Di chi è la vetta del Monte Bianco?

Gli abitanti di Courmayeur sono stati invitati a decidere con un referendum se legare indissolubilmente il proprio nome al re delle Alpi, come ha fatto Chamonix-Mont-Blanc. Domenica 1° giugno però non è stato raggiunto il quorum del 50 per cento più uno degli aventi diritto al voto. Sarebbe stata una scelta strategica quella di chiamarsi Courmayeur-Mont-Blanc che, spiegano da quelle parti, avrebbe avuto ricadute importanti sul piano turistico e dell’immagine. Ma era anche un atto dovuto – comunque andassero le cose con la consultazione popolare – per mettere un punto fermo a un’annosa questione sostenuta dagli studiosi milanesi Laura e Giorgio Aliprandi attraverso una lunga crociata: è giusto che i francesi continuino ad “annettersi” la parte italiana della vetta del Bianco, quella che si affaccia su Courmayeur? Il problema è stato affrontato dagli Aliprandi con libri e appassionate conferenze, l’ultima delle quali su questo argomento al Cai Milano a cura della Commissione culturale (come è stato riportato su MountCity).

Un fatto è certo. La vetta del Monte Bianco è anche italiana contrariamente a quanto sostengono i francesi e la linea di confine non può che passare sullo spartiacque. Il Monte Bianco di Courmayeur è e deve essere riconosciuto come italiano a dispetto delle carte ufficiali transalpine. Quei 500 mila metri quadri contesi rappresentano uno spazio non indifferente, la cui grandezza è pari allo Stato del Vaticano. Questo spazio è situato in territorio francese nellecarte geografiche dell’Institut Géographique National de France, mentre le carte dell’Istituto Geografico Militare italiano l’hanno suddiviso secondo la linea dello spartiacque, come voleva l’accordo bilaterale del 1861, tuttora in vigore. A livello internazionale la mappa più diffusa è comunque quella che attribuisce il Monte Bianco alla Francia, seguendo i confini stabiliti unilateralmente da una carta topografica disegnata nel 1865 da un capitano francese, J. J. Mieulet.

Ma dove non arriva la diplomazia, sembra ora arrivare la toponomastica. Courmayeur aveva optato per una soluzione che richiamasse anche nominalmente l’evidente legame tra la località e il Monte Bianco. Per facilitare il referendum consultivo l’Amministrazione comunale aveva predisposto una pagina dedicata sul proprio internet istituzionale, www.comune.courmayeur.ao.it, per spiegare nel dettaglio come si vota e quali potevano essere le conseguenze, soprattutto dal punto di vista della burocrazia, se il cambio di denominazione fosse stato approvato.

 

Una lunga crociata “combattuta” con libri e conferenze

La contesa fra Italia e Francia è oggetto di uno dei capitoli del secondo volume, curato nel 2008 da Laura e Giorgio Aliprandi, de “Le grandi Alpi nella cartografia: 1482 – 1885” (Priuli & Verlucca editori). Gli Aliprandi ne hanno parlato ancora una volta il 3 aprile 2014 nel corso di una conferenza alla sede della Sezione di Milano del Cai mettendo in evidenza alcuni documenti, e in particolare una lettera di Napoleone III del 28 aprile 1869 che toglie ogni dubbio alla controversia e annulla la teoria francese che il confine deve seguire la crête militaire come proposto dall’antico trattato del 1796. “Ci dedichiamo da 25 anni a questo problema”, precisano gli Aliprandi, “da noi trattato in articoli, conferenze e saggi, e siamo arrivati alla conclusione che la sommità del Monte Bianco, trovandosi sulla cresta spartiacque, deve essere italo-francese. Nell’anno 2000 siamo stati invitati dal sindaco di Chamonix come consiglieri scientifici ad allestire una mostra dal titolo ‘Les cartographes découvrent le Mont-Blanc 1515-1925’, sulla storia della cartografia del Monte Bianco basata sulla nostra collezione di carte geografiche antiche. A memoria di questa esposizione èstato pubblicato un libro di 160 pagine, di cui siamo autori, dal titolo ‘La découverte du Mont-Blanc par les cartographes 1515-1925’ (edito da Priuli e Verlucca, Ivrea 2000) nel quale abbiamo sviluppato al capitolo 8 ‘Annexion et frontières’ (pag. 136-149) il problema del confine di Stato sulla vetta. La presentazione di questo nostro lavoro è stata redatta e firmata dal professor Paul Guichonnet, autorità indiscussa nella storiografia delle Alpi e in particolare della Savoia, che riconosce l’esattezza delle nostre tesi. Si può ancora ricordare che altri due studiosi francesi delle Alpi, S. Jouty e H.Oudier, nel loro ‘Dictionnaire de la montagne’ (edito da Arthaud, Parigi 1999) alla voce Mont Blanc osservano che il confine deve passare ‘logiquement’ sulla sommità. In base a queste considerazioni, possiamo concludere che la cima del Monte Bianco è italo-francese e così dovrà risultare anche nella cartografia ufficiale della Francia”.

0 thoughts on “Di chi è la vetta del Monte Bianco?

  • 30/05/2014 at 13:32
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    Tra quelli proposti ho letto (per ora!) due articoli: quello sul referendum per l’eventuale ampliamento del nome della vetta del Monte Bianco e quello sull’Everest e gli Sherpa. Ho letto “solo” questi due perché sono densi di spunti e di informazioni e hanno richiesto un tempo giusto perché io ci ragionassi un po’.
    Grazie. Credo, per merito vostro, di aver capito i problemi e di aver allargato i miei orizzonti. Purtroppo sono temi di cui non si parla mai, mentre sarebbe utile anche al nostro spirito spaziare in ambiti più ampi, fuori dal solito tram tram quotidiano.
    Grazie.

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