Diventate alpeggionauti!

“Mantenere gli alpeggi per proteggere la montagna”. Questo il titolo dell’editoriale di Luca Battaglini sul web magazine Dislivelli di giugno. Dopo quasi cinquant’anni di sostanziale disinteresse nei confronti di questa attività, si comincia a prendere coscienza delle sue potenzialità positive.

Ma non dappertutto è così. In questo campo in Lombardia si delinea amaramente l’ingiustificata latitanza delle istituzioni. Privo di prospettive concrete risulta l’Alpeggio Sperimentale Alpe Neel della Provincia di Bergamo nato sotto i migliori auspici nel 2010. “Sembra che la Provincia mostri disinteresse al progetto e non mi risulta che vi siano altri alpeggi con percorsi didattici”, osserva Massenzio Salinas, vice presidente della Sezione di Bergamo del Cai che si era preso a cuore il progetto.

Naufragate sono anche, per mancanza di contributi da parte della Provincia di Lecco, le visite guidate agli alpeggi che hanno animato per cinque estati le vacanze in Valsassina. Ma mai disperare. Un innovativo anello escursionistico nello spazio d’alpeggi e foreste dell’Area Vasta Valgrigna nel cuore della Lombardia viene presentato il 21 giugno a Gromo nell’ambito del Festival delle Alpi, nel corso di un convegno sui sentieri coordinato da Renata Viviani.

E ancora. Un percorso turistico e promozionale per camminare e gustare “tra saperi e sapori” potrebbe partire secondo Paolo Valoti, consigliere centrale del Cai che è stato lungo presidente e fervido animatore culturale della Sezione orobica, da Branzi al centro dell’alta Val Brembana, salire verso il Sentiero delle Orobie, CAI n° 101, nella zona a cavallo del Passo San Marco, tra le Valli del Bitto in Valtellina e il versante orobico brembano, ricco ancora oggi di alpeggi e di grande tradizione casearia fino a raggiungere Passo del Verrobbio, i rifugi Benigni, Salmurano e Falck, il Pizzo dei Tre Signori e poi scendere dalla Valle d’Inferno per ritornare al “campo base” di Branzi. Il tutto a corollario dell’Expo e per la gioia degli aspiranti alpeggionauti. Che intanto possono trovare formaggio per i loro denti frequentando alcune malghe particolarmente disponibili all’accoglienza.

Esemplare in proposito il caso della Baita di San Salvatore ad Albosaggia (Sondrio) segnalato nel fascicolo di giugno della bella rivista Orobie. Qui vive la famiglia Murada. “Da ormai sei anni”, racconta Roberto Belingheri nelle pagine della rivista con il corredo di interessanti immagini, “hanno fatto una scelta: quella di aprire le porte della loro azienda e delle loro baite in alpeggio e di farci conoscere così come sono”.

L’iniziativa della famiglia Murada piace: in una stagione estiva sono circa duecento, in media, le persone che scelgono di trascorrere qui un paio di giorni con la possibilità di imparare a mungere. E senza avere particolari aspettative di comfort. Tutto esaurito anche nelle baite della Val Gerola, una delle valli del Bitto, il famoso formaggio che qui viene lavorato con i sistemi tradizionali che garantiscono la migliore qualità, vale a dire praticando il pascolo turnato. Ciò significa che la mandria è condotta attraverso un percorso a tappe, mentre lungo la via i tradizionali calècc – millenarie costruzioni di pietra il cui nome sarebbe di etimologia pre-latina, derivando da kal (roccia) e cala (posto protetto) – fungono da baite di lavorazione itineranti.

Perché si sa: se si vuole che il formaggio mantenga la fragranza degli alti pascoli bisogna lavorarlo prima che il calore naturale del latte appena munto si disperda e i batteri si moltiplichino. E nelle valli del bitto il formaggio lo si fa così, con risultati che tutto il mondo ci invidia.

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Capre e casari all’ombra della Madonnina Non sempre è necessario salire agli alpeggi per degustare formaggi di qualità e sentire profumo di capra. Venerdì 13 giugno a Milano presso La Cordata in via San Vittore 49 era in programma una degustazione dei formaggi che hanno ottenuto le targhe di eccellenza al IX Concorso caseario “All’ombra della madonnina”. Nella stessa serata a cura dell’Onaf (organizzazzione degli assaggiatori di formaggi) sono stati premiai i casari: i giudici, Maestri Assaggiatori di diversa provenienza, attraverso un approfondito lavoro di conoscenza sensoriale dei formaggi, hanno proposto ai produttori un riscontro stimolante verso un costante miglioramento qualitativo del settore. Durante la serata sono stati premiati anche gli yogurt, valutati dalla giuria e dal pubblico, e i migliori disegni a tema creati dai bambini durante la manifestazione. Per gli appassionati di cibi naturali, un appuntamento imperdibile.

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