Sicuri con la neve. L’impegno degli “angeli delle vette” sui campi di sci per fare crescere la consapevolezza personale

SicuriconlaNeve-locandinaneve2015Purtroppo la sicurezza assoluta con la neve continua a rimanere una pia illusione e sempre lo sarà. Mentre domenica 18 gennaio uomini di buona volontà dispensavano su vari campi di sci consigli agli insicuri per salvare le penne quando si scia o si va ciaspolando, le cronache sgranavano il consueto rosario di sepolti sotto le valanghe, compreso un quintetto di freerider accompagnato da una guida alpina in quel di Livigno. Era finalmente arrivata la neve tanto attesa e sciatori di ogni style si sono scatenati in quel 18 gennaio mentre con grande merito squadre di istruttori e di guide alpine si davano da fare per celebrare degnamente la Giornata “Sicuri con la neve”, parte del progetto “Sicuri in montagna” del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) del Club Alpino Italiano. Peccato che, nonostante l’impegno dei promotori del progetto coordinato dall’infaticabile Elio Guastalli, la prevenzione continui a essere considerata (così si è detto a Lecco in occasione di un recente simposio del Soccorso alpino) una Cenerentola nell’attività di questi “angeli delle vette” impegnati quotidianamente sul territorio con generosità, altruismo, sacrificio, abnegazione, solidarietà.

Sicuri con le neve, Bergamo copia
Oltre 40 persone erano presenti il 18 gennaio in occasione della Giornata “Sicuri con la neve” al Monte Pora e circa 80 a San Simone.

Ma tant’è. Diversi sono stati i luoghi italiani e lombardi in cui si è svolta la giornata “Sicuri con la neve”. Più frequentata dagli aspiranti fuoripistaioli è stata probabilmente la vasta conca dei Piani di Bobbio, l’area sciistica lombarda più vicina a Milano, letteralmente presa d’assalto quel giorno da appassionati che, dopo tanto aspettare la “bianca visitatrice”, si sono stipati all’inverosimile nelle navette in partenza da Barzio e poi nell’agognata funivia con pargoli, consorti ed eventuali suoceri. Per la Provincia di Bergamo la manifestazione di sensibilizzazione è stata invece realizzata in Valle Seriana in località Valzelli (Monte Pora) e in Valle Brembana in località San Simone (Valleve), con attività gratuita e aperta a tutti gli appassionati, scialpinisti, escursionisti con le racchette e sciatori fuori pista. Come precisa un comunicato, la giornata bergamasca è stata possibile grazie al “forte impegno e alla comune condivisione” dell’Unione Bergamasca delle Sezioni e Sottosezioni del CAI (Bergamo, Clusone, Lovere, Piazza Brembana, Romano di Lombardia e Treviglio), della VI Delegazione Orobica del Soccorso Alpino, delle diverse Scuole di scialpinismo del Coordinamento Scuole per la Montagna del CAI (“Piazzoli”, “Orobica”, “Valseriana”, “Valcalepio” e “La Traccia”), della Scuola Regionale di Escursionismo e Sezionale ‘Ottolini’ di Escursionismo, con la collaborazione di autorevoli istituzioni quali il Centro Nivometeorologico di ARPA Lombardia della sede di Bormio (SO).

La partecipazione poteva forse risultare più numerosa e qualificata di quanto in realtà è avvenuto? Nella serata di venerdì 16 gennaio gli amici bergamaschi ci comunicano che è stato organizzato un incontro teorico a cura della Scuola Intersezionale di Alpinismo Valle Seriana e della Stazione di Clusone del Soccorso Alpino, al quale hanno partecipato oltre un centinaio di persone e giovani allievi, e sono stati approfonditi diversi temi tra i quali la valutazione del pericolo in montagna, le caratteristiche tecniche e l’utilizzo di ARTVA, pala e sonda, le tecniche di autosoccorso in valanga, i bollettini neve-valanghe e meteorologici e la preparazione delle gite.

Sicuri con la neve - Orobie
Sicuri con la neve: una lezione sul campo degli istruttori del Cai (ph. Claudio Ranza, per gentile concessione).

Dalle numerose esperienze del Soccorso Alpino e delle Scuole di scialpinismo e di escursionismo del Club Alpino Italiano emerge che nella realtà degli interventi in ambiente innevato, l’autosoccorso è l’unico metodo efficace che può tenere alta la possibilità di sopravvivenza del travolto o dei travolti da valanga. Va da se che la messa in atto di un intervento rapido e adeguato d’autosoccorso non è affatto un’abilità diffusa e consolidata. Proprio per trasmettere informazioni e competenze sulla montagna invernale nella famosa domenica 18 gennaio 2015, nelle località di Valzelli (Monte Pora) in Valle Seriana e in località San Simone (Valleve) in Valle Brembana, sono stati allestiti dei “campi scuola” con diverse postazioni di simulazione per coinvolgere tutti i partecipanti: oltre 40 persone presenti al Monte Pora e circa 80 a San Simone, tra i quali scialpinisti, escursionisti con le racchette da neve e allievi di corsi per escursionismo invernale, oltre a frequentatori occasionali.

I diversi Istruttori e Accompagnatori delle Scuole di scialpinismo e di escursionismo del CAI Bergamasco e Regionale insieme con i Volontari e Tecnici del Soccorso Alpino della VI Delegazione Orobica hanno illustrato e dimostrato i principi di un corretto movimento in caso di valanga e di gestione di un intervento di autosoccorso. Tutti i partecipanti sono stati poi coinvolti nelle prove pratiche e nelle simulazioni di ricerca con l’ARTVA digitale, di tecniche e sensibilità nel sondaggio, dello scavo con la pala e il disseppellimento del travolto, tenendo conto che dalle esperienze e ricerche fatte risulta che dopo soli 15 minuti dal travolgimento, le probabilità di sopravvivenza per il travolto diminuiscono in maniera esponenziale.

Con questa nuova Giornata nazionale è stato sicuramente ribadito l’impegno del Club Alpino Italiano per promuovere la cultura della prevenzione degli incidenti da valanga. Ciò non esclude che qualche voce in controtendenza rispetto agli artefici di “Sicuri con la neve” si sia levata, in particolare da Gogna blog, un sito che va seguito sempre con la massima considerazione per l’autorevolezza del suo “gestore” e per la serietà delle argomentazioni. “Aperta gratuitamente a tutti, l’iniziativa è più che lodevole oltre che necessaria”, premette Alessandro Gogna nel suo sito. “Ma proprio per favorire la vera ‘crescita della consapevolezza personale’ è assolutamente ‘obbligatorio’ cambiare logo, cambiare slogan. Noi non dobbiamo vendere montagna, non siamo dunque costretti a motti che convincano la gente della piena sicurezza. Non siamo un’azienda che deve reclamizzare il prodotto perfetto. Non dobbiamo giocare con la credulità, con l’illusione che le parole danno. Basterebbe un ‘Più sicuri con la neve’ e un ‘Più sicuri in montagna’ per fermare l’infernale meccanismo di marketing”.

Un giudizio eccessivamente severo a fronte dell’impegno degli organizzatori e di chi si sobbarca la fatica di dispensare consigli indispensabili per la sopravvivenza? C’è piuttosto da chiedersi come mai sulla prevenzione il fronte del Cai si presenti tutt’altro che compatto e i progetti si chiamino di volta in volta “Sicuri in montagna”, “Montagna sicura” o semplicemente, come ci sembra più appropriato ed efficace, “Montagna amica”. Una maggiore coesione anche nel mettere a fuoco un brand unitario allontanerebbe il sospetto che la prevenzione per il CAI sia una “Cenerentola” da evocare qua e là di quando in quando per mettersi in pace con la coscienza.

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INFO: CNSAS VI Zona Orobica tel. 0346.23123 – CAI Bergamo tel. 035.4175475, CAI Clusone tel. 329.2215315, CAI Piazza Brembana tel. 0345.82244, CAI Lovere tel. 035.962626 http://www.sicurinmontagna.it

 

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