Date retta a un illustre alpinista. Viste dall’elicottero, le montagne sono tutta un’altra cosa

Badile e Cengalo dall'elicottero
Il Badile e il Cengalo: più severi e affascinanti che mai se visti dall’elicottero (ph. Serafin/MountCity)

Non c’è da stupirsi che esistano paladini (interessati e non) dello sci elitrasportato e del turismo alpino sostenuto da rotori. Le montagne viste dall’elicottero sono effettivamente tutta un’altra cosa. Se n’è reso conto chi modestamente scrive queste note volando tra le meraviglie del Piton des Neiges all’Isola Reunion a una spanna dai conetti vulcanici che sbuffavano ed eruttavano in un tripudio di iridescenze. Impossibile sarebbe stato aggirarsi a piedi in quelle terre ribollenti. E’ stato emozionante anche quando da Bagdogra, in India, si è balzati nel cuore del Sikkim a bordo di un vecchio e in apparenza malandato Sikorsky che sorvolava pigramente, come un’antica diligenza, le geometrie delle risaie. O anche quando, nel realizzare con Pino Brambilla un film sulle esperienze di Oreste Forno “guardiano di stelle“, si è saliti su un elicottero Elitellina, messo cortesemente a disposizione dalla Comunità montana Alta Valchiavenna, e, scavalcato il Ligoncio, ci si è trovati improvvisamente a tu per tu, provando un certo batticuore, con le maestà del Badile e del Cengalo.

Si è dunque tentati di condividere l’entusiasmo di Simone Moro, rinomato alpinista e collaudato pilota di elicottero, che nel mensile “Orobie” di gennaio definisce il velivolo prediletto “un amico del suo alpinismo”. E che lo dice senza farsi complessi (non sarebbe da lui) proprio mentre un’illuminata associazione per la protezione delle montagne deplora l’uso dei rotori a scopo ludico e soprattutto per l’eliski, un’attività vietata e limitata in tutti i paesi alpini ad eccezione dell’Italia.

Un elicottero per amico copia
L’elicottero? Un amico del mio alpinismo, sostiene Simone Moro.

Sicuro, sorvolare i monti in elicottero ha un particolare fascino. Sfogliando la bella rivista “Orobie” di gennaio si è appreso da Moro, le cui benemerenze in campo alpinistico sono fuori discussione (è stato anche decorato dal Capo dello Stato per un salvataggio compiuto in Himalaya), un particolare che a qualcuno potrebbe essere sfuggito. “Più si vola sopra le montagne“, scrive Moro, “e più lo sguardo va a cercare linee, pareti e creste da scalare e percorrere”.

Possiamo forse non invidiare gli elicoalpinisti che possono permettersi, con i tempi di magra che corrono, di usare il costoso velivolo per le loro ricognizioni o, addirittura, per azzerare l’avvicinamento spesso lungo e faticoso alle pareti da scalare? Per carità, nessuno dovrebbe azzardarsi di impedire questo lusso a chi può permetterselo: semmai potrebbe farlo il conto in banca di cui gli interessati dispongono, stanti le attuali tariffe del servizio eliski: 600 euro per una rotazione anche di pochi minuti non sono una bazzecola… Solo per l’elisoccorso alpino il tariffario risulta più accessibile: 1800 euro all’ora. Ma a nostro modesto avviso sarebbe preferibile rinunciare a quest’ultima disgraziata ipotesi e perseverare nel contare sulle proprie gambe: il meglio che l’Onnipotente ci ha messo disposizione, pale a parte, per goderci la montagna.

Ser

One thought on “Date retta a un illustre alpinista. Viste dall’elicottero, le montagne sono tutta un’altra cosa

  • 29/01/2015 at 14:31
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    Jeremy Jones (che di elicotteri se ne intende visto tutto l’eliski che pratica essendo un “pro”) sostiene che ,alla fine di una giornata di voli e discese, hai la testa stanca e le gambe ancora fresche. Quando invece non c’è nulla di meglio di avere la testa ancora fresca e le gambe esauste.
    Nonostante il fascino che questi mostri (p)alati esercitano su di me, io personalmente mi fido di Jones e gli credo sulla parola!

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