Quando in poche ore cadevano due metri di neve. “Orobie” riscopre la magia dell’inverno “bianco” in Val Chiavenna

Orobie gennaioIn questo inverno disastrosamente avaro di neve, viene l’acquolina in bocca sfogliando il fascicolo di gennaio di Orobie, la rivista diretta da Pino Capellini per le edizioni Oros. Nel venticinquennale di questa bella pubblicazione nata nel 1990 per iniziativa dell’editore Cesare Ferrari vengono rivisitati alcuni luoghi davvero magici della Lombardia innevata. Recava la firma di Angelo Sala l’articolo su Starleggia, in val Chiavenna, uscito nel gennaio del 2002. Le immagini erano di Mauro Lanfranchi, un mago della fotografia di paesaggio. Ora in questo incantevole angolo della Valchiavenna è tornato il bravo fotografo Paolo Ortelli che ci mostra la magia delle grandi nevicate, come quella dello scorso inverno. Il tempo sembra oggi che si sia fermato tra le vecchie baite che si affacciano su Campodolcino, ma un inverno”bianco” come quello dell’anno scorso sembra lontano anni luce.

Starleggia S-235 copia
Una veduta di Starleggia (Sondrio) splendidamente fotografata da Paolo Ortelli per “Orobie”.

“Irripetibile?”, si chiede Roberto Serafin che firma il testo dell’articolo. Forse. I segni di quell’inverno sono ancora visibili sugli alberi dei boschi, spezzati e contorti per il carico della bianca visitatrice. Sembrò un’apocalisse che tuttavia oggi molti rimpiangono. Madesimo e la Valle Spluga erano stati sommersi da quasi due metri di neve caduti nel giro di poche ore. Da notare che qui il silenzio d’inverno è assoluto e le piste del comprensorio sciistico di Medesimo e Campodolcino sembrano appartenere a un altro mondo remoto anni luce.

Queste montagne della Val Chiavenna, va aggiunto, non solo non appartengono al cosiddetto “circo bianco”, ma non sono state nemmeno protagoniste della storia dell’alpinismo, e sulle loro pendici non si è svolto alcunché da rimanere memorabile. Forse ciò dipende dal loro aspetto, molto spesso bonario e mansueto, che non ha stimolato i desideri di conquista dei pionieri. D’inverno una delle mete più ambite è probabilmente il Pizzo Quadro che si distingue dalle altre cime, appunto, per questo suo profilo elegante e insolitamente squadrato. Il resto lo potete scoprire su “Orobie” insieme con molti altri brillanti articoli e rubriche su questa Lombardia così prodiga di sorprese in tutte le stagioni.

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