Monte Stella sotto assedio per l’Expo

Il Monte Stella, la montagna de San Sir o più brevemente la montagnetta, come la chiamano i milanesi, è una collinetta artificiale costruita dopo il 1945 con l’accumulo di macerie provocate dai bombardamenti degli alleati durante la II guerra mondiale e con altro materiale proveniente dalla demolizione degli ultimi tratti dei bastioni. Oggi è un’area verde accogliente, luogo privilegiato dai milanesi, e non solo dai residenti in zona, per fare sport, footing e passeggiate, e che offre a chi arriva in città dalle autostrade a ovest una visione ariosa e piacevole di Milano, nonostante le brutture costruite da poco nei dintorni. Ora alla montagnetta sta per approdare, in concomitanza con l’Expo, City Sound, la popolare rassegna di concerti che da tre anni si svolge all’Ippodromo, e il consiglio di zona 8 intende opporsi con decisione. Perché c’è l’impatto acustico, che costituiva già all’Ippodromo un problema per i residenti del QT8, ma soprattutto c’è l’uso di un parco pubblico cittadino per un evento che non sembra proprio compatibile, come un concerto all’aperto.

“Siamo pronti a bloccare tutto”, fa sapere Alessandro Bescapé, capogruppo della Federazione della Sinistra in zona 8. Prima di tutto perché non c’è l’accordo con la scelta di un parco per eventi di questo tipo. “L’assessore D’Alfonso ci ha già provato con le attrazioni giostristiche, sempre al Monte Stella, impedite dal consiglio di zona”, dichiara Bescapé, “e poi non si capisce la coerenza con le intenzioni del vicesindaco Lucia De Cesaris di chiedere il vincolo paesaggistico di tutto il QT8, Monte Stella compreso”.

Ma la montagnetta sta per subire un’altra prepotenza. Nel parco venne realizzato e inaugurato il 24 gennaio 2003 il Giardino dei Giusti di tutto il mondo, in un’area di 3.700 mq, su proposta di Gabriele Nissim, storico italiano e presidente del comitato Giardino dei giusti, con l’idea di dedicare un luogo specifico di Milano alla memoria di tutte quelle persone nel mondo che si erano contraddistinte per la loro resistenza morale.

Giardino dei Giusti a Monte Stella
Un rendering del teatrino progettato sulle pendici del Monte Stella per il Giardino dei Giusti.

Nell’ottobre 2013, in vista dell’Expo 2015, il Comune ha deciso di affidare per i prossimi dieci anni l’intera area di sua proprietà, 7.300 mq, all’Associazione Giardino dei giusti che già ne cura l’attività, per valorizzarla con nuove strutture. Lo hanno annunciato Basilio Rizzo, presidente del Consiglio comunale e lo stesso Nissim con l’architetto Stefano Valbrega che ha spiegato come per ottenere un maggior effetto comunicativo, diretto e senza monumentalismi, verranno realizzati nuovi ambienti: un Giardino del dialogo, un Giardino della meditazione, un luogo dedicato alla memoria della città e un Auditorium.

Guardando bene il progetto che dovrebbe essere realizzato prima dell’Expo, ci siamo fatti l’idea che preferiamo di gran lunga la montagnetta così come è adesso, senza camminamenti, muretti e  muri, ma solo ricoperta di prati e alberi. E’ forse troppo pretendere quanto sopra, ce ne rendiamo conto, ma siamo convinti che i luoghi migliori per meditare, dialogare e ricordare le belle azioni e le belle persone siano quelli meno costruiti possibile, fatta eccezione per quei meravigliosi luoghi che appartengono al patrimonio architettonico del nostro Belpaese, le meravigliose piazze e piazzette, basiliche e chiese, palazzi e vecchie porte, che a Milano non mancano. Non c’è proprio bisogno di continuare a ricoprire di pietre il terreno erboso, in particolare dentro un parco.

Marina Nelli

One thought on “Monte Stella sotto assedio per l’Expo

  • 20/02/2015 at 10:43
    Permalink

    La muntagneta è carina così com’è, sono d’accordo (da vera milanese doc) e non avrei molto voglia di vederla “addomesticata”. Poi mi fido del tuo parere, Marina, dato che hai visto il progetto delle nuove strutture Giardino dei Giusti. Però…però… perchè no ai concerti? L’impatto acustico, come giustamente dici, c’è anche se si fanno all’ippodromo, anzi, peggio (peggio ovunque, a meno di farli in aperta campagna dove però non va nessuno)! A me non dispiace l’idea che un bello spazio verde venga usato ANCHE di sera e attiri una nuova utenza, magari più giovane degli sbanfanti ultrasessantenni che oggi fanno footing (insieme a me) alla montagnetta. E poi pensiamoci su: non abbiamo per caso un po’ la fissa di dire sempre NO a tutto ciò che cambia le cose, a qualunque progetto che modifica l’esistente, a qualunque iniziativa che “lascia la via vecchia per la nuova”? Insomma non siamo un po’ conservatori a priori?

    Reply

Commenta la notizia.