L’artista milanese che ha rubato i sogni a Messner

Locandina Daniele
La locandina della mostra a New York.

Un’Antartide formato tre metri per cinque dipinta con colori acrilici. Su questo deserto di ghiaccio tanto iperrealista e “avvolgente” da far venire i brividi si affacciano cinque “maestà” himalayane: il K2, il Nanga Parbat, il Kailash, l’Annapurna e l’Everest. E’ il quadro che Guido Daniele, pittore milanese con la montagna nel cuore, ha dedicato a Reinhold Messner e ad alcune delle sue imprese più significative. Oggi è possibile ammirare il dipinto nella pinacoteca del Museo di Messner di Castel Firmiano, a Bolzano. Si tratta sicuramente di una summa delle avventure del re degli Ottomila, rivissuta nell’immaginario di un artista che intreccia la cultura del Tibet (dove ha soggiornato a lungo imparando a dipingere i tanka da preghiera) a una visione romantica del paesaggio ispirata ai pittori americani fine Ottocento e al moderno iperrealismo pubblicitario. Per Guido questo è certamente uno dei più bei dipinti di natura realizzati nella sua ricerca iniziata una quarantina di anni fa con una serie fatta di Everest, cascate, rocce, nuvole e con un Ama Dablam diventato emblema delle campagne di Mountain Wilderness, e proseguita con un più recente Shivling (montagna sacra agli shivaiti, dalla quale nasce il Gange) che ha svettato a Milano alla Borsa Internazione del Turismo.

Guido Daniele
Guido Daniele al lavoro.

Appassionato alpinista, amico di illustri scalatori, Daniele si è cimentato anche con una serie di ritratti di personaggi come lo stesso Messner, Gogna, Cassin, Maestri esposti in importanti mostre. Ma la sua vera specialità  è il body painting con quei corpi femminili “rivisitati” con fantasmagoriche illustrazioni, e soprattutto con le mani che con sapienza sa trasformare in animali, anzi, in specialissimi “Handimals” esposti in questi giorni, dal 15 al 25 gennaio, nel Top of the Rock, al 67° piano del Rockfeller Center di New York. La mostra rappresenta il debutto dell’artista milanese negli Stati Uniti. Si tratta di 24 fotografie di mani che Daniele, noto tra i suoi fan con il nome di Michel-handgelo, ha dipinto trasformandole in straordinarie rappresentazioni di animali, tra cui una giraffa, un tacchino, un elefante, un cavallo, un delfino, un’aquila.

Gli “Handimals” sono stati presentati con successo di pubblico e di critica in Italia, Inghilterra, Germania, Lussemburgo, Polonia, Ungheria, Romania, Turchia, Quatar, Zanzibar, Cuba, Venezuela, Brasile, e sono stati usati anche per importanti campagne pubblicitarie, tra cui quella per la World Wildlife Fund. Daniele infatti è stato sempre affascinato dalla natura e dagli animali e si è impegnato per la loro protezione. “Sono 15 anni che dipingo mani e ho avuto l’opportunità di viaggiare, incontrare persone straordinarie e esibire il mio lavoro in luoghi importanti”, dice Daniele, “ma niente può esserci di più fantastico dell’esporre le mie opere al Top of the Rock, nel cuore di New York City”.

Maestri e Guido Daniele
Con Cesare Maestri dopo averlo ritratto.

Nato nel 1950 a Soverago (Cz), Guido ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Brera a Milano diplomandosi nel 1972, quindi ha vissuto due anni in India dove ha frequentato la scuola Tankas a Dharamsala. Dopo aver cominciato a lavorare come illustratore iper realistico collaborando con televisioni commerciali agenzie pubblicitarie, nel 1990 Daniele ha cominciato a sperimentare la body-peinture e nel 2000 ha concentrato la sua attività sulle mani. Progettare e creare la pittura di una mano può impegnarlo per diversi giorni data l’estrema cura che richiedono i particolari perché l’opera risulti più realistica possibile. Mentre la tela è piatta, fredda e statica, la pelle è calda ed elastica e si muove mentre viene dipinta: è un materiale difficile da dipingere, ma appassionante. Excelsior, Daniele!

Per saperne di più: http://www.guidodaniele.com/

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