Enrico e Domenico, un estremo e disperato abbraccio

I soccorritori li hanno trovati abbracciati in fondo al canalone in cui hanno perso la vita. Chi dei due ha tentato di salvare l’altro in difficoltà e lo ha stretto tra le braccia nel disperato tentativo di evitargli il peggio? La verità è scolpita nelle rocce del Resegone in quel punto piuttosto ostili. Ma i monti, si sa, sono testimoni muti. Erano personaggi noti i compianti Enrico Villa e Domenico Capitanio nell’ambiente alpinistico di Bergamo e il sentiero che ora viene dedicato ai due alpinisti scomparsi nell’ottobre 2013 è la testimonianza di quanto fossero amati e apprezzati. Il Cai di Val Gandino ha inaugurato il percorso domenica 15 giugno alla Tribulina della Guazza. Di Domenico e di Enrico racconta un amico del Cai di Bergamo: una bellissima testimonianza che MountCity è lieto di poter pubblicare.

Due modi di vivere la stessa passione

Intitolazione sentiero Enrico e Domenico
L’annuncio dell’inaugurazione del nuovo sentiero e, nella home page, Enrico Villa e Domenico Capitanio durante una riunione degli alpini al rifugio Tagliaferri.

Domenico ed Enrico ci hanno lasciato in quella maledetta giornata nebbiosa del 5 ottobre sulle pendici del Resegone, durante una delle abituali escursioni che negli ultimi anni li accomunava nel girovagare tra i sentieri e i rifugi delle nostre montagne. Il destino ha voluto che in quel giorno si concludesse la loro vita in un gesto esemplare di umanità e coraggio come ha riferito il delegato della VI Orobica che ha visto “l’amico in difficoltà e il volerlo salvare a costo della vita, sapendo che anche l’altro avrebbe fatto altrettanto”.

Tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscere e frequentare Domenico ed Enrico, riconoscono in questo gesto estremo la loro grande generosità e disponibilità verso il prossimo che, insieme alla passione per la montagna, rappresenta il filo conduttore di una vera e grande amicizia che li ha legati indissolubilmente fino alla fine dei loro giorni. Un’amicizia tra due mondi diversi, tra due generazioni differenti, tra due modi di vivere la stessa passione. Domenico con la fierezza, la forza e il carattere provenienti dalle montagne della Valle di Scalve. Enrico con la rigorosa educazione e la cordialità che celavano comunque un forte carattere.

Oltre all’attività svolta in una vita dedicata alla montagna e al Cai, in questi ultimi anni Domenico ed Enrico frequentavano con assiduità tutti i nostri rifugi con l’intento non solo di svolgere nel migliore dei modi l’importante ruolo assunto all’interno della Commissione Rifugi ma anche di fornire un supporto concreto alla crescita dell’offerta fornita nei nostri rifugi al sempre maggior numero di persone che frequentano le Orobie e non solo.

Domenico Capitanio era socio Cai dal 1989, rappresentante delle Sottosezioni in Consiglio dal 1996 al 1999, consigliere sezionale dal 2004 al 2010, componente della Commissione Rifugi, ispettore del rifugio Tagliaferri e in questi ultimi anni del rifugio Albani, più volte delegato dalla Sezione alla partecipazione alla Assemblee regionali e nazionali. E’ stato manutentore del rifugio Livrio per alcuni anni e ha rappresentato la Sezione nel passaggio di proprietà. Volontario nella gestione del rifugio Alpe Corte “rifugio senza barriere”, ha ricoperto il ruolo di primo gestore.

Enrico Villa era iscritto dal 1979, vicepresidente, e dal 2011 presidente della Commissione Rifugi della Sezione di Bergamo, tecnico dei rifugi Laghi Gemelli, Tagliaferri e Albani, vicepresidente della Commissione Regionale Lombarda Rifugi e Opere Alpine. Direttore dei Lavori dell’ampliamento del Palamonti, seguiva come tecnico la manutenzione dello stesso Palamonti. Componente della giuria nel concorso internazionale di idee “Abitare minimo nelle Alpi”, ha unito l’esperienza e la passione per la montagna con l’attività professionale: ingegnere civile e titolare di un affermato studio di ingegneria, si occupava di progettazione e direzione lavori con particolare competenza nel settore delle strutture.

Mi piace pensare che ogni volta che percorrerò i nostri sentieri, che spesso ho seguito con loro, sarò comunque in loro compagnia: Domenico continuerà a trasmettermi la sua grande esperienza di vita nei rifugi e non solo, mentre Enrico continuerà a contagiarmi con la sua passione per la montagna e la curiosità di percorrere nuovi sentieri e raggiungere nuove cime. Certo non sarà più la stessa cosa ma il ricordo del loro sorriso e del loro semplice entusiasmo sarà di grande aiuto e conforto.

Donato

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