Sogni e rinunce di Annalisa Fioretti

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Annalisa Fioretti

“Nell’aria sottile…sogni e rinunce” con immagini e riprese di Annalisa Fioretti ci porta tra i ghiacci del Kangchenjunga (8586m), la terza montagna del pianeta per altezza. Il documentario è in programma venerdì 5 dicembre a Martinengo (Bergamo), nell’aula magna dell’oratorio San Luigi. Nel corso della serata, organizzata dalla Pro Loco Martinengo in collaborazione con il Cai e il Gruppo Alpini di Martinengo, è possibile incontrare la Fioretti che vive a Milano dove svolge la professione di medico pneumologo. Da anni Annalisa si occupa delle patologie legate all’alta quota e pratica attivamente l’arrampicata, lo skyalp e l’alpinismo (anche himalayano). Il tentativo al Kangch è una tappa importante della sua carriera alpinistica: la montagna è considerata la più difficile tecnicamente di tutti gli 8000 himalayani, situata al confine tra Nepal e lo stato indiano del Sikkim, una delle più affascinanti come posizione e come maestosità, non ancora scalata da alcuna donna italiana.

In passato Annalisa ha lavorato in Himalaya e in Karakorum in qualità di medico di spedizione, ha partecipato a un tentativo di scalata al Cho Oyu (8201m) come medico d’alta quota e nel 2011 ha effettuato un tentativo al Gasherbrum II (8035m) purtroppo fallito perché ha partecipato a due soccorsi in alta quota salvando due vite umane.

Queste notizie sono state diramate dal Gruppo Naturalistico Le Tracce di Castelfranco Veneto dove la Fioretti ha tenuto con successo in novembre un’analoga conferenza. Nel 2012, a quanto si è appreso, tenta di salire il Gasherbrum I cercando tracce  di alcuni amici morti durante un tentativo di scalata invernale, anche per cercare di capire che cosa fosse successo. Deve però fermarsi al Campo 2 per le condizioni avverse della montagna.

Nel 2013 viene invitata a tentare la salita del Kangchenjunga. Cosa rara per una donna, viene proposta come capo-spedizione e riesce a raggiungere la quota di 8450 m, riuscendo a portare in salvo quattro persone che altrimenti sarebbero rimaste lassù assieme agli altri cinque amici morti.

Fioretti volantinoPer le prossime esperienze Himalayane Annalisa si propone di lavorare a un studio scientifico che ha come obiettivo la diagnosi preventiva dell’HAPE (edema polmonare d’alta quota) tramite l’ecografia polmonare. E, in aggiunta, di proseguire la collaborazione con gli amici della WFN (Woman Foundation of Nepal), associazione che porta aiuto alle donne maltrattate e ai bimbi orfani di Kathmandu mediante la creazione di un ambulatorio funzionante e attrezzato.

Con la sua conferenza Annalisa parla di tutte le problematiche che si vivono oggi lungo la via di salita all’Everest. Presenta le foto della spedizione al Lhotse del 2014 in cui ha dovuto rinunciare alla vetta per l’incidente avvenuto sull’ice fall che causò la morte di 19 sherpa. “Il clima che si è creato con quella sciagura”, osserva la Fioretti, “rispecchia esattamente la situazione attuale in cui molte persone senza esperienza e capacità tecniche decidono di affrontare un 8000 classificandolo come ‘facile’. Non esistono invece 8000 facili nè 8000 sicuri. Un 8000 è sempre un 8000! Le condizioni di un 8000 ‘facile’ possono cambiare nel giro di pochi minuti. Ormai le spedizioni commerciali propongono la salita all’Everest come una specie di gita dove basta pagare per salire e, dopo quanto è accaduto, parlano di by-passare l’ice fall, almeno per quanto riguarda i carichi,  con l’uso di elicotteri. Semplicemente scandaloso!”.

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