Convenzione delle Alpi, l’eterna “bella addormentata”. E se fosse arrivato il momento di mostrare gli artigli in vista della Macroregione Alpina?

CIPRA e bella addormentata copia
Nel 2011, ventennale della fondazione, venne definita “la bella addormentata” in una pubblicazione della Cipra.

Cortesemente, la Segreteria permanente della Convenzione delle Alpi (www.alpconv.org) fa dono agli amici o presunti tali all’inizio dell’anno di un elegante calendario in cinque lingue in cui, di mese in mese, si illustrano splendori e miserie dell’arco alpino (più i primi che le seconde, che pure abbondano). Le foto sono di grande qualità essendo state premiate nell’ambito del concorso Alpine Convention Photo Contest 2014. Una piacevole, inaspettata sorpresa per chi ritiene la Convenzione in difficoltà e a corto di risorse. E per chi, come la Commissione per la protezione delle Alpi, da quattro anni la definisce ironicamente “la bella addormentata” senza che nel frattempo si avvertano segnali di riscatto.

A conclusione del biennio di presidenza italiana, il newsmagazine Dislivelli offre proprio in questi giorni l’occasione per una riflessione sulla Convenzione di cui si è sempre fatto paladino. “Chi vive più a contatto con i problemi quotidiani e le giuste rivendicazioni della montagna alpina”, è la garbata denuncia dell’editoriale, “stenta a vedere i risultati concreti della Convenzione. Altre persone, che operano con un maggior distacco dalle contingenze locali, sono più ottimiste”.

Calendario Convenzione
Il calendario 2015.

Un osservatore che si considera esterno, come lo studioso Giuseppe Dematteis che firma l’editoriale, rimane colpito “dalla sproporzione tra le dimensioni dell’apparato organizzativo, normativo e discorsivo europeo e la sua capacità di incidere non dico sulle cose, ma almeno sulle politiche degli stati membri”.

“Penso che la Convenzione”, scrive Dematteis, “svolgerebbe comunque un ruolo importante anche se si limitasse a promuovere forme di comunicazione, di coordinamento e di cooperazione transnazionale con cui le istituzioni pubbliche, quelle della società civile e i singoli cittadini arrivino a condividere visioni di lungo periodo, conoscenze, esperienze e buone pratiche”.

“Oggi però ci possiamo aspettare di più. Da quando s’è messa in moto una Strategia Macroregionale che mette i lupi e le pecore nello stesso recinto, il ruolo della Convenzione sta diventando particolarmente importante. Infatti la Macroregione alpina disegnata dall’Ue con l’approvazione degli stati (gli stessi della Convenzione) e delle loro regioni anche solo parzialmente “alpine”, oltre alla montagna alpina comprenderà un vasto territorio circostante per nulla montano. Diventerebbero così ‘alpini’ per decreto, oltre a quelli veri (circa 17 milioni), altri 53 milioni di abitanti e una dozzina di aree metropolitane tra cui Milano, Monaco di Baviera, Lione, ecc. L’unica garanzia che i lupi non si mangino le pecore, o che per lo meno non le sfruttino come hanno fatto finora, è che al centro della strategia macroregionale si ponga la Convenzione con il suo perimetro realmente montano e con i suoi obiettivi”.

Gli esperti di “Dislivelli” ritengono a questo punto che “la Convenzione delle Alpi sia una ‘costituzione’ all’avanguardia che contempla principi ideali, su cui tutti si dimostrano d’accordo a parole, su temi che rivelano l’insensibilità di alcuni governi degli Stati alpini, in primis quello italiano”.

Convenzione delle Alpi, presidenza tedesca
Si celebra l’inizio della presidenza della Germania.

Un salutare sprone per il Segretariato permanente a cui il Ministero dell’Ambiente dedica non poche risorse (o forse troppo poche?). Mai come adesso la montagna ha avuto bisogno di amici. Basta guardarsi intorno mentre cresce il disinteresse delle istituzioni e il Club alpino perde malinconicamente soci e non sembra battersi come ci si aspetterebbe alla luce dei tanti documenti elaborati, dalle Tavole di Courmeyeur alla recente revisione del Bidecalogo. In Lombardia, per esempio, centinaia di magnifici sentieri, elementi indispensabili di un turismo considerato sostenibile, stanno andando in malora mentre la Regione nega ogni forma di contributo alla loro manutenzione e le cosiddette istituzioni legate alla montagna, Cai compreso, non muovono un dito. E intanto in provincia di Varese i sentieri nella boscaglia sono diventati, nell’indifferenza generale, discariche a cielo aperto come ha denunciato “Striscia la notizia”.

Cui prodest allora la Convenzione delle Alpi? Sostenere e promuovere questo trattato internazionale sostenuto dai Paesi alpini come opportunamente fa “Dislivelli” è forse il minimo che si possa concepire, anche considerando che in Italia la Convenzione si è a lungo battuta per fare approvare il protocollo trasporti contro l’esecrabile opposizione delle lobby dei trasportatori sostenute da un partito al governo. E tenendo conto che sempre più gravoso è il suo impegno di promuovere lo sviluppo sostenibile e di tutelare gli interessi della popolazione residente.

Dislivelli
Cui prodest?, si chiede in modo interlocutorio il newsmagazine “Dislivelli” che sostiene la Convenzione.

Dalla sottoscrizione del trattato, nel 1991, si sono costituite numerose reti, innumerevoli comuni di tutto lo spazio alpino si sono uniti per collaborare e imparare gli uni dagli altri, aree protette e parchi nazionali si sono messi in rete e la ricerca scientifica ha individuato e approfondito argomenti di ricerca rilevanti a livello alpino. Tutte queste iniziative dovrebbero documentare l’efficacia della Convenzione delle Alpi.
Gli Stati alpini devono darle un volto attraverso progetti di attuazione a livello locale, perché il trattato acquisti visibilità e possa essere utile alla popolazione. E poi, ammettiamolo: c’è bisogno di una rappresentanza comune per rapportarsi con gli Stati in maniera autorevole e il più possibile unitaria, e questo è il nocciolo duro della Convenzione.

Svegliati dunque, cara Convenzione ora che la presidenza è affidata per due anni alla Germania. E questa volta cattivi, cari amici tedeschi!

Ser

Per saperne di più:

http://www.alpconv.org/it/convention/default.html

http://www.cipra.org/it/cipra/italia

http://www.dislivelli.eu/blog/newsletter

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