“Meridiani Montagne” apre la corsa alla Gran Becca

Meridiani Cervino coverCon tempismo il bimestrale “Meridiani Montagne” entra per primo, nel novero delle pubblicazioni più paludate, nel clima del centocinquantenario della conquista del Cervino avvenuta il 14 luglio 1865. Il fascicolo monografico della pubblicazione della Domus diretta da Marco Albino Ferrari che reca il numero 72 offre una visione molto partecipata della storia e dell’attualità del più nobile scoglio d’Europa con il consueto corredo di immagini rare e preziose, e di testimonianze affidate a firme collaudate come quelle di Pietro Crivellaro, Annibale Salsa, Enrico Camanni, Matteo Serafin, Valentina Scaglia, Luigi Dodi, Mario Giacherio, Federica Giommi, Marco Rolando. Non è un caso che il fascicolo si apra mettendo a confronto in un serrato montaggio le due fantastiche imprese di Edward Whymper nel 1865 e di Walter Bonatti che un secolo dopo, nel 1965, salì da solo in invernale la parete nord ponendo un prezioso suggello alla sua carriera alpinistica.

Come scrisse Dino Buzzati “fra tutte le montagne, il Cervino è il re, il personaggio massimo, carico di innumerevole gloria e di tragedia, la rupe più selvaggia e affascinante, il simbolo stesso dell’abisso. E’ stato ormai scalato mille volte da gente d’ogni genere, perfino da bambini, da ciechi, da vecchi più che ottuagenari, non restano più né una parete né uno spigolo che non siano stati conquistati, eppure è sempre lui, stupendo e misterioso”.

Soprattutto quest’anno si prevede che gli aspiranti alla vetta debbano essere legioni. “Ogni estate un piccolo esercito di 3500 persone mette piccozza e ramponi nello zaino e s’incammina sulle rocce malferme della Cresta dell’Hörnli. In una bella giornata estiva la vetta viene calpestata in media da trecento alpinisti”, annota Marco Rolando in Meridiani Montagne. “Zermatt e Cervinia”, spiega più avanti Rolando, “ricorderanno il centocinquantenario con un calendario di spettacoli ed eventi degni di un rock festival. Delle antiche rivalità che animarono la corsa alla vetta rimane solo la scelta del giorno clou: il 14 luglio per la località svizzera e il 17 per quella italiana, ricordando così anche la salita di Jean-Antoine Carrel dalla Cresta del Leone. Spettacoli, concerti, mostre, convegni, gare e un passaggio delle Frecce tricolori animeranno la grande festa che avrà sicuramente importanti preludi in primavera al Trentofilmfestival e in giugno alla Mountain Week in programma a Milano in occasione dell’Expo. Per concludere, nel mese di luglio, sul lato elvetico, è fissata la riapertura dell’Hörnlihütte. Un fascicolo dunque, quello di Meridani Montagne dedicato alla Gran Becca, da non perdere. Tanto più che al lettore offre in allegato il fascicolo “Outdoor” a cura di Lorenzo Scandroglio e la carta 1:25000 “Cervino – Matterhorn” con itinerari di escursionismo, ciaspole, scialpinismo e con tutti i rifugi e i numeri utili.

Qui sotto, tratta dal bollettino “LG” del Cai Milano, una messa a punto sulla storia della conquista a cura di Renato Lorenzo, conservatore della Biblioteca Luigi Gabba e a suo tempo summiter della Gran Becca in cordata con il “diavolo del Cervino” Jean Pellissier.

Jean-Antoine_CarrelLa rivincita di Carrel

La fama di questa montagna ha largamente valicato i confini dell’interesse alpinistico: è certamente la montagna più conosciuta. Edward Whymper e la guida alpina di Valtournanche Jean Antoine Carrel fecero la storia alpinistica del Cervino perché, con ostinazione, grande volontà e tenacia, impegnarono tutte le loro forze, durante cinque anni, per riuscire nel loro intento di raggiungere la cima di questa montagna. I numerosi tentativi di scalata sono stati ampiamente descritti in numerosi libri e riviste ed oramai tutti conoscono come si svolsero i fatti che portarono entrambi, a distanza di pochi giorni, l’uno dall’altro, a risultare vincitori. L’inglese Edward Whymper, di professione disegnatore ed incisore, venne inviato dal suo editore a visitare le Alpi con il compito di illustrarle. Man mano si appassionò alle scalate su montagne ancora vergini. Prese accordi con Carrel per tentare la scalata del Cervino. Nel corso degli anni, dopo svariati tentativi fatti assieme, ma rimasti infruttuosi, Whymper, assieme a sei compagni, abbandonò Carrel e partendo da Zermatt riuscì a raggiungere la vetta. La vittoria però venne funestata durante la discesa perchè quattro compagni persero la vita. Carrel, anche se parzialmente sconfitto, tre giorni dopo, partendo dal Breuil, ottenne una parziale rivincita raggiungendo anch’egli la cima per il versante sud-ovest o cresta del Leone.

Renato Lorenzo

Per saperne di più: www.cervinia.it

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