Quando il Cai diceva “no grazie” all’uso turistico dell’elicottero. E’ trascorso un quarto di secolo e non è cambiato nulla

Elicottero
No alla colonizzazione motorizzata della montagna!

“Elicottero? No grazie.” A dirlo oggi siamo in tanti, ma il primo a dichiararlo, il 23 marzo 1988 a Trento, fu l’allora presidente della Commissione centrale per la tutela dell’ambiente montano del Club Alpino Italiano, Bruno Corna, durante il Convegno internazionale sull’uso turistico dell’elicottero. “Noi non siamo in una posizione di neutrale stare a vedere, punteggiata da sommesse raccomandazioni a non esagerare”, leggiamo nel testo del suo intervento, “la nostra è una netta opposizione espressa chiaramente dall’art. 5 del nostro documento programmatico per la tutela dell’ambiente montano. Noi auspichiamo che tale offerta turistica non abbia corso, auspichiamo cioè una legislazione di totale divieto così come voluto con molto senso di responsabilità sin dal 1980 dal Parlamento Francese”.

Tra i motivi dell’opposizione del Cai all’uso turistico dell’elicottero, Corna cita l’inquinamento acustico, la pericolosità e soprattutto la profonda diseducazione alla base di un suo impiego scriteriato: “Noi concentriamo molte nostre energie in un lavoro di educazione, in particolare ma non solo tra i giovani, che è esattamente antitetico al modello proposto e offerto dai vari tipi di colonizzazione motorizzata della montagna e quindi anche dell’elitrasporto turistico. Un lavoro di formazione volto a ricercare e trarre da un’esperienza di autentica, pulita fruizione dell’ambiente, i valori di fondo per la crescita civile di un uomo che sappia, per maturità di scelta, dire ‘NO GRAZIE’, ma volto anche a far crescere il coro dei ‘NO GRAZIE’ affinché giungano a piene voci nelle aule dei Consigli Provinciali, Regionali e nelle aule del Parlamento Nazionale”.

Corna copia
Bruno Corna (1930-2012). Le sue parole vanno considerate profetiche.

Tra i protagonisti negli anni Ottanta e Novanta delle battaglie per l’ambiente (partecipò alla fondazione di Mountain Wilderness nel 1987), Corna, che ci ha lasciato nel 2012, aveva particolarmente a cuore il tema dell’educazione, “la più remunerativa e strategica forma di tutela del patrimonio ambiente: un’educazione ambientale da cui scaturisca spontanea e inevitabile la opposizione alle aggressioni, manomissioni, banalizzazioni e speculazioni”.

Le sue parole possono essere considerate oggi profetiche, il suo insegnamento di estrema attualità. E a proposito del Cai, in un convegno svoltosi il 23 marzo 1991 a Parma sul “progetto escursionismo”, Corna sottolineava come l’associazione non debba essere solo fornitrice di servizi bensì soprattutto di formazione, produttrice di motivazioni: “Questo è possibile perché è inevitabile. Forse richiede un po’ di coraggio ma, coraggio o no, diventerà sempre più vero e reale perché la domanda (se ascoltata e non elusa) lo imporrà”.

Da quel lontano 23 marzo 1988 sono passati più di 25 anni ma siamo ancora qui, con il Club alpino, a dire “NO GRAZIE”, in attesa di una legge dello Stato che vieti l’uso dell’elicottero a fini turistici.

Marina Nelli

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