Milanesi in coda per vincere le vertigini

Sopravvissuti al diluvio, approfittando della bella giornata di domenica 16 novembre 2014, diversi milanesi si sono fatti sedurre dalle Guide alpine e si sono messi in coda sotto le volte di cristallo del pomposo Palazzo della Regione. In programma, nella mattinata (finalmente) sfolgorante di sole, un’azzeccata iniziativa promozionale delle guide: la calata collettiva e gratuita dal Palazzo della Regione.

Assessore Rossi si prepara...
L’assessore durante i preparativi (ph. Serafin/MountCity)

Imbrago ed elmetto erano gratis, forniti dal Collegio delle Guide alpine della Lombardia che avevano anche opportunamente organizzato in loco un’allettante mostra di fotografie. Puntuale all’appuntamento con le guide si è presentato Antonio Rossi, assessore allo Sport e alle Politiche per i Giovani della Lombardia, fisico atletico come si conviene a un quarantaseienne che è stato campione olimpionico di Canoa Kajak. Sia il benvenuto Rossi tra il popolo degli amici della montagna. Come noto, la Regione non dispone di un presidente alpinista come Sergio Chiamparino che governa il Piemonte, eletto con la maggioranza assoluta dei seggi e che si dice più che mai intenzionato (speriamo che non siano solo vuote parole) a lavorare con Lombardia e Veneto per dar forza al progetto di regione alpina.

Vale dunque la pena di interpretare come un buon auspicio la “calata” dell’assessore allo Sport e alle Politiche per i Giovani dal Palazzo della Regione, in parallelo con quella di Luca Biagini presidente del Collegio lombardo delle guide.

In coda per calarsi
In coda per provare l’emozione di una calata (ph. Serafin/MountCity)

Mai forse come adesso le montagne lombarde hanno avuto bisogno di farsi nuovi amici dopo la legge “ammazzaboschi” che consente di tagliare boschi fuori dai piani di assestamento e di costruire in zone ex agricole e boscate e dopo il permesso di autorizzare manifestazioni motociclistiche sui sentieri sotto lo sguardo benedicente di un’associazione alpinistica che pubblicizza, vantandosene, intrallazzamenti con fuoristradisti e simili “amici” della natura. Per non parlare delle perdite che si registrano nel comparto degli sport invernali, perdite ripianate dal pubblico che interviene anche per finanziare la costruzione degli impianti e l’innevamento artificiale attraverso società che tra gli azionisti hanno gli enti locali. Insomma, in questa povera Lombardia, affogata nel cemento, nel puzzo dei motori, nell’indifferenza al bello e al paesaggio naturale (come a tutto quello che non si possa monetizzare subito!) è stato rasserenante assistere all’esibizione dell’assessore sapientemente rallentata perché tutti potessero godere il più a lungo possibile dell’insolito spettacolo.

Di lassù, munito di microfono, il simpatico Rossi ha subito comunicato la sua soddisfazione per l’exploit pur riconoscendo che all’inizio della calata, quando ci si sporge nel baratro, è necessario vincere un certo qual senso di vertigine. E buon per lui che ad accompagnarlo e rassicurarlo “in parallelo” ci fosse lo stesso Biagini, presidente delle guide lombarde alle quali si augura di trarre profitto da questa e da auspicabili altre iniziative promozionali.

Ser

 

One thought on “Milanesi in coda per vincere le vertigini

  • 17/11/2014 at 13:33
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    Ma quanto è costato e quanto continua a costare alla Regione, quindi ai cittadini lombardi, questo nuovo, inutile grattacielo?
    Da milanese innamorata del territorio lombardo, dei suoi laghi e delle sue montagne, chiedo che i soldi vengano spesi meglio, per curare i boschi, i torrenti e i sentieri che rendono la nostra regione così amata anche dagli escursionisti degli altri paesi europei, certamente più numerosi di noi italiani in giro per le nostre montagne.
    E non è turismo, con un ritorno economico, anche questo?

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