Il papà dei mutilatini rivive tra le guglie del Duomo

Bollettino L. Gabba
La copertina del bollettino della Biblioteca Luigi Gabba del Cai Milano con la statua di don Gnocchi (foto di Tiziano Lozza) che compare anche nella home page.

Una nuova statua spicca tra le guglie del Duomo di Milano. Raffigura il beato don Carlo Gnocchi (1902-1956) che tiene stretto tra le sue braccia un piccolo bambino salvato dalle macerie della guerra. La statua è stata realizzata da un blocco di marmo di Candoglia, come tutto il resto del Duomo. La scultura, di un biancore notevole, spicca tra le altre guglie perché non ancora brunita dallo smog dei secoli. E’ stata collocata il 21 ottobre 2013 (mensola 211, lato est, sacrestia capitolare, tra via dell’Arcivescovado e piazza Duomo). Pesa 800 kg ed è assicurata alla parete  con un gancio. Tiziano Lozza l’ha abilmente fotografata con l’impiego di un teleobiettivo e la bella immagine compare sulla copertina dell’interessante Bollettino della Biblioteca Luigi Gabba del Cai Milano, realizzato dal conservatore Renato Lorenzo su un layout di Lorenzo Serafin.

Con un precedente “Bollettino” (numero 25 – inverno 2011/2012), il Cai aveva già illustrato la figura di questo Sacerdote della carità raffigurato molto bene dal socio Ugo Balzari, che con Carlo Gnocchi, cappellano militare degli alpini, effettuò la tragica ritirata di Russia. Anche Gnocchi fu iscritto alla Sezione di Milano, come risulta dalla sua domanda di ammissione datata 29 aprile 1930.

Don Gnocchi
Il Beato don Carlo Gnocchi

Don Gnocchi viene ricordato come il padre dei mutilatini. Dopo la guerra prese infatti forma concreta la sua opera più meritoria e cioè quella di aiutare i bambini più sofferenti a causa della guerra.

Egli rivolse dapprima la sua opera assistenziale agli orfani degli alpini, ospitandoli nell’Istituto Arosio; successivamente dedicò le sue cure ai mutilatini e ai piccoli invalidi di guerra e civili, fondando per essi una vastissima rete di collegi in molte città d’Italia (Inverigo, Parma, Pessano con Bornago, Torino, Roma, Salerno, Milano, Firenze, Genova)

La pubblicazione della Biblioteca Luigi Gabba (è offerta in forma cartacea in omaggio ai soci ed è possibile scaricarla in versione pdf dal sito) dedica spazio alle tante serate realizzate a Milano dalla Commissione culturale e alla grande mostra “La Lombardia e le Alpi” riproposta a Castellanza (VA) dopo avere riscosso successo allo Spazio Oberdan di Milano (Lorenzo Serafin). Di notevole interesse la via tracciata sull’Antimedale in ricordo di Marco Anghileri (Mario Giacherio). Marco Della Torre si dedica invece a Carletto Negri “un milanese ‘integrale’ con il chiodo fisso per la didattica dell’alpinismo”. A Herzog e Lachenal, primi uomini sulla vetta di un ottomila nel 1950, è rivolto un approfondito ricordo di Renato Lorenzo. Da leggere anche la rievocazione delle gite Jona che aprirono ai giovani le porte della passione per la montagna.

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