Soccorso alpino? Sbagliato farlo pagare

Come annuncia giovedì 12 febbraio l’informatissimo sito Montagna Tv, la Regione Lombardia ha preso la decisione di imporre un ticket sui soccorsi in montagna se non motivati da una effettiva emergenza. Le tariffe sono ancora da definire. A stabilire se gli interventi di soccorso siano giustificati o meno sarà, a quanto pare, la Centrale operativa sede dell’elisoccorso che effettua l’intervento, in coordinamento con l’équipe di soccorso sanitario se questa sarà presente. Per le negligenze sarà difficile stabilire i limiti, ma a quanto sembra i parametri di riferimento saranno le linee guida del Cai sul comportamento in montagna.

E’ stata una decisione sofferta, a quanto risulta, legata all’ormai cronica mancanza di fondi e alla necessità di tagliare (o limitare) ogni tipo di spesa, compresa quella per la sanità, nel cui ambito rientra il Soccorso alpino. Ma la decisione è anche volta a responsabilizzare chi nel praticare attività in montagna può con il proprio comportamento mettere a repentaglio l’incolumità propria e/o altrui. E se di fronte alla mancanza di fondi c ́è poco o nulla da sindacare, in merito al secondo argomento è assai probabile che tornino ad accendersi discussioni di tipo etico e filosofico sulla liceità o meno di limitare un’attività come l’andar per monti che, con tutti i suoi derivati (escursionismo, alpinismo, sci, arrampicata sportiva, mountain-bike, canyoning, ecc.), da sempre rappresenta il campo per antonomasia della libertà e dell’autodisciplina.

Sull’opportunità del ticket, dopo avere ascoltato l’illuminato parere di un “alpinista della mutua”, MountCity ha avuto un prezioso scambio d’idee con un tecnico del Soccorso alpino, un veterano che, definendosi della “vecchia scuola”, ritiene che gli interventi debbano essere gratis.

Ed ecco in sette punti perché il nostro cortese interlocutore si dice contrario all’introduzione del ticket nel soccorso alpino:

CNSAS1. Perché in Italia si paga un pacco di tasse, e se ce ne tolgono un po’ non ho problemi a farmi tutte le assicurazioni del caso e a sopportarne i relativi costi.

2. Perché in montagna ci sono buoni e cattivi come dappertutto. Ci sono somari che anziché essere portati giù con l’elicottero dovrebbero essere mandati giù a calci in culo. L’avevo proposto a un medico durante un intervento di elisoccorso e lui mi risponde: “Bravo merlo, se quello scendendo si spela solo un ginocchio io e te andiamo in galera e buttano via le chiavi…”. Ma ci sono anche quelli che strisciano sui gomiti pur di non chiamare soccorso “per non disturbare”: mi è capitato anche questo. Confermo però che i somari in montagna sono davvero una trascurabile minoranza, rispetto agli abusi che vengono fatti nell’elisoccorso (ci sono ubriachi, ma non puoi dire che lo sono, gente che scappa di casa e che vai a cercare, pescatori in mezzo al fiume perché si è alzata l’acqua, drogati che però non si può dire, biker, turisti, ecc.)

3. Perché con 42 euro di tessera Cai all’anno vado in cima a una montagna e chiamo tutti gli elicotteri di questo mondo e non sborso un becco (ticket compreso)! Ma questo l’hanno pensato i soci Cai che strillano per l’assicurazione e per far pagare gli interventi? La nostra assicurazione non è bonus/malus…

3. Perché o fai pagare completamente l’intervento (si è poi sicuri che l’infortunato paghi?) oppure per un ticket di qualunque genere è più il lavoro dell’amministrazione per recuperare i soldi che quelli che incassa.

4. Perché in montagna anche se uno è illeso c’è il rischio che un incrodato muova un passo e diventi un codice 4.

5. Perché invece di scervellarci a far pagare gli italiani non facciamo pagare gli stranieri? Sapete quante volte mi è capitato di recuperare uno svizzero o un tedesco illeso e questo ci dava i dati della sua assicurazione per il rimborso, ma noi che siamo italiani grandeur rispondevamo e rispondiamo con un no grazie?

6. Perché mai quando c’è l’elicottero bisogna far pagare e quando escono ad esempio 20 uomini del soccorso va tutto bene?

7. Perché dobbiamo ridurre tutto a costi e benefici? Ma questo mondo è solo una spa?

Fin qui il nostro cortese interlocutore: un tecnico che, facendo da tanti anni soccorso in montagna, ne ha viste di tutti colori. “Potrei andare avanti ancora un po’ ma non ne vale la pena”, è la sua conclusione. “Il problema di fondo è che la montagna viene tirata in ballo solo per evidenziarne le negatività. Pensate alle valanghe e ditemi quale altro evento è così sbattuto in prima pagina: 40/50 interventi all’anno in una nazione di 300.000 metri quadri e più di 56 milioni di abitanti…”.

Rimane inteso che per ogni intervento di soccorso effettuato da 118-SUEM non motivato da una criticità sanitaria il costo viene comunque addebitato alla persona soccorsa, ed è poi totalmente risarcito dalla polizza Cai agli iscritti all’associazione. Mai come ora dunque l’iscrizione al Cai, con tutti gli altri vantaggi che comporta, dovrebbe essere consigliata.

Ser

Sul ticket in Lombardia leggi un approfondimento in Montagna.Tv

http://www.montagna.tv/cms/72544/e-ufficiale-in-lombardia-soccorso-alpino-a-pagamento-tra-pochi-mesi

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