L’omaggio di Milano a Walter Bonatti che entra con il suo universo fotografico nel duecentesco Palazzo della Ragione

Bonatti cahier
Walter Bonatti sulla copertina del Cahier numero 115 del Museomontagna. Qui sotto il logo del Palazzo della Ragione che ospiterà le fotografie di Bonatti e la copertina della biografia di Roberto Serafin uscita in Francia dopo due edizioni in Italia. Nella home page Bonatti con i pigmei dell’Ituri (Zaire, giugno 1972) in un’immagine custodita nell’archivio del Museo nazionale della montagna.

“Walter Bonatti. Nei grandi spazi” è il titolo della grande mostra che Milano sta per dedicare nel duecentesco Palazzo della Ragione in piazza dei Mercanti al più illustre e amato degli alpinisti italiani. Un evento e una notizia molto attesi dai tanti irriducibili bonattiani che a tre anni dalla scomparsa, nel 2011, ne coltivano con amore l’immagine leggendo i suoi libri sempre attuali e le biografie tra le quali, imperdibile, “Walter Bonatti, l’uomo e il mito” di Roberto Serafin (Priuli& Verlucca), premio letterario “Leggimontagna”, due tirature, traduzione in Francia per i tipi di Glénat, venduto in edicola assieme a dieci quotidiani su tutto il territorio.

La mostra su Bonatti, che sarà aperta dalla fine di novembre all’aprile del 2015, è stata presentata dal Comune di Milano assieme al progetto profondamente innovativo di un nuovo polo permanente presso il Palazzo della Ragione dedicato alla fotografia in collaborazione con Civita, Contrasto e GAmm Giunti.

Il progetto, che va ad arricchire e integrare il programma espositivo del Comune di Milano, è reso possibile grazie all’impulso e alla volontà dell’Amministrazione Comunale che ha deciso di dedicare in modo permanente all’arte della fotografia lo straordinario spazio del Palazzo della Ragione.

“Prosegue con questo importante progetto il percorso iniziato da questa Amministrazione per dare un’identità chiara e definita a tutti i luoghi della cultura milanese”, spiega l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno. “L’ideale di una rete di spazi interconnessi ma dotati ciascuno di una funzione e di una missione precise prende così forma grazie alla nuova alleanza tra energie pubbliche e private che sta dando grandi risultati nella programmazione della vita culturale della città: una forma che ha l’immagine del logo che presentiamo oggi per la prima volta e che sarà la firma grafica di Palazzo della Ragione Fotografia”.

Lo spazio si apre in giugno con una mostra che è già protagonista di un tour internazionale di successo: “Genesi” di Sebastião Salgado. L’esposizione, a cura di Lélia Wanick Salgado, è in programma dal 27 giugno al 2 novembre. Potente nella sua essenziale purezza, il messaggio di Salgado è incredibilmente attuale nei mesi di preparazione dell’EXPO, mentre la città di Milano e il paese riflettono sulla sostenibilità dei nostri progetti energetici e sull’imprescindibile necessità di vivere in un rapporto più armonico con il nostro pianeta, partendo dal tema dell’alimentazione.

Con il suo canto d’amore per la terra e il suo monito per gli uomini, “Genesi” di Salgado rappresenta un contributo fondamentale per questo dibattito. Con 245 eccezionali immagini che compongono un itinerario fotografico nei cinque continenti, in un bianco e nero di grande incanto, la mostra racconta la rara bellezza del patrimonio unico e prezioso, di cui disponiamo: il nostro pianeta.

Bonatti cop. libro Serafin

Dopo questa eccezionale apertura, il programma espositivo continua con altre importanti esposizioni. Da fine novembre 2014 al mese di aprile 2015 è la volta di “William Klein, ABC”. La mostra, già presentata in parte alla Tate Modern di Londra e al FOAM di Amsterdam, è una retrospettiva che racchiude il lavoro dell’eclettico William Klein, non solo fotografo, ma anche artista, cineasta, designer e scrittore.

Nello stesso periodo sarà aperta la mostra di Bonatti (fine novembre 2014 – aprile 2015) che vanta un solo precedente di altissimo prestigio: la rassegna “Fermare le emozioni” a cura di Aldo Audisio e Roberto Mantovani che dal 20 febbraio al 10 maggio 1998 ha dipanato al torinese Monte dei Cappuccini (Museo nazionale della montagna) l’universo fotografico di Bonatti.

Come noto, dopo la stagione di scalate, che lo hanno reso uno dei protagonisti della storia dell’alpinismo, Bonatti ha deciso di cambiare i suoi orizzonti e mettersi in cammino alla volta delle regioni più lontane e affascinanti del pianeta dimostrando con il suo esempio, le sue parole e soprattutto le sue immagini come l’uomo sia parte della natura. I suoi reportage fotografici lo hanno fatto diventare un mito del nostro tempo, e un riferimento assoluto, anche per i giovani, di una vita vissuta in armonia. In un montaggio innovativo di testi, oggetti e immagini, la mostra al Palazzo della Ragione ricostruirà lo spirito e il senso di un’esperienza così particolare come quella di Bonatti illustrando che cosa significhi percorrere e “abitare” i grandi spazi.

Grandi fiumi, praterie, montagne, ambienti selvaggi dove l’uomo per sopravvivere deve imparare a conoscere, e a voler bene al mondo della natura. Questi erano, in effetti, i panorami sognati dal ragazzo Bonatti, appassionato lettore sin da piccolo dei romanzi d’avventura e particolare ammiratore di scrittori come Conan Doyle, Daniel Defoe, Jack London, Robert Luis Stevenson, Joseph Conrad, Hermann Melville, magistrali raccontatori di terre lontane e sconosciute. A tal punto ne era affascinato, come lui stesso raccontava sempre, da considerarli “i suoi vangeli”. Anche perché, per sua ammissione, fin da allora gli era molto più facile trattare con la natura che con gli uomini.

L’attività al Palazzo della Ragione proseguirà dal mese di maggio 2015 a settembre con “Grand Tour Italia”, un viaggio nel nostro paese attraverso 80 anni di grandi fotografie L’Italia è sempre stata una delle destinazioni preferite dai fotografi. La loro ricerca si è concentrata sulla bellezza tipica dell’Italia, sul nostro modo di vivere, sull’umanità dei cittadini del nostro paese, sui drammi e le particolarità della nostra storia e dei personaggi che l’hanno tracciata. “Grand Tour Italia” vuole esplorare questo bagaglio prezioso di immagini, esperienze e visioni con una serie di proposte espositive che raccoglieranno e presenteranno al pubblico il lavoro collettivo di quei fotografi che, in momenti diversi, e con sensibilità individuale, hanno colto gli aspetti principali della vita del nostro Paese.

Nel mese di ottobre 2015, sarà la volta di Edward Burtynsky, uno tra i più conosciuti e apprezzati fotografi canadesi. Nato nel 1955 da famiglia ucraina a St. Catharines (Ontario), lo stesso artista riconoscerà come decisivo per la sua formazione la presenza, nei luoghi della sua città natale, degli impianti della General Motors, che contribuiranno ad orientare Burtynsky verso una personalissima indagine del rapporto fra natura ed industria. Le sue opere sono incluse in collezioni pubbliche e private di tutto il mondo. Il progetto Watermark – certamente il più ambizioso e significativo fra quelli sino ad ora realizzati da Burtynsky – documenta la portata e l’impatto della produzione e consumazione delle risorse idriche nel mondo. Le fotografie, scattate in 10 diversi paesi e per lo più “dall’alto” (aereo o elicottero), mirano a stimolare riflessioni intorno alla, spesso sottovaluta, importanza e centralità dell’acqua per l’uomo e per la terra, che emerge con particolare forza in quelle non rare immagini dove l’acqua è in realtà assente, grazie al suggestivo effetto prodotto dalla sua mancanza. La mostra si inserisce all’interno del Festival dell’Acqua, promosso da Federutility, che per l’edizione 2015 sarà ospitato all’interno dei padiglioni di Expo 2015.

logo palazzo ragione fotografiaInfine da novembre 2015 al mese di febbraio 2016  saranno esposte le immagini di James Nachtwey considerato universalmente l’erede di Robert Capa: la sua lista di riconoscimenti include i maggiori premi a livello internazionale – e non solo di fotografia. Nachtwey è l’epico testimone delle crudezze della guerra, l’unico fotografo cui la rivista Time ha dedicato un servizio di copertina con testi e immagini tutte sue. In questa mostra-installazione luce e tenebra si alternano in una danza quasi infinita. La mostra sarà l’occasione per conoscere e apprezzare il lavoro di un grande narratore visivo del nostro tempo e allo stesso tempo riflettere sul nostro tribolato “tempo di guerra”.

Per informazioni: www.palazzodellaragionefotografia.it

Commenta la notizia.