Premio Meroni 2014: il pubblico laurea Davide Vitale, il ventitreenne milanese che vive in Bolivia organizzando trekking solidali

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Davide Vitale, vincitore per la categoria “solidarietà” del Premio Meroni e del referendum tra il pubblico del Centro Rosetum.

Il suo sorriso è arrivato via satellite al Centro culturale Rosetum dall’altopiano di Penas in Bolivia, a circa 4000 metri di quota, dove ha scelto di vivere organizzando trekking solidali sulla Cordillera Real. Sono bastati quei pochi minuti in cui il giovane milanese Davide Vitale, classe 1991, ha raccontato della sua esperienza in Bolivia – dove fa parte dello staff del diocesano don Antonio Zavattarelli – per conquistare i tanti amici della montagna che venerdì 28 novembre hanno affollato il centro culturale di via Pisanello, a Milano.

Vitale è un ragazzo generoso. E’ stato insignito in questa circostanza dalla Società Escursionisti Milanesi con il Premio Meroni riservato alle persone che nel 2014 si sono particolarmente prodigate, con discrezione e dedizione, per la difesa e la promozione della montagna nel campo dell’ambiente, della cultura, dell’alpinismo e della solidarietà.

Ma oltre al riconoscimento della giuria per la categoria “solidarietà”, il ventitreenne Davide ha ottenuto anche il premio del pubblico secondo una formula lanciata dai volontari che organizzano questo riconoscimento istituito dalla Scuola di Alpinismo e Scialpinismo “Silvio Saglio” della Sem in collaborazione con la Scuola Regionale Lombarda di Alpinismo del Cai, con il Consiglio di Zona 7 e con un particolare contributo del Circolo ricreativo dell’Università degli Studi di Milano (Crusm) dove lavorava Marcello Meroni a cui è intestato il premio.

A ritirare il premio in sua assenza c’era, esultante, Alessandra, la mamma di Davide che vive in Belgio con gli altri sei figli, mentre è toccato ad Alessandro Galluccio il compito di presentare Davide al pubblico sottolineando il valore della sua scelta di vita legata alla passione per l’alpinismo che è costata al premiato anche un incidente senza gravi conseguenze in quella specie di Tibet del Sud America dove imperversa il narcotraffico e gli indigeni rappresentano il 60% della popolazione.

Mamma Vitali con Comitato organizzatore
Il comitato organizzatore del Premio Meroni con la mamma di Davide Vitale (2a da sin.) sul palco del Rosetum (Ph. P. Valoti)

Nel cerimoniale della premiazione, condotta con brio e misura dal giornalista Maurizio Bono, caporedattore responsabile del supplemento “D” del quotidiano La Repubblica, con la collaborazione di Nicla Diomede che del premio è animatrice infaticabile, dopo i saluti di Laura Posani, presidente della storica Società Escursionisti Milanesi, era previsto che sfilassero questi “cavalieri della montagna”, ciascuno con un corredo di dispositive e filmati orchestrati sul grande schermo da Claudio Bisin che ha curato la regia della serata.

A conclusione della sfilata seguita da un pubblico particolarmente coinvolto, parole di congratulazione sono state rivolte ai premiati e agli organizzatori dal presidente generale del Cai Umberto Martini, intervenuto con il consigliere centrale Paolo Valoti, che è stato in passato tra i candidati al Meroni, con il presidente del Trentofilmfestival Roberto De Martin e con Stefano Morosini, studioso di storia e dirigente della Sezione di Bergamo, autorevolmente in lizza quest’anno per la categoria “cultura”.

Altri candidati e premiati delle precedenti edizioni, sinceri amici del Premio Meroni, hanno voluto partecipare alla serata. Tra questi, graditi ospiti, Laura Aliprandi che vinse nel 2013 con il marito Giorgio, Oreste Ferré e Graziano Biancossi sceso dalla natia valle Antigorio dove da anni svolge attività di volontario per la gioventù della vallata dando vita allo sci club locale e contribuendo ad aprire al bouldering la vasta foresta che si stende ai piedi del monte Cistella.

Nel quintetto dei laureati 2014, Franco Michieli, è stato premiato all’unanimità per le sue benemerenze nel campo della tutela ambientale, un impegno che va di pari passo con l’attività di esploratore e divulgatore. Nel presentarlo, l’amico Andrea Piccin ha sottolineato la meritata notorietà conquistata da Michieli per le molteplici iniziative (è anche garante internazionale di Mountain Wilderness) e per l’impegno di scrittore che gli ha di recente fruttato il prestigioso Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” per il libro “Huascaran 1993, verso l’alto,verso l’altro”.

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Luca Calzone (a destra) con il calendario 2015 del Club 4000 consegnato a Oliviero Bellinzani.

Nicoletta Gatteschi, vincitrice per la categoria “cultura”, ha raccontato poi la sua esperienza di coordinatrice a Biella del Gruppo Alpinistico Scolastico, esempio di virtuoso rapporto tra il mondo della scuola e il Club Alpino Italiano. E’ stata presentata da Giuseppe Paschetto che si è rammaricato del fatto, piuttosto inconcepibile ma abbastanza scontato dati i tempi, che Nicoletta sia stata trasferita in una scuola di pianura vanificando così l’opera pazientemente svolta in tanti anni e in decine di escursioni con i ragazzi e con l’acquisizione, in affitto, di un casolare dove i suoi alunni hanno potuto migliorare le loro conoscenze dell’ambiente naturale.

Nel quintetto di premiati molta curiosità ha suscitato il varesino Oliviero Bellinzani, insignito per la categoria alpinismo. Da tempo Bellinzani affronta scalate di grande impegno nonostante l’handicap costituito dalla mancanza di una gamba dovuta a un incidente stradale. Problemi? In un video presentato in anteprima, Olivieri si destreggia con disinvoltura da primo di cordata con la sua compagna sui calcari dei Denti della Vecchia nel Canton Ticino. Nessun problema, apparentemente. L’alpinismo è parte integrante del suo modo di essere fin dalla più tenera infanzia e per nessuna ragione al mondo, nonostante l’handicap, Oliviero sarebbe diposto a rinunciarvi! Infine, il Museo della montagna di Bolzaneto ha ottenuto la menzione speciale, assegnata al curatore Salvatore Gargioni, presente alla premiazione, quale esempio d’inventiva, impegno e collaborazione tra i soci del Club Alpino Italiano.

Nell’albo d’oro del “Meroni”, organizzato con il contributo della famiglia di Marcello che fu un amatissimo istruttore di alpinismo alla Scuola “Silvio Saglio”, rifulgono nomi di diversi benemeriti della montagna, persone decisamente stra-ordinarie nel loro operare silenzioso: nel 2008 vinse la guida naturalistica Sergio Giovannoni, operatore presso l’Osservatorio astronomico della Valle d’Aosta; nel 2009 Vittorio Bedogni, presidente della Scuola di alpinismo “Guido della Torre” del CAI Legnano e rappresentante italiano nella Safety Commission della UIAA; nel 2010 Umberto Pellegrini per le meritorie iniziative di carattere scientifico, culturale e didattico in ambito alpinistico; nel 2011 Marcella Fumagalli, che dopo essersi diplomata a Brera ha scelto di vivere in Val Codera – la valle senza strada – dove ha gestito per anni una locanda, vi ha cresciuto tre figli e ha dato vita a numerose iniziative.

Nel 2012 il premio è stato assegnato a Riccardo Scotti, giovane coordinatore scientifico del Servizio Glaciologico Lombardo e glaciologo al Dipartimento di Scienze Geologiche e Geotecnologiche dell’Università degli Studi di Milano – Bicocca. L’anno scorso infine sono stati premiati Laura e Giorgio Aliprandi, milanesi, per le loro ricerche nel campo della cartografia storica delle Alpi. Riconoscimenti speciali sono andati nel 2011 alla Scuola di alpinismo “Alpiteam” del Cai per l’attività di accompagnamento di ragazzi disagiati e, nel 2013, a Cristina Rovelli, guardiacaccia della provincia di Lecco, milanese di origini ma valsassinese di adozione, che negli anni 90 divenne il simbolo della lotta in difesa dell’ambiente e degli animali selvatici essendo finita nel mirino di chi non ha mai gradito i suoi interventi contro il bracconaggio e contro il fiorente mercato nero che si sviluppa ai danni degli animali. Tutti quanti al servizio degli altri per ampliare i confini del nostro essere, secondo un’espressione, qui del tutto pertinente, del poeta Pablo Neruda.

Ser

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