Aria di montagna in città. MountCity e la “nuova” solidarietà fra Alpi e metropoli di cui si parla

Aria di montagna...
Aria di montagna in città (arch. R. Serafin) e, qui sotto, prati in fiore (berggeist007/pixelio.de)

Costruire in città (Milano, il suo hinterland, tutti i capoluoghi della Lombardia) una nuova immagine delle Alpi che superi gli stereotipi della montagna museo o della montagna parco-giochi, mettendo in rete tutti gli elementi che fanno della città una “mount city”. Questo lo scopo (o l’ambizione, o l’illusione…) del blog che state cortesemente bazzicando e che in poco più di tre mesi ha raggiunto l’ambito traguardo di 7000 visite.

Ridare dunque un senso all’immaginario “alpino” cittadino: quell’immaginario che appare condizionato dalla visione fuorviante delle montagne esclusivamente come un “domaine skiable” ad elevata tecnologia o un parco giochi per le estati calde. Ma ci si è anche riproposti di dare voce a realtà sommerse del mondo giovanile, come la raccolta di fondi per rinverdire le sponde del Naviglio mediante un torneo di arrampicata, o le battaglie degli amanti del bouldering per ottenere un riconoscimento nelle vallate dell’Ossola tanto familiari a noi milanesi: due argomenti molto gettonati. Assai gettonati altri argomenti in qualche modo scottanti affrontati con i contributi di autorevoli esperti come Oreste Forno, Agostino Da Polenza, Albano Marcarini, Laura Guardini, Popi Miotti, Mario Sertori, Enrico Camanni: come non morire di alpinismo, come rendere meno precaria la vita degli sherpa, come arginare la dilagante invasione di motocross sui sentieri, come rendere “credibile” la stampa di montagna, come farsi una ragione delle montagne che crollano, come rinnovare gli appetiti arrampicatori nelle meravigliose vallate del Badile e del Disgrazia, quali nuove prospettive esistono per un turismo davvero sostenibile.

Il tutto con un’attenzione particolare per le iniziative promosse in città da storici sodalizi come il Cai con la sua attivissima Commissione culturale e la Società Escursionisti Milanesi, patrimonio della nostra città e inarrivabile serbatoio di idee e memorie che ha inserito il link di MountCity nel suo autorevole sito. E da iniziative private, tra le quali una frequentata libreria che promette periodici aggiornamenti sulle novità editoriali arrivate sugli scaffali.

Sono aspetti significativi, crediamo, di un blog che opera in autonomia pur attuando, in via sperimentale, una stretta e proficua collaborazione con GognaBlog curato dal grande alpinista e scrittore Alessandro Gogna. Fonti ufficiali, come può esserlo la Commissione per la protezione delle Alpi (Cipra), danno indirettamente ragione a questo progetto ribadendo quanto le soluzioni “creative” per una vita futura nei comuni e nelle città alpine richiedano la consapevolezza che le Alpi e le metropoli ai loro margini debbano risultare a stretto contatto e in sintonia sulle tematiche principali del vivere in montagna. Va aggiunto che a Torino da tempo ill sito Torino e le sue valli segue con attenzione le iniziative che alimentano il legame tra la popolazione cittadina e quella montanara con il contributo della Compagnia di San Paolo. Prati in fiore (berggeist007:pixelio.de) Ora più che mai è necessaria, spiega la Commissione per la protezione delle Alpi, una nuova solidarietà fra gli attori coinvolti nell’arco alpino e nelle metropoli. “Il coinvolgimento di metropoli influenti quali Milano, Ljubljana, Vienna, Monaco di Baviera, Zurigo e Lione”, spiega ancora il documento della Cipra, “rappresenta anche una grande sfida e produrrà nuovi rapporti di forza e processi decisionali”.

E a proposito dei processi decisionali citati nel documento, va aggiunto che in questi ultimi anni si è in realtà assistito alla nascita d’importanti reti nelle Alpi in aggiunta a quelle vecchie o addirittura obsolete. Qualche esempio? Si sono costituite istituzioni come la Rete delle aree protette alpine, la Rete di Comuni “Alleanza nelle Alpi”, il Comitato scientifico internazionale ricerca alpina, o l’Associazione “Città alpina dell’anno”.

In Lombardia va segnalato che operano, con contributi di prim’ordine offerti alla cultura e alla promozione delle terre alte, le associazioni Gente di Montagna e Ruralpini nonché gli “Amici degli alpeggi e della montagna” (AmAMont), un sodalizio interregionale e transfrontaliero. E che nove sono, fino a prova contraria, le “banche della memoria” che sul territorio custodiscono immagini, testimonianze e valori (l’elenco è sul catalogo della bella mostra “La Lombardia e le Alpi” organizata nel 2013 dalla Sezione di Milano). Il treno per una macroregione alpina va dunque considerato in movimento, anche e soprattutto grazie a queste realtà, e nessun protagonista che davvero conti vuole mancarlo. Tanto meno MountCity, un minuscolo vagoncino, per ora, di questo convoglio.

Ma in definitiva dove sta andando questo treno, chi ne determina la velocità, e quanto costa il biglietto? La Cipra è convinta che i temi centrali per lo sviluppo sostenibile della regione alpina siano nell’ordine: la produzione e la distribuzione dell’energia, il traffico transalpino e la mobilità dolce, la gestione sostenibile delle risorse naturali quali l’acqua e la biodiversità, il turismo sostenibile e vicino alla natura, nonché i temi dei giovani e dei meno giovani. Argomenti, questi, che occorre sviluppare in modo originale e, se possibile, anche in un’ottica cittadina con l’auspicabile collaborazione degli amici della montagna, che in città e anche nelle ridenti vallate lombarde non mancano di certo.

E cercando di farsi spazio in un clima di declinante interesse per l’argomento da parte dei media generalisti, fatte le debite eccezioni. Intanto a malincuore si legge in rapporti ufficiali che calano le iscrizioni al Cai, amara ciliegina sulla torta del 150° compleanno celebrato in pompa magna nel 2013. L’aria che tira, si legge ancora, non è delle migliori. Fra tante incognite, non sarebbe opportuno farsi un esame di coscienza e manifestare un sia pur cauto e doveroso ottimismo?

Ser

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