Fuoristrada, un’opportunità per il turismo? Ma fateci il piacere!

E’ difficile andare a spiegare ai diecimila firmatari di una recente petizione di segno contrario che il provvedimento per permettere ai sindaci di organizzare manifestazioni motociclistiche in deroga ai divieti di circolazione fuori strada è “un’opportunità per recuperare sentieri abbandonati e favorire il turismo”. Ma questo ha deciso la Commissione agricoltura della Regione Lombardia, sia pure accogliendo alcune varianti al testo originale, dando via libera al PdL 124 “Modifiche ed integrazioni alla l. r. 5 del dicembre 2008, Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale”.

A onor del vero i consiglieri regionali del Cai con alla testa Renata Viviani si erano fatti in quattro per fare approvare alcune essenziali modifiche. In un appello alla Regione avevano sottolineato in aprile l’“estrema preoccupazione” per il testo dell’articolo là dove viene specificato che “in deroga ai divieti di cui ai commi 3 e 4, con regolamento regionale sono definiti i criteri, le modalità e la procedura con cui gli enti proprietari, per il territorio di rispettiva competenza, possono autorizzare il transito temporaneo di mezzi a motore”.

Ma ora chi può dormire sonni tranquilli in attesa che il provvedimento venga discusso in aula il 24 giugno? Sicuramente possono farlo le lobby motociclistiche i cui interessi sono fortissimi quanto lo è il disinteresse per l’integrità del territorio ormai ridotto ai minimi termini.

Il rischio è che se ne vedano sfrecciare parecchie di moto da cross su sentieri e mulattiere, più di quante già imperversano in barba ai divieti. Ma anche enduro, trial, quad, motocross, suv, fuoristrada vari. Sempre che i sindaci lo desiderino e, sia pure, soltanto in occasione di singole manifestazioni motociclistiche.

“Il testo nella sua stesura finale che abbiamo approvato”, ha spiegato il presidente della Commissione e relatore Alessandro Fermi (FI), “contiene e recepisce le richieste della minoranza sul regolamento esistente di disciplina dell’utilizzo dei mezzi a motore, soprattutto delle moto da cross. Infatti le modifiche apportate riguardano il divieto al transito dei mezzi motorizzati ad eccezione di quelli di servizio e di quelli autorizzati dagli enti proprietari e dalla Regione, nei boschi, nei pascoli, sulle mulattiere e sui sentieri”.

“In deroga ai divieti”, continua Fermi, “con apposito regolamento regionale sono definiti i criteri, la modalità e la procedura per cui gli enti proprietari del territorio di rispettiva competenza possono autorizzare il passaggio”.

Insomma, i promotori del provvedimento che dà il via libera, sia pure a determinate condizioni, ai mezzi fuoristrada su sentieri e mulattiere vanno avanti come trattori, sicuri della loro maggioranza in Regione. Contrarie sono le opposizioni: il Pd – tranne un consigliere – e il Movimento Cinque Stelle. Che evidentemente non si accontentano di questa vittoria di Pirro.

“In Commissione abbiamo votato contro il progetto di legge”, fa sapere Marco Carra (Pd), “che, con l’obiettivo di regolare le gare motociclistiche nei boschi, interviene sul concetto stesso di bosco e sulla possibilità di intervenire su di esso. Avevamo già riconosciuto che il testo è stato in parte modificato con l’accoglimento di due nostre richieste, una sulle compensazioni e l’altra sul regolamento esistente di disciplina dell’utilizzo dei mezzi a motore: sono, tuttavia, rimasti inalterati punti che assolutamente non condividiamo”.

L’escursionista pedestre si rassegni. O si faccia la moto, come ammoniva Vittorio Gassman nel “Sorpasso” rivolgendosi beffardamente ai proletari curvi sui pedali.

Roberto Serafin

Una nuova petizione on line è stata lanciata dal CAI Lombardia sul tema mezzi motorizzati sui sentieri. Per firmare: http://goo.gl/rXNS2x

 

 

 

 

 

4 thoughts on “Fuoristrada, un’opportunità per il turismo? Ma fateci il piacere!

  • 18/06/2014 at 11:53
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    Secondo me è corretto che si dia facoltà ai comuni e agli enti che gestiscono il territorio di autorizzare manifestazioni motociclistiche, purché confinate geograficamente e temporalmente…

    E’ quello che fa del resto la regione Piemonte (Legge regionale 2 novembre 1982, n. 32._art.11):
    “I comuni, sentite le comunità montane e le comunità collinari, possono individuare, dotandoli di opportuna segnalazione, percorsi a fini turistici e sportivi non competitivi, su tracciati già esistenti sul territorio, anche in deroga a quanto disposto dai commi 1 e 2. I comuni disciplinano l’utilizzo di tali percorsi con proprio regolamento in coerenza con le finalità di tutela della presente legge e dandone comunicazione alla Regione.”

    Con relative SANZIONI (art.38): per le attività e le manifestazioni motoristiche fuoristrada organizzate, anche parzialmente, al di fuori dei percorsi individuati ai sensi del comma 3 dell’articolo 11 o per le competizioni organizzate sui percorsi individuati ai sensi del comma 3 dell’articolo 11 in difetto delle procedure previste dalla legge regionale 14 dicembre 1998, n. 40 (Disposizioni concernenti la compatibilità ambientale e le procedure di valutazione) o per le manifestazioni e le gare motoristiche fuoristrada prive dell’autorizzazione in deroga ai sensi del comma 5 bis dell’articolo 11 o realizzate in difformità della stessa, si applica la sanzione di 10.420,00 euro a carico degli organizzatori, incrementata di 1000,00 euro per le manifestazioni fino a 50 partecipanti, di 1500,00 euro per le manifestazioni da 51 a 100 partecipanti, di 2000,00 euro per le manifestazioni da 101 a 200 partecipanti, di 3000,00 euro per le manifestazioni con più di 200 partecipanti. La stessa sanzione si applica agli organizzatori in caso di mancato rispetto delle prescrizioni impartite ai fini dello svolgimento delle manifestazioni e gare motoristiche fuoristrada e in caso di mancata esecuzione del ripristino ambientale dello stato dei luoghi

    http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/base/coord/c1982032.html#11

    che poi i motopuzzisti circolino impunemente anche di costì
    in barba a ogni norma e buonsenso
    è un dato di fatto… e del resto:
    le leggi son, ma chi pon mano ad esse

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  • 17/06/2014 at 12:47
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    Per molto tempo, quasi da sempre, la strada è stata utilizzata da tutti: pedoni, gente a cavallo, in bicicletta, anziani, bambini ecc.. Poi, gradatamente, tutti questi utenti ‘deboli’ dalla strada sono stati espulsi perché l’auto se n’è impossessata. Totalmente. Ci restavano i sentieri. Ora grazie a una Commissione che si occupa di agricoltura (!) ci tolgono anche questi per fare un piacere a chi ha il solo gusto di togliere con i motori la pace dei boschi e la tranquillità agli animali. Indignato è dir poco. Senza contare il danno strutturale che le moto procurano ai sentieri, soprattutto a quelli con rilevante sostanza storica – sempre privi di qualsiasi vincolo paesistico o culturale – nello scalzare i selciati, lavoro di generazioni, e nel compromettere la stabilità e il regolato deflusso delle acque.

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  • Pingback: Fuoristrada su sentieri e mulattiere della Lombardia: un’opportunità per il turismo? Ma fateci il piacere! | serlorenzo

  • 16/06/2014 at 14:51
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    Sono una dei diecimila firmatari della petizione contro la circolazione dei mezzi fuori strada sui sentieri e trovo scandalosa la decisione della Commissione agricoltura della Regione Lombardia, dalla quale non mi sento assolutamente rappresentata.
    I sindaci della Lombardia hanno il permesso di organizzare manifestazioni motociclistiche in deroga ai divieti di circolazione fuori strada perché è “un’opportunità per recuperare sentieri abbandonati e favorire il turismo”?
    Ma dove siamo?
    Altro che “Ma fateci il piacere!”, io avrei titolato “Andate a quel paese!”

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