Alpinisti in fasce. Ecco Giulio, torinese, appena nato e già iscritto all’associazione fondata da Quintino Sella

Tessera Cai baby Merlante
La tessera di Giulio, iscritto alla Sezione di Torino come socio “giovane” (ph. Serafin/MountCity)

Giulio Merlante, torinese, è il più giovane iscritto – perlomeno nel momento in cui vengono postate queste note – all’associazione fondata nel 1873 da Quintino Sella. E’ indubbiamente un segno di fiducia nei destini del Cai la sua tessera di “socio giovane” contrassegnata dal numero progressivo 1355654 B che fa bella figura accanto alla culla nella casa dei genitori a Pecetto Torinese. Giulio è nato il 30 gennaio, l’iscrizione alla storica sezione di Torino è avvenuta qualche ora, pardon, qualche giorno dopo. Sul retro il presidente generale in persona ha voluto vergare un’affettuosa dedica al neoiscritto, doppiamente benvenuto in questi tempi di crisi per l’associazionismo.

Giulio, un bel maschietto dall’aria soddisfatta, ascolta assorto le voci di papà Gilberto a cui assomiglia come una goccia d’acqua e di mamma Agata, entrambi appassionati di montagna ed entrambi appartenenti alla grande famiglia del Cai. Un bel quadretto. Purtroppo puntare sulle nursery per rimpinguarsi può rappresentare un magro affare per la gloriosa associazione alpinistica. E ciò per il semplice motivo che mai come ora si sono registrati così pochi nati dall’Unità d’Italia: soltanto 509 mila nascite nel 2014, cinquemila in meno dell’anno precedente.

Merlante
Giulio Merlante tra le braccia di papà Gilberto (ph. Serafin/MountCity)

Dal canto suo papà Gilberto, Gil per gli amici, di più non poteva fare. L ‘incontro fatale con mamma Agata è avvenuto l’anno scorso in cima al Monte Kenya, a 5199 metri sul livello del mare. Mentre affrontavano la complessa salita, Gilberto e Agata erano troppo impegnati per prevedere che in vetta sarebbe scoccato ill fatale colpo di fulmine. E’ successo quando si sono abbracciati soddisfatti e si sono fatti un selfie nell’aria sottile. Fortuna che il fulmine non era di origine atmosferica altrimenti li avrebbe inceneriti. Fu tuttavia un fenomeno di notevole intensità e Giulio ne ha subito approfittato per venire al mondo e farsi la tessera del Cai.

In realtà papà Gilberto è parecchio di più di un semplice iscritto al Club alpino. La montagna è la sua vita. Al Monte dei Cappuccini di Torino è conservatore del Cisdae (Centro Italiano Studio e Documentazione sull’Alpinismo Extraeuropeo) e dipendente/collaboratore del Museo Nazionale della Montagna. Non solo. E’ anche istruttore federale di Arrampicata Libera dal 1997 presso la FASI, e istruttore del Club alpino.

Da più di 15 anni il neopapà studia e scala montagne in giro per il mondo partecipando a diverse spedizioni esplorativo-alpinistiche in Afghanistan, Yosemite, Giordania, Africa. Con l’arrivo del pargolo è possibile però che i suoi orizzonti alpinistici si debbano provvisoriamente restringere. Ma quale montagna può valere più del sorriso del suo Giulietto impegnato nella meravigliosa scalata della vita?

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