L’architetto che amava e difendeva le montagne

Amici ed estimatori valtellinesi hanno voluto dedicargli un libro pubblicato dalla Fondazione Bombardieri di Sondrio. E in effetti di Stefano Tirinzoni, scomparso per una malattia nel 2011 a soli 62 anni, c’è molto da raccontare. E’ stata una vita all’insegna dell’eclettismo la sua, tutta spesa per l’ambiente e le montagne che tanto amava, impegnandosi in mille battaglie e su vari fronti, cinque in particolare: il Club alpino, il Fondo Ambiente Italiano, il Parco dello Stelvio, l’Unione internazionale delle associazioni alpinistiche, la Fondazione Bombardieri.

E’ comprensibile che tanti amici si siano dati appuntamento venerdì 3 ottobre all’Auditorium Torelli di Sondrio per la presentazione del bellissimo volume curato da Guido Combi dal titolo “Stefano Tirinzoni, una vita per la montagna e per l’ambiente”. A Gianfranco Scotti è stato affidato il compito di leggere alcuni scritti di Tirinzoni, a Gabriele Baffero (violino) ed Elisa Bellotti (pianoforte) quello di creare un’appropriata atmosfera musicale.

Dopo l’introduzione di Angelo Schena, che ha ereditato dall’amico Stefano la presidenza della benemerita Fondazione Bombardieri, e dopo la prefazione del presidente generale del Cai, scorrono di pagina in pagina, divise in sezioni, la tante tappe della sua fantastica maratona: l’attività nella Fondazione, la presidenza della Sezione Valtellinese del Cai, l’operosa presenza presso la sede centrale del Club alpino e presso l’UIAA dove si è speso a lungo nella Commissione Access e Management, le battaglie per il Parco dello Stelvio e il Parco delle Orobie Valtellinesi, la militanza nel Fai, il suo ruolo di pianificatore territoriale e di architetto.

In campo professionale, come si apprende da questo volume corale, Tirinzoni svolgeva attività nel ramo della progettazione architettonica (edilizia residenziale, industriale, scolastica, ospedaliera, opere pubbliche, rifugi alpini), del restauro di edifici e apparati di interesse storico ed artistico e della progettazione urbanistica e paesistica (PRG, piani attuativi, piani di aree protette e piani di vasta area). E’ stato presidente del Consiglio dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Sondrio dal 1984 al 1986 e segretario del Consiglio dell’Ordine dal 1980 al 1984.

La nuova “Marco e Rosa” realizzata da Tirinzoni in un modellino di Tiziano Giussani. Ph. R. Serafin

E ancora di questo valtellinese elegante e garbato, dotato di una particolare ironia sotto la scorza dura, si rievoca l’attività nel Lions Club Sondrio Host e si riportano i più bei discorsi pronunciati in varie occasioni ufficiali tra le quali va ricordata l’inaugurazione della nuova capanna Marco e Rosa al Bernina costruita su un suo progetto molto innovativo.

Di Tirinzoni raccontano, tra gli altri, Lucia Foppoli che gli è subentrata nel Management Committee dell’Uiaa e Robert Pettigrew, attuale presidente della commissione dell’Uiaa di cui Stefano fece parte, riferendo dei suoi progetti per sostenere il tenore di vita delle comunità alpinistiche nel terzo mondo. Ma scorrendo tra le firme dei collaboratori, si scopre che a colorire le tessere di questo affascinante mosaico che fu la vita di Tirinzoni concorrono i rappresentanti del Gotha alpinistico valtellinese e diversi amici che con lui hanno condiviso le alacri giornate negli uffici della Sede centrale del Cai, a Milano.

Iscrittosi al Club Alpino Italiano nel 1974 dopo essersi laureato a pieni voti in Architettura presso il Politecnico di Milano, Tirinzoni è stato presidente della Sezione Valtellinese del Club Alpino Italiano dal 1984 al 1992. Nel 1986 è stato nominato consigliere centrale, referente della Commissione centrale scuole di alpinismo e scialpinismo. Vice segretario generale dal 1988 al 1990, è stato anche membro della Commissione centrale per la tutela dell’ambiente montano e della Commissione Regionale Lombarda per la Protezione della Natura Alpina.

Negli ultimi anni della sua vita, come si è in parte riferito, aveva acquisito diverse altre cariche prestigiose. Dal 1998 era presidente della Fondazione Luigi Bombardieri legata alla Sezione di Sondrio e in questa veste aveva organizzato nel giugno del 2010 a Sondrio un convegno sul tema controverso della “montagna assassina” concludendo il suo intervento con un appello che potrebbe rappresentare un suo testamento spirituale: “Ecco, continuiamo a trasmettere ai giovani il nostro entusiasmo per questo regno (della montagna, NdR), contagiamoli; entreranno nella dimensione del sogno”.

E ai giovani Tirinzoni ha lasciato, in legato al Fai, un dono di grande valore naturalistico: la sua vasta proprietà in Comune di Talamona costituita da tre alpeggi e da pascoli e boschi, nell’intento di realizzarvi una struttura ricettiva da destinare agli allievi delle scuole valtellinesi. Un suo grande sogno, uno fra i tanti di questo benemerito amico della montagna.

Ser

Info: www.fondazionebombardieri.it/

 

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