 at 12:59
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    Cari amici di Mountcity, ALT!
    Chiamparino è stato eletto domenica, due giorni fa, e non è ancora ufficialmente Presidente della Regione Piemonte.
    Dunque, che c’entra lui?
    Forse sarebbe il caso di chiedere al suo predecessore (Giunta e Presidente)…

    E, per parlare di Lombardia, chiedersi invece com’è che noi, alpicentrici, non abbiamo un assessorato regionale alla montagna (come in Piemonte), ma un assessorato al territorio, dal Po al Bernina che, come sappiamo hanno le stesse identiche problematiche…

    Dunque, pane al pane, alpi a Chiamparino! (ahahahahah)

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