Montagne avvelenate. La Valle Camonica trasformata in una discarica!

La Valle Camonica, come poche altre valli montane, conserva ancora oasi di natura incontaminata. Questo si legge nei portali turistici. Si apprende anche che l’urbanizzazione e l’industrializzazione non hanno eliminato i paesaggi naturali caratteristici dell’arco alpino, e che la valle è ricca di parchi e riserve naturali dove ogni visitatore può godere di un contatto con un mondo antico ed affascinante. Unica, gravissima pecca. Da qualche tempo le montagne della provincia bresciana sono diventate il deposito di 23 mila tonnellate di rifiuti avvelenati arrivati dall’Australia. Ne da notizia il Corriere della Sera precisando che da Sydney di navi con i veleni ne sono partite almeno due. Hanno attraversato tre mari (Oceano Indiano, mar Rosso, Mediterraneo) prima di attraccare a Porto Marghera. Qui quei rifiuti hanno proseguito il viaggio in camion fino a Berzo Demo, piccolo comune sulle montagne di Brescia dove una ditta avrebbe dovuto renderli inoffensivi. Ma poiché l’azienda è fallita, le 23mila tonnellate dal 2011 sono lì esposte alle intemperie e hanno cominciato a contaminare il ciclo dell’acqua.

“Una storia esemplare del mondo diventato piccolissimo”, è il commento del Corriere, “e dove un’industria agli antipodi dell’Italia ha convenienza a scaricare qui i suoi rifiuti scomodi, storia che può essere ricostruita tirando i fili di un’inchiesta chiusa in dicembre dalla procura di Brescia con la richiesta di rinvio a giudizio di cinque persone per reati fallimentari e ambientali”.

Veleni in Valle Camonica
La fabbrica (abbandonata) dei veleni come appare nelle pagine del Corriere della Sera.

Quale può essere ora la reazione degli enti locali e delle istituzioni nazionali e sovranazionali la cui opera consente oggi alla Valcamonica di valorizzare al meglio le proprie risorse naturali e di far si che gran parte del territorio della valle sia costituito da una vasta area protetta, compresa nel Parco Nazionale dello Stelvio, nel Parco dell’Adamello e in altre zone?

Come si può desumere in internet, lo sfortunato Berzo Demo è un paesino piccolo e isolato che nella chiesa parrocchiale di Sant’Eusebio custodisce un prezioso tabernacolo del ‘700 barocco lombardo dove compaiono come in un gioco ingenuo due angioletti che tengono sollevate in alto, sulle rispettive reverendissime teste, la berretta e la mitria di San Martino e San Carlo. Una delizia per i turisti che salgono quassù ad ammirare il piccolo capolavoro, ma che ora sceglieranno altre mete. Scelta più che giustificato, con l’aria e i veleni che tirano.

Leggi sul Corriere la notizia sui veleni abbandonati nelle montagne di Brescia.

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