I sentieri? Uno spreco. A Milano Montagna la Regione Lombardia annuncia: nemmeno un € per la manutenzione!

Bosco distrutto
In Lombardia un bosco devastato da nevicate e alluvioni (ph. R. Serafin/MountCity).

Sono i magnifici sentieri della Lombardia, elementi indispensabili del turismo sostenibile, a fare le spese dei quattro miliardi di tagli alle Regioni. Effetti della “manovra” decisa dal governo con l’invito a evitare sprechi. No, non ci sono pubbliche risorse per la manutenzione: l’incredibile annuncio risale a giovedì 16 ottobre, all’inaugurazione della rassegna Milano Montagna. A darlo con un certo imbarazzo nella sede dell’Università Statale in via Festa del Perdono, sia pure in un clima di generale indifferenza, il sottosegretario alla Montagna della Regione Ugo Parolo.

Per colpa di questo “iniquo” (definizione doc del governatore) provvedimento, gli accordi per la manutenzione dei sentieri tra Regione e Club Alpino Italiano, ha detto Parolo, sono saltati, azzerati. Anche se frane, alluvioni, nevicate hanno danneggiato gravemente questo inestimabile patrimonio, parte integrante delle foreste che occupano circa un quarto della Lombardia.

Si, esistono ben altre priorità: la scuola, la sanità, i trasporti. E gli escursionisti possono pazientare o rimboccarsi le maniche come hanno sempre fatto i volontari del Cai.

Ma c’è il sospetto di uno scaricabarile in una Regione che per la montagna fa oggettivamente poco, come ha osservato lo stesso Parolo nel suo intervento attribuendo le colpe a un frastagliarsi degli interventi tra vari assessorati, a una scarsa comunicazione, al fatto che in questa regione, a differenza di quanto avviene nei confinanti Trentino e Alto Adige, la mancanza di autonomia rende politicamente nullo il ruolo del territorio.

Una doccia fredda va considerato dunque il dissociarsi della Regione dalle cure per i sentieri, quasi un affronto a chi tanto si prodiga per la sostenibilità del turismo, unica soluzione possibile alla crisi che attanaglia la montagna.

L’estate scorsa il Festival delle Alpi organizzato con la collaborazione del Cai Lombardia era tematizzato proprio sulla valorizzazione dei sentieri. “Il sentiero”, osservò il sociologo Annibale Salsa, “viene ad assumere oggi una valenza del tutto nuova legata non più alla necessità del duro lavoro del montanaro, bensì a motivate scelte culturali. Si tratta quindi, per i territori alpini, di capitalizzare un patrimonio (dal latino “patrum munus”, dono dei padri) dotato di grande valore paesaggistico (intreccio di natura e cultura), di un valore etico non disgiunto da importanti ricadute economiche e sociali”.

Milano montagna 2014 d
Novi modelli di sci e scarponi a Milano Montagna (Ph.R. Serafin/MountCity).

Parole al vento? Bastava guardarsi in giro all’inaugurazione di Milano Montagna, presente il sindaco e altre autorità cittadine, nei saloni dell’Università statale in via Festa del Perdono. Ben altri sembrano gli interessi in campo, a cominciare da quelli degli sponsor che hanno trasformato l’ateneo in una specie di vociante megabancarella con una rassegna commerciale di tute sgargianti, sci e attacchi ultramoderni.

E vabbe’. Una mano all’agonizzante industria dello sci va pur data. E poi, come si legge nella comunicazione di Milano Montagna, l’iniziativa nasce da un’idea dell’associazione culturale Mountain in the City, “attiva nella promozione e valutazione delle attrezzature per lo sci”.

L’immagine della montagna che emerge è dunque ancora una volta quella adrenalinica, con le pazzesche maratone in alta quota promosse questa volta da un’azienda milanese “specializzata nella progettazione e nella produzione di video e lungo metraggi nel settore sportivo”.

“Imperdibile” è stata definita la proiezione di “Tre Extraordinary Story”, 52 minuti di “pura adrenalina” come è possibile constatare su You Tube (https://www.youtube.com/watch?v=VCB7DFi4qK8)

E dei sentieri che cosa ne sarà? Forse per la loro conservazione bisognerà davvero affidarsi, come sembra suggerire l’Eco di Bergamo del 4 ottobre ai motociclisti. “Le moto da trial sono mezzi leggeri e agili che hanno reso accessibili con continuità luoghi altrimenti destinati all’abbandono”, viene spiegato dal giornale con riferimento alle innegabili cure che i trialisti riservano ai loro percorsi.

Forse basterebbe andare a fare trekking in Polonia (Tatra) o in Spagna (Pic d’Europe) per rendersi conto della cura con cui vengono protetti e goduti questi parchi e i relativi sentieri. Il rispetto della natura qui è obbligatorio e non si possono assolutamente destinare i sentieri (tracciati per il trekking e per questo manutentati) alla circolazione dei mezzi meccanici. Perché i dirigenti della Regione Lombardia e gli organizzatori di Milano Montagna non vanno a dare un’occhiata?

Ser

 Info: www.milanomontagna.it

3 thoughts on “I sentieri? Uno spreco. A Milano Montagna la Regione Lombardia annuncia: nemmeno un € per la manutenzione!

  • 19/10/2014 at 05:47
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    I Sentieri patrimonio delle nostre Alpi
    A Gromo, sabato 21 giugno 2014, nell’ambito del Festival delle Alpi, si è tenuto il Convegno Nazionale “I sentieri delle Alpi (vanno) verso il futuro”
    A rappresentare la Regione Lombardia il Sottosegretario alla Montagna Ugo Parolo: “Porto i saluti del Presidente Maroni. Il territorio lombardo è per il 40% montano e quindi pensare alle politiche per la montagna in modo coordinato è per noi fondamentale. Non è semplice, ma per questo cerchiamo di mantenere stretti contatti con soggetti come il CAI che conoscono la montagna e il territorio. I sentieri sono un patrimonio inestimabile, sono le arterie delle nostre montagne, quelle che un tempo in molte aree erano delle vere e proprie strade, e quindi parte integrante del nostro pensiero. E il nostro impegno è chiaro anche a livello europeo e a livello di macroregione alpina”.

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  • 17/10/2014 at 13:11
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    Dopo la legge “ammazzaboschi” che consente di tagliare boschi fuori dai piani di assestamento, di costruire in zone ex agricole e boscate, e di autorizzare manifestazioni motociclistiche in deroga alle prescrizioni della Forestale, ora un’altra doccia fredda che cancella tante belle parole sul turismo montano sostenibile, la valorizzazione del patrimonio e via dicendo. Povera Lombardia, affogata nel cemento, nel puzzo dei motori, nell’indifferenza al bello e al paesaggio naturale (come a tutto quello che si possa monetizzare subito!).

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