Nasce l’Enciclopedia dei Ragni

Un mastodontico lavoro. Così Fabio Palma, presidente dei Ragni di Lecco, definisce l’enciclopedia dei “maglioni rossi” in preparazione. A scavare in questa straordinaria miniera costituita dalla storia del celeberrimo gruppo alpinistico, portando alla luce “chicche” di cui la città sarà orgogliosa, si è messo d’impegno Serafino Ripamonti, uomo di penna con una certa dimestichezza con chiodi da roccia e piccozze, come si conviene al curatore di un’opera destinata a diventare una stella polare nella storia dell’alpinismo.

“Diciamo innanzitutto che è un’idea molto ambiziosa”, conferma Ripamonti, “e che ci vorrà del tempo per realizzarla. Il primo passo è stato quello di raccogliere e digitalizzare il maggior numero possibile d’immagini relative alle attività alpinistiche svolte dai Ragni dalla fondazione fino ad oggi. Abbiamo portato avanti questo lavoro con le forze interne al gruppo e ci è voluto un annetto per arrivare a una prima conclusione”.

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Sigaretta tra le labbra, il “ragno” Casimiro Ferrari sale nel 1974 verso il Colle della Speranza sul “grido pietrificato” (archivio Ragni)

Ma come orientarsi scegliendo il meglio fra tante relazioni e testimonianze? A quanto si apprende, è stato per l’occasione creato un archivio informativo (sempre in fieri) dove vengono inserite tutte le informazioni essenziali che si riescono a recuperare rispetto alle varie salite fatte dai soci (data, cima, partecipanti, prima ascensione, ripetizione…).

E’ stata anche avviata una ricerca bibliografica, recuperando più testimonianze scritte possibili. Di alcune salite/spedizioni, come ci si può immaginare, c’è un’infinità di materiale a disposizione, di altre, magari non meno importanti delle prime, si è scritto poco o nulla. E nel procedere dei lavori dell’enciclopedia si andrà ad attingere direttamente alle fonti, attraverso le interviste ai protagonisti (“che il Signore li conservi a lungo!”, si augura Serafino facendo gli scongiuri).

L’idea è quella di suddividere l’Enciclopedia in volumi che corrispondano più o meno ai decenni di vita del gruppo: anni 40 e 50, anni 60, anni 70, anni 80, anni 90, anni dal 2000 fino al 2011. Da lì in avanti esistono i book annuali a memoria delle attività svolte.

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Riccardo Cassin, un “padre” dei celebri scalatori lecchesi (ph. Serafin/MountCity)

“Ho cominciato a lavorare partendo dalle cose facili”, dice ancora Ripamonti. “Quindi il primo volume che completeremo sarà quello degli anni 70. Sulle cose fatte in quel periodo ci sono diversi libri e scritti di vario genere. L’impostazione dei volumi avrà uno stile abbastanza omologo a quello dei nostri book, quindi largo spazio alle immagini e impostazione dei capitoli con una modalità abbastanza giornalistica”.

“Gli articoli”, conclude il curatore dell’opera, “non seguiranno un principio cronologico (cioè non saranno uno per ogni anno) ma tematico: alle salite più importanti verranno dedicati gli articoli principali, ma in apertura o chiusura del volume (particolare ancora da decidere) ci saranno delle pagine di ‘brevi’ dove cercheremo di mettere tutto quello che è stato fatto nel decennio (ovviamente prime salite e prime ripetizioni)”.

A ritessere la storia dei Ragni in 15 capitoli era stato in precedenza lo storico Alberto Benini in un corposo volume uscito nel 1996 (50 anni sulle montagne del mondo), pubblicato a cura della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Lecco. In quasi vent’anni i maglioni rossi hanno fatto ulteriori grandi passi, da quei giganti che sono, e ora non ci si stupisce che, forse unici tra i gruppi alpinistici più famosi, le loro fortune meritino non un semplice libro di storia ma addirittura un’enciclopedia in piena regola.

Ser

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