Andare per rifugi nella Rete

Logo Rifugi-BivacchiI rifugi sono a disposizione di tutti, secondo il principio della libertà di circolazione nelle montagne. Senza i notevolissimi servizi di pubblica utilità che offrono non sarebbe praticamente concepibile l’esistenza di un’attività turistica nel comprensorio alpino e appenninico. Se il futuro delle nostre Alpi ha assolutamente bisogno dei rifugi, si comprende allora il valore di un sito internet come “Rifugi-bivacchi” che contiene le schede tecniche di 2943 strutture rintracciabili attraverso 152 carte geografiche divise in aree e sotto-aree dell’intero arco alpino, degli Appennini e delle isole (Sardegna, Sicilia e Corsica). Il sito nasce nel 2000 con un censimento dei rifugi di Valtellina ed Engadina. Si sviluppa subito dopo estendendosi alla Lombardia e poi a tutte le Alpi. In seguito ottiene per due volte consecutive il contributo della CEE nell’ambito del programma INTERREG Italia-Svizzera 2000/2006 e 2007/2013. Ideato e realizzato da guide alpine, è uno strumento utilissimo e facile da consultare per tutti gli appassionati di montagna.

Il sito contiene il più completo database attualmente esistente sulle principali strutture ricettive (rifugi e bivacchi) delle Alpi italiane, francesi, svizzere e austriache, slovene, degli Appennini e delle Isole (Sicilia, Sardegna, Corsica). Per la zona delle Alpi centrali le schede sono consultabili già ora in quattro lingue (italiano, inglese, francese e tedesco). La filosofia è essenzialità e praticità, spiegano i gestori del sito. Già dalla home page, grazie a un sistema di ricerca mediante cartografia, l’utente può facilmente e rapidamente individuare la struttura di interesse per la sua escursione. Sulla cartina può inoltre spostarsi facilmente in aree limitrofe e sulla scheda specifica di ogni struttura può conoscere le principali attrattive alpinistiche della zona e le traversate a rifugi vicini (visionabili immediatamente grazie a un link diretto), reperire le informazioni circa il percorso e le caratteristiche della struttura di accoglienza (rifugio o bivacco). Il sito offre inoltre tre differenti sistemi di ricerca all’utente: semplice, affinata (tramite filtri impostabili) e alfabetica.

A differenza degli altri siti, la disponibilità dell’informazione non è circoscritta entro limiti regionali o nazionali risparmiando così all’utente il tempo di effettuare ricerche altrove. Particolare importante. “Rifugi-bivacchi” è l’unico sito che ha scelto di impegnarsi nel fornire informazioni su strutture di importanza strategica ma spesso non segnalate poiché non gestite, come i bivacchi, rifugi non gestiti e ricoveri alpini.

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Il rif. Plose raggiungibile da Bressanone. In alto sopra il titolo il rifugio Gianetti al Badile.

“Il database, ricavato in anni di lavoro, fa si che ‘Rifugi-bivacchi’ non abbia attualmente competitor nel mondo del Web”, spiegano i gestori. “Non esiste, infatti, alcun altro portale o sito in grado di fornire informazioni simili e soprattutto integrate per un’area tanto vasta, elemento che rende il sito una risorsa unica per il turismo alpino e non solo. I dati, registrati da GoogleAnalytics evidenziano che, tra i mesi di gennaio e novembre 2014, ‘Rifugi-bivacchi’ ha superato le 165.000 visite per 125.000 utenti diversi e per un totale di 655.000 pagine visitate. Il sito, che da anni risulta tra le prime due posizioni nei rank dei diversi motori di ricerca, registra per lo stesso periodo una percentuale superiore al 70% di nuove sessioni: questo significa che è in crescita e che sempre più utenti lo utilizzano per la ricerca di informazioni”.

 
Nonostante la gestione abbia scelto di rifiutare le offerte che, a pagamento, promettono un aumento di visibilità e posizione, da anni il sito risulta tra i primi del suo genere nei rank dei diversi motori di ricerca e nel 2014 ha visto incrementare le nuove sessioni del 70%.

Gli utenti del sito, va precisato, non sono solo italiani ma in larga percentuale tedeschi, francesi, svizzeri, americani e inglesi. Quale migliore biglietto da visita per il turismo alpino e soprattutto per un’utenza giovanile per lo più insensibile al fatto che il rifugio è anche un luogo dove si possono sperimentare nuovi modi di vivere e di abitare e rappresenta un patrimonio di esperienze altamente educative? Perché è noto che la tutela dell’ambiente nasce anche dall’educazione: il frequentatore della montagna può e deve trovare nel rifugio uno strumento di educazione ambientale, capace cioè di fornirgli (o di suggerirgli) determinati input comportamentali e conoscitivi.

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