L’eliski divide le guide alpine della Lombardia

Tra le deliranti manovre di mercificazione delle montagne, la pratica dell’eliski è una delle attività più contestate da chi ha a cuore l’ambiente delle terre alte. Eppure, a quanto risulta, le Guide alpine della Lombardia hanno inviato a tutti i loro associati la comunicazione di una giornata di formazione per l’eliski organizzata da “Freeride Livigno” in programma martedì 9 dicembre 2014. La partecipazione viene considerata dagli organizzatori “obbligatoria per tutti coloro interessati a partecipare quali guide per l’eliski”. E perentorio è l’invito ai partecipanti a “portare il tesserino di guida alpina (o un attestato equivalente)”.

A Livigno tutto ciò sembra rientrare nella normalità. “L’elicottero delle Guide Alpine”, viene spiegato nel sito di “Freeride Livigno”, “è a disposizione anche per semplici, ma comunque emozionanti, voli panoramici sulla vallata di Livigno”. Forse che questa promozione può far parte di “un turismo sostenibile, che non rapini le montagne e sia rispettoso dell’ambiente”? Eppure queste parole le ha giustamente pronunciate in un recente comunicato, diramato attraverso la newsletter ufficiale, il presidente generale del Cai a cui le guide alpine perlopiù appartengono attraverso la sezione dell’Agai (Associazione guide alpine italiane).

E va forse considerato lettera morta l’appello della Società Alpinisti Tridentini, sezione del Cai, rivolto nel 2006 alle forze politiche nazionali “perché affrontino il problema e diano una risposta ferma al dilagare del turismo elicotteristico che relega la montagna a puro stadio per pratiche sportive”? E che cosa ne dice Mountain Wilderness che si è impegnata a battersi per l’abolizione dell’eliski lungo tutto l’arco alpino? Ma, soprattutto, quale può essere la posizione del Collegio lombardo delle guide alpine su questa iniziativa che nei network sta suscitando non pochi malumori tra gli iscritti al Collegio stesso?

Corso Eliski Freeride Livigno
L’invito rivolto da Freeride Livigno alle Guide alpine.

“Che ‘Freeride Livigno’ proponga una giornata di formazione eliski può starci, ma che il Collegio Regionale Guide Alpine Lombardia si faccia promotore dell’iniziativa presso i suoi associati, anche se non mi stupisce, mi conferma di non aver sbagliato ad eclissarmi dalla confraternita”, sostiene senza mezzi termini il valtellinese Popi Miotti, guida alpina dal 1977 e professionista della montagna a 360°. Miotti ha sempre sostenuto che “preservare e valorizzare il territorio vuol dire preservare e valorizzare assieme al resto anche la professione della guida”.  E ha rivolto in più di un’occasione ai colleghi il rimprovero che “sotto questo profilo siamo veramente carenti, ci limitiamo a salire e a scendere, ma, se c’è da prendere apertamente una posizione, il nostro coraggio si rintana fra le vette”. Invitandoli a “essere più attivi e presenti per non subire a posteriori scelte fatte da altri sul territorio che è la fonte principale del nostro lavoro”.

Perplessità manifesta su Facebook anche Michele Comi, rinomata guida alpina della Valmalenco, “per l’azione di rimbalzo comunicativo attivata dalle Guide alpine riguardo l’iniziativa, certamente autorevole e legittima, ma che contribuisce ad istituzionalizzare e normalizzare una pratica diseducativa e assai distante dalla professione di guida”. “E’ sempre sconveniente usare parole grevi”, precisa Comi perdendo evidentemente le staffe, “ma come scrive un amico ‘il problema dell’eliski, così come tante altre tematiche ambientali ci entra nel culo come una lama nel burro senza il benché minimo dibattito interno’. E pensare che una presenza propositiva e chiara nella tutela dell’ambiente, nostro luogo di vita e di lavoro, servirebbe ad identificarci ancor di più, con le conseguenti ricadute commerciali. Ma si preferisce inseguire il miraggio di quattro svolazzate per inseguire un’effimera clientela ‘glamour’, contaminando tutto il resto”.

Le Guide alpine della Lombardia hanno mostrato di recente una certa attitudine nel promuovere, com’è giusto, la loro attività anche con iniziative spettacolari come le calate dal Palazzo della Regione e Milano di cui ha dato più volte notizia MountCity. Potrebbe ora esserci il rischio che questa nuova sortita, da alcuni professionisti giudicata incongrua, possa compromettere il seme utilmente gettato. O no?

Sull’avanzata dell’eliski vedere Gogna blog http://www.banff.it/lavanzata-delleliski/

 

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