Le ceneri di Abbado nell’incantevole Val di Fex

AbbadoNella chiesetta quattrocentesca di Crasta in Val di Fex sono conservate le ceneri di Claudio Abbado, indimenticabile musicista e appassionato frequentatore delle montagne dell’Engadina. “Qui spesso il maestro entrava per ammirare l’abside affrescata con una teoria di angeli e santi coloratissimi”, racconta Giuseppina Manin nel libro biografico “Nel giardino della musica” (Guanda, 174 pagine, 14 euro) uscito in questi giorni a un anno dalla scomparsa del direttore d’orchestra milanese. A Sils Maria, non molto distante, Abbado trascorreva le vacanze compiendo escursioni in questi boschi di larici accompagnato dagli strilli delle marmotte e dal volteggiare delle aquile. Sono i luoghi meravigliosi che ispirarono Segantini, gli stessi frequentati da Nietzsche, da Hesse, da Marcuse.

“Una volta arrivati alla piccola cappella bianca dove si trovano le ceneri di Abbado”, racconta la Manin, per anni inviata del Corriere della Sera, “il visitatore passa attraverso un recinto verde. Un po’ giardino un po’ camposanto. Poche tombe, semplici e commoventi come si usa in montagna. Intorno i prati, le montagne solenni, qualche mucca pigra che pascola beata. Un bel posto per riposare. Da vivi e anche da morti”.

In una lapide sono scritti gli anni di nascita e di morte del maestro (1933-2014) che qui, a 1.950 metri di quota, pranzava alla Pensiun Crasta. La sua prima moglie, Giovanna Cavazzoni ricorda nelle pagine del Corriere della Sera che da giovane Claudio amava cimentarsi in escursioni anche impegnative…Milano, nel frattempo, racconta ancora Giuseppina Manin, gli ha dedicato una lapide al Famedio, lo spazio del Monumentale riservato alle più celebri personalità cittadine.

In realtà, le ceneri di Abbado sono state sparse in parte nel mare sardo, il resto è custodito in questo muretto della tranquilla Val Fex, “raggiungibile a piedi o in slitta (ma non in auto) da Sils Maria”, come spiega Daniela Pulvirenti nella sua esauriente guida “Engadina, Val Bregaglia e Val Poschiavo” (Polaris, 2012), “risalendo nel bosco fino all’ampia spianata dove sorgono alcune abitazioni. Poco oltre – a 1951 m – si trova la frazione di Crasta con l’hotel Sonne e la chiesetta tardo romanica. Da qui la strada si restringe e anche il sentiero giunge a Curtins (1960 m) addentrandosi in quel di Fex (da feda che vuol dire pecora)”.

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