Morirono a un passo dalla libertà. Ora riposano a Trenno

 

Al Parco di Trenno, alla periferia ovest di Milano, riposano nel suggestivo cimitero di guerra inglese i corpi di tredici militari sconosciuti che persero la vita il 9 novembre 1944 nella più terribile tragedia di montagna sulle Alpi durante la seconda Guerra mondiale. La tragica salita al Colle Galisia dove si registrò l’ecatombe, faceva parte di una corvèe organizzata dai partigiani del Canavese della VI Divisione “Giustizia e Libertà” ai primi di novembre ’44 per trasferire nella Val d’Isère liberata dagli Alleati un gruppo di ex prigionieri di guerra inglesi. La trasferta si trasformò purtroppo in una trappola mortale per quarantun giovani, inghiottiti dalla neve e travolti dalla bufera, lungo la discesa attraverso le insidiosissime Gorges du Malpasset, in val d’Isere, dopo aver sfiorato, senza neppure vederlo, il rifugio del Prariond: poteva essere la salvezza per l’intera colonna!

Molti dei quarantun corpi rimasero senza nome: tredici di loro “conosciuti solo a Dio” riposano a Trenno, alla periferia di Milano. Sono 41 storie che si aggiungono a quelle dei tre superstiti (resistettero per quasi dieci giorni alla tormenta e a temperature rigidissime), l’ultimo dei quali, l’inglese Alfred Southon, scomparve nel 1993 durante una vacanza a Malta.

Cimitero inglese Trenno
Autunno al cimitero inglese del Parco di Trenno, a Milano  (ph. Serafin/MountCity)

Storie che si aggiungono a quelle di alcuni prigionieri slavi che si unirono al gruppo e si salvarono, partendo però in netto anticipo rispetto al resto della colonna guidata dal “Tenente Vittorio”, l’ingegner Mario Fattucci di Trecate.

Si potevano salvare quei giovani? Uno scampato, lo slavo Iso Altaraz, il 19 novembre del 1995 durante la cerimonia organizzata a Ceresole Reale per ricordare la tragedia, esattamente a mezzo secolo di distanza da quei giorni, riaccese le polemiche già scoppiate all’indomani della scoperta dei cadaveri lungo le Gorges du Malpasset, circa l’assurdità di aver fatto partire la colonna dall’Agnel in tarda mattinata.

Lapide Galisia copia
La lapide al Colle della Galisia.

A settant’anni dalla tragedia il cerimoniale in ricordo dei caduti si è aperto sabato 8 novembre alle ore 11 al Parco di Trenno con la deposizione di fiori sulle tombe dei soldati. Il programma prevedeva domenica 9 a Ceresole Reale la commemorazione alla Cà dal Meist, a partire delle 10,15. Un ricordo è stato dedicato, a trent’anni dalla scomparsa, anche alla guida alpina ceresolina Gildo Blanchetti che guidò la colonna dei soccorritori partiti da Val d’Isere. All’incontro viene sottolineata, nelle comunicazioni ufficiali, anche la presenza dei ragazzi della quarta B del liceo “Aldo Moro”, autori della traduzione dall’inglese di “Alpine partisan”, con il racconto di Alfred Southon, il soldato inglese sopravvissuto alla tragedia. La manifestazione, ideata e organizzata dagli Amici del Gran Paradiso (www.granparadisoamici.it/‎), è stata promossa con la collaborazione del Comune di Ceresole.

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