Tre amici e una cengia. In un film di Mason e Procopio un’avventura nel selvaggio Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi

Tre amici si ritrovano per realizzare un sogno: andare a percorre la leggendaria Cengia de l’Adriano, una linea di rara bellezza sospesa sopra un abisso e rimasta a lungo nell’oblio; ambita da molti e percorsa da pochi. Questo lo spunto da cui prende avvio il film “La cengia de l’Adriano” di Vittorino Mason e Enzo Procopio che viene presentato giovedì 5 marzo presso il Cinema Hesperia di Castelfranco Veneto a cura dell’Associazione Culturale Le Tracce (https://www.facebook.com/gruppo.letracce).

Il più anziano dei tre conosce la via, sa come districarsi nel folto e ripido bosco che conduce sotto la cengia, al difficile passaggio chiave per rimontarla e seguirla. Insieme progettano l’avventura per la stagione autunnale e, nel frattempo, il più giovane dei tre va alla ricerca di un filo che unisca le loro ambizioni alle motivazioni più pratiche di chi li ha preceduti.

Cengia dell'AdrianoVuole incrociare i racconti, le leggende, le storie, i volti e i segni di chi per primo, e non per gioco, si avventurò in quell’erta pala quasi sconosciuta: Croda Àuta. Ritornano allora le gesta dell’intrepido cacciatore cavalier Adriano Pasqualìn e del suo compagno che inseguono un camoscio, le fatiche di un pugno di amici di Igne (Val Zoldana) che in una stagione, e per necessità, si fecero intrepidi teleferisti e boscaioli.

La salita, la percorrenza della cengia, diventa il mezzo, non il fine. Il presupposto di questo viaggio, l’esplorazione di uno tra i luoghi più selvaggi del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, è la ricerca di una memoria, di qualcosa di autentico e reale che li faccia riassaporare, quasi con nostalgia, quello che nel quotidiano hanno da tempo perduto: il rapporto con la natura, il sapore dell’acqua, il profumo dell’aria e della terra, il calore del fuoco, un orizzonte aperto in cui poter guardare la vita da tutta un’altra prospettiva.

Il film dura 55 minuti ed è prodotto da Alchimia Treviso. Le musiche sono di Paolo Fresu, Paolo Forte, Alberto Grollo, Tolo Marton, Lorenzo Monguzzi.

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