Solidarietà in cammino. Con “Medici senza frontiere” nel rifugio senza barriere

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Alpe Corte
Il rifugio Alpe Corte nelle Orobie.

Pur essendo il rifugio più “basso” del Cai di Bergamo (1.410 metri), l’Alpe Corte nel comune di Ardesio vanta un primato: è il primo ricovero sulle Alpi italiane in grado di garantire l’accoglienza ai disabili. Che rappresenti l’icona di una montagna “senza barriere e senza frontiere” lo dimostra l’iniziativa lanciata domenica 15 giugno dal Cai di Bergamo e da “Medici senza frontiere” per una passeggiata definita “della solidarietà”.
Il ritrovo era alle 9.45 a Valcanale. Il percorso ha una durata di 50 minuti circa ed è accessibile a tutti. Medici Senza Frontiere era presente con due operatrici umanitarie recentemente tornate da missioni in Repubblica Democratica del Congo e Repubblica Centrafricana. Presso il rifugio è stato allestito uno stand con materiale informativo e merchandising solidale (facebook: www.facebook.com/bergamo.msf, Daniela 338.7913963, Silvia 349.2998485).
Qui, in questo rifugio immerso nella foresta, la solidarietà è sicuramente di casa: nella fase di ristrutturazione, il rifugio ha potuto contare sul sostegno di tante realtà, tra cui la Diocesi di Bergamo, la Regione Lombardia e la Banca Popolare di Bergamo che hanno svolto un ruolo di primo piano, ma soprattutto sul contributo di tanti soci e volontari che si sono fatti carico dei lavori.
Ristrutturare l’Alpe Corte è stata una scelta ben ponderata da parte del Cai Bergamo che nel 2000 lanciò sotto la guida del suo presidente Paolo Valoti l’idea di una “montagna per tutti” e che in questi anni grazie alla sua Commissione impegno sociale ha portato in montagna migliaia di persone dimostrando come sia possibile superare oltre alle barriere fisiche anche i preconcetti che vogliono che la montagna sia appannaggio di pochi e atletici eletti.
L’Alpe Corte è l’unico rifugio del CAI Bergamo gestito direttamente dalla sezione e dispone di 24 posti letto, di adeguati servizi (delle quattro toilette, una è accessibile ai disabili) e di un ascensore che, assieme allo scivolo esterno, è elemento chiave per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

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