Eliski senza limiti. Lanzichenecchi avidi di “powder” in arrivo

Eliski Italien, proposta agenzia austriaca
Eliski Italien: la proposta di un’agenzia tirolese. Nella foto in alto sci alpinismo d’altri tempi.

Powderdream in Valmalenco? Ma certo, venghino venghino. L’eliski in offerta speciale dilaga sulle montagne della Lombardia. Approfittando del via libera dato da alcuni sindaci, organizzazioni di lingua tedesca promuovono “rotazioni” a go go. Nessuno e niente può fermarli. Hanno individuato 25 luoghi di atterraggio e nessuna piazzola obbligata, come annunciano con tono enfatico sui loro siti. “Considerata l’esiguità dei dislivelli e il programma destinato a ottimi sciatori, che si infilano a tutta birra nei brevi couloir, questo significa molte centinaia di rotazioni”, osserva preoccupato Michele Comi, guida alpina della Valmalenco che organizza domenica 1° febbraio una manifestazione di protesta (per ulteriori informazioni 348.8403009). “Tutto ciò compromette qualsiasi altra fruizione di una delle zone più note e frequentate della Valmalenco d’inverno, con la super classica conosciuta da ogni scialpinista lombardo: la salita al Sasso Bianco. 
Insomma, per il facile divertimento di pochi, pochissimi, che insozzano questa montagna, senza conoscere nulla di questa valle, ci priviamo di uno dei nostri luoghi migliori e allontaniamo i veri e duraturi appassionati. 
In cambio di che cosa?”.

La calata dei Lanzichenecchi è stata preceduta da una serie di prese di posizioni contro la pratica dell’eliski, proibita in tutte le nazioni alpine, ma in Italia lasciata all’arbitrio delle regioni e dei sindaci. Dai primi di dicembre il dibattito divampa sul web, non privo di colpi di scena: come le dimissioni di Giuseppe Miotti da guida alpina in segno di protesta con le organizzazioni di categoria che questa pratica avallano offrendo il proprio patrocinio a iniziative basate sull’impiego dell’elicottero. Poi finalmente l’house organ CAI ha rivelato, il 21 gennaio, la “posizione” ufficiale dell’antica associazione fondata da Quintino Sella, non senza salire in cattedra impugnando il Bidecalogo – “Il riferimento è e resta il nuovo Bidecalogo, nel quale leposizioni del CAI sono espresse in maniera chiara e sulle quali non arretreremo” – e l’Agenda ambientalista per il rilancio del Paese presentata in dicembre a Roma assieme alle altre associazioni.

Nel frattempo c’è scappato il morto e, con ben maggiore cognizione di causa, è intervenuta la Commissione per la protezione delle Alpi (Cipra) invocando una nuova legge ad hoc. Voci pro e contro si sono levate nella rete, e amici della montagna senza tante chiacchiere e distintivi hanno predisposto la pacifica manifestazione di protesta di domenica 1° febbraio di cui Michele Comi fornisce qui sotto gli ultimi dettagli organizzativi.

Non si tratta di fare crociate, come ha sottolineato il presidente di Mountain Wilderness Carlo Alberto Pinelli, né si invocano agende o sacri testi inviolabili, ma di ribadire sul campo che lo sviluppo della montagna passa anche, o forse soprattutto, attraverso il rispetto dei suoi silenzi e della sua sacralità.

Eliski, programma tirolese
Così si vende sull’altro versante delle Alpi la “powder” della Lombardia.

Per avere un’idea della tangibilità della minaccia che pende sulle nostre montagne basta buttare un occhio alla pagina http://www.yellowtravel.net/ski-snowboard-2012/trips/heliski-italien.html. Qui è possibile trovare in lingua teutonica i particolari delle incursioni elitrasportate sulle montagne della Lombardia e valutare le misere mance che i ricchi vicini d’oltralpe sono disposti a sborsare per intere giornate di rumoroso andirivieni da Sondrio al Pizzo Bianco: per 1.050 euro a testa il partecipante ha diritto a due pernottamenti in un lussuoso e “stellato” hotel nei pressi di Sondrio;
 due cene gourmet;
 quattro voli in elicottero e altri ammennicoli.

Se invece, non contenti, si vuole anche essere accompagnati da un grande professionista, allora http://www.yellowtravel.net/ski-snowboard-2012/trips/heliski-pro.html il prezzo sale a 1.190 euro. L’accompagnatore è in questo caso Mathias “Hauni“ Haunholder, di Walchsee/Tirol, che non risulta però essere guida alpina, bensì solo “Freeride Pro und Skiführer”, cioè freerider professionista e maestro di sci.

“Il vantaggio facendo base a Chiareggio, in Valmalenco”, si legge nei siti internet di lingua tedesca, “è che non si è obbligati a rispettare luoghi prefissati per decollo e atterraggio. In pochi minuti possiamo raggiungere 25 differenti aree tra 2400 e 3400 metri di quota. E inoltre, se le condizioni lo consentono, possiamo raggiungere le montagne sul versante della Valtellina opposto a quello della Valmalenco (leggansi: Orobie). Abbiano individuato sei valli nascoste sui cui versanti a nord la polvere rimane a lungo anche diversi giorni dopo l’ultima nevicata”.

Questi sono solo alcuni degli annunci promozionali che tamburellano in rete e a cui vanno aggiunti nuovi non ben identificati incursori nostrani. E nel bel mezzo di questo bollettino di guerra, la polemica che divampa tra le guide che difendono l’autonomia del lavoro sul campo e i “teorici” che sentenziano, come bene emerge dalla accesa discussione su Gogna blog. Dal canto suo, Michele Comi rilancia la giornata di domenica 1° febbraio come occasione pacifica per ridare luce e interesse a un magnifico terreno di gioco per lo sci e l’alpinismo, annunciando il raduno No Eliski in Valmalenco, Nelle pagine del suo sito “Stile Alpino” è possibile trovare qualche ulteriore positivo indizio a proposito di un appello fatto al sindaco di Torre Santa Maria il 17 gennaio sulla montagna violata e sulla necessità di prendere una posizione, anche per non perdere il privilegio di ospitare la bellissima rievocazione della Arcoglio-Torre, prima competizione sciistica da discesa disputata in Valmalenco, che dal 2011 ha trovato nuova vita in marzo su questi magnifici pendii innevati.

Ser

Domenica 1° febbraio tutti  a Torre Santa Maria!

Michele-Comi_Open Circle - Melloblocco 2014

Domenica 1 febbraio 2015 ci ritroveremo a risalire a piedi dal fondovalle sino agli storici campi da sci di Arcoglio e al Sasso Bianco. Non è importante salire alla vetta, è importante esserci. Per mostrare il volto possibile della nostra montagna, per assaporarne il tempo e il silenzio, per testimoniare quanta importanza ha quest’ultimo frammento di integrità che risiede in alto, la reale nostra ricchezza, che ormai scarseggia e diventa ogni giorno più preziosa. Forse il territorio può ben restare al passo con la modernità semplicemente intercettando il disperato bisogno di “tirare il fiato” dedicandosi a una frequentazione leggera e attenta di questi luoghi, dettata da una vita sempre più frenetica, caotica e disumana. Al centro siamo noi, senza colpevolizzare nessuno, senza ergerci a giudici, ma testimoniando che siamo tutti responsabili delle nostre azioni e di quello che lasceremo in dote a chi verrà dopo, stimolando, se possibile, la riflessione di ognuno. Appuntamento dunque a Torre Santa Maria, in piazza Roma, di primo mattino.

Michele Comi

10 thoughts on “Eliski senza limiti. Lanzichenecchi avidi di “powder” in arrivo

  • 05/02/2015 at 16:02
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    Caro Luca,
    ho ben visto il sito. Solo poche aree concesse negli altri paesi.
    Siamo da capo, no? Pochi (pochissimi) siti per poche persone.
    Davvero queste poche persone giustificano i rotori sulle montagne?
    E sulle nostre in particolare, tra l’altro in zone comunque sciabili…

    Non sono uno snob, ma davvero quando leggo “nirvana” mi viene da ridere, con un misto di pena.
    Chissà perché pensavo che nirvana venisse legato ad altro, forse un pochetto più profondo che un rotore, quattro paia di sci o due tavole…

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  • Pingback: Un raduno per la montagna – no eliski in Valmalenco né altrove sulle Alpi | Stile Alpino

  • 04/02/2015 at 02:16
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    Ciao Marco,
    è stata contestata una frase che in questo caso suona proprio male e non penso ci sia qualcuno tra gli addetti ai lavori che la legga proprio diversamente: che il morto in questione sia stato causato dall’uso dell’elicottero.
    A mio avviso è un’interpretazione troppo tendenziosa, magari fatta solo per portare consenso alla causa che si difende. Da qui l’appunto che è fuori luogo aggrapparsi a questo singolo caso per lottare nobilmente (e magari “non all’italiana”) contro il reale problema.
    Ci sono già stati 49 morti in questa stagione, tutti per causa valanga, vittime cioè di altre cause, magari anche i filmati adrenalinici che cita Roberto e che accendono la frenesia incontrollata da neve fresca e tracce diritte… ma qui si finisce ancora su un altro discorso.
    Sul nocciolo del problema etico/ecologico dell’uso dell’elicottero per sciare non si è ben lontano dal dibattere, si fa da 20 anni e ultimamente se ne sta parlando in abbondanza da due mesi.

    Per approfondimenti sul tema reale e farti una correzione, aggiungo anche questo link che dà la situazione dell’heliski in Europa: http://www.powderhounds.com/Europe/Heli-Skiing.aspx.
    Se ne dibatte ancora in tutte le nazioni confinanti e chi più chi meno sta cercando di regolamentarlo, non è sparito come dici tu.

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    • 04/02/2015 at 18:07
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      Vi inviterei una volta per tutte a leggere il comunicato ufficiale del Cai in cui è bene evidenziato il riferimento all’incidente.
      Grazie Luca per la segnalazione di questo snobissimo sito per eliskiisti e amanti della bianca polvere (!) in cui l’incipit “Heli skiing is definitely nirvana for skiers and snowboarders” è degno dei successivi contenuti redazionali: uno spot senza frontiere per gli operatori di categoria… Mi chiedo, sicuramente c’è una ragione, come mai non si prendano su questo tema in esame i protocolli della Convenzione delle Alpi che pur in condizioni di relativa carenza legislativa nel nostro paese possono costituire un interessante orizzonte etico e normativo soprattutto per chi pratica la nobile professione di guida alpina, anche e proprio nello specifico di questo argomento.

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  • 03/02/2015 at 21:14
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    I riferimento agli interventi di Alberto e Luca…
    Davvero l’unico “problema” che riscontrate sta in una frase di questo o di quello?
    Inizierei a chiedermi come mai l’eliski sia vietato in tutto l’arco alpino tranne che in Italia: e questa è la prima questione.
    Inizierei a chiedermi come mai la maggior parte degli elisciatori siano stranieri (all’80% con guide alpine straniere) che beffano le leggi del proprio Paese sapendo che noi siamo i “soliti” italiani.
    Fossi una guida alpina italiana, invece che difendere una pratica proibita in tutto il resto delle Alpi solo per poter incassare quattro soldi, mi schiererei, sì, come Michele, contro una pratica del tutto innaturale ed invasiva (altrimenti, perché Francia, Svizzera e Austria l’avrebbero proibita? Sono tutti così coglioni fuori dalle italiche mura?).
    Invece, purtroppo, i vostri due interventi si scagliano contro una frase, non so di chi e non mi interessa, lasciando, questo sì molto all’italiana, il nocciolo del problema ben lontano dal dibattere…

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  • 30/01/2015 at 09:49
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    “Corrisponde a verità” non si riferisce alla verità del fatto che l’incidente sia stato causato specificamente dall’elicottero bensì alla verità del fatto che l’incidente abbia contribuito ad aumentare l’attenzione delle associazioni e dei media sul problema. Non a caso il comunicato ufficiale del Club Alpino Italiano si apriva con queste parole: “Dopo i fatti di cronaca degli ultimi giorni, che hanno visto il distaccamento di valanghe in Valtellina causato da turisti che stavano praticando l’eliski, riportando la questione all’attenzione generale, ecc.”. Peraltro, a fini statistici e revisionali, un’associazione come il Soccorso alpino deve tener conto della specificità di ogni tipologia di incidente, come in realtà avviene. Forse si potrebbe ritenere che la presenza sul campo di un elicottero sia una condizione di maggior sicurezza, purché il personale a bordo sia istruito sulle pratiche di soccorso. Ma è anche vero, come capita di assistere in alcuni filmati “adrenalinici” trasmessi su You Tube, che la presenza dell’elicottero autorizza evoluzioni spettacolari ad altissimo rischio, tanto la salvezza arriva rapidamente dal cielo… Il discorso merita probabilmente un approfondimento che nessuno meglio delle Guide alpine specificamente addestrate può fare.

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  • 29/01/2015 at 22:12
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    Ciao Roberto,
    come Alberto mi permetto di contestare la tua frase che vista così suona solo di “strumentalizzazione” forzata contro il problema heliski che state trattando da un mese. Facendo così la vostra nobile lotta per la purezza dell’andare in montagna scade un pochino, questo è il mio pensiero e te lo spiego.
    Nel dettaglio dell’incidente in questione anche da altri ho letto questa frecciata d’orgoglio: “ve l’avevo detto”, suonava più o meno così. Mi chiedo però cosa c’entri il fatto che siano saliti in elicottero piuttosto che con le pelli, visto che la valanga si è staccata durante la discesa, quando l’elicottero era rientrato, in una “normale” giornata di pericolo 3 dove incidenti come questi ne succedono purtroppo tanti, sia ad esperti che meno esperti; un gioco delle probabilità che aumenta nel caso di una guida che lavora in quell’ambiente tutti i giorni.
    Quel tuo “corrisponde a verità” vorrebbe dire invece che la valanga sia stata causata dall’uso dell’elicottero, per cui sarebbe meglio fornire delle prove certe per affermare questo, soprattutto con un morto di mezzo ed un’inchiesta in corso.
    Buona serata

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  • 29/01/2015 at 18:37
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    Michele Comi. Dovresti vergognarti di essere arrivato a usare la frase “nel frattempo c’è scappato il morto”. Cosa vuoi dire ?? Che l’eliski è più pericoloso dello scialpinismo? Questa frase è plausibile da un turista della neve, non da un professionista. Durante il terzo weekend di Gennaio sono morte 14 persone nelle Alpi. 4 sulle piste da sci, 6 in scialpinismo, altre in fuoripista altre in salite alpinistiche.
    Invece di usare per i tuoi fini le sfortune che possono caratterizzare la nostra professione è meglio che fai il geologo.

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    • 29/01/2015 at 22:19
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      La frase incriminata non è attribuibile, come è ben chiaro in questo post, a Michele Comi bensí all’estensore dell’articolo che se ne attribuisce la piena responsabilità. Fortunatamente per ora la pratica de l’elisci non è comparabile per numero di praticanti con le altre innumerevoli attività in alta montagna. Nel perorare la causa di una frequentazione senza pale delle nostre vette alpine ci si augura naturalmente che non si ripetano mai più incidenti mortali di sciatori in alta quota con l’aiuto dell’elitrasporto.

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