Via libera a motoslitte e rotazioni di eliski. Questo il “sogno dell’Alaska” che si avvera al passo dello Spluga!

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Free ride in Valtellina (ph. A. Gusmeroli)

Nuove frontiere si annunciano per il turismo alpino invernale. Al Passo Spluga, in val Chiavenna, si avvera a quanto pare il sogno dell’Alaska. O, perlomeno, in questi termini si annuncia la Madesimo Freeride Experience in programma dal 17 al 19 marzo. Chi ama il silenzio e si trova nei paraggi è avvisato. In quest’area, considerata dagli organizzatori “un vero e proprio parco giochi del backcountry incontaminato e vastissimo a sole due ore da Milano”, viene proposta un’esperienza “in grado di riproporre tutti gli ingredienti che un freerider ha sempre sognato: trasferimenti in motoslitta, pernotto in tenda al campo base, mountaineering ed escursioni backcountry con le guide alpine, rotazioni di heli‐ski con partenza dal campo base per raggiungere discese freeride epiche, corsi di autosostentamento in quota”.

Si avvicina intanto anche il Madesimo Freeride Festival in programma il 21‐22‐23 marzo e giunto alla sua seconda edizione. “L’evento”, a quanto si legge, “si propone con un unico obiettivo: vivere neve e freeride per tre giorni nella Skiarea Madesimo, con diversi momenti di divertimento e di formazione che metteranno a contatto diretto il pubblico con i professionisti. Si potranno testare sci e snowboard della stagione ‘15/16 in anteprima, partecipare ai clinic con maestri e guide, sciare con i professionisti, e poi ancora feste, serate con i protagonisti, foto contest, corsi di telemark, di splitboard, di ARTVA e di speedriding”.

Info Point Spluga
L’info point durante la prima edizione del Madesimo Freeride Festival. Ph: A. Giordan

E’ abbastanza comprensibile che in quest’area dell’Alta Val Chiavenna si faccia di tutto per contribuire alla diffusione e alla crescita del freeride, attraverso il coinvolgimento di aziende, professionisti ed appassionati. Il territorio prescelto si trova in alta quota e non è servito dai tradizionali mezzi di risalita che in questa parte delle Alpi di Lombardia (e non solo) presentano bilanci tendenzialmente in rosso nonostante i copiosi contributi della Regione. Tutto può servire ad alimentare l’interesse soprattutto dei giovani utenti.

D’altra parte è risaputo che nella lista delle partecipate pubbliche stilata dal commissario della spending review Carlo Cottarelli sono finite oltre 60 aziende di gestione di impianti di risalita, gran parte delle quali in rosso per le ingenti spese dovute all’innevamento artificiale. E l’Alta Val Chiavenna non rappresenta da questo punto di vista un’isola felice. Le perdite vengono (per ora) ripianate dal pubblico cioè da tutti noi anche se non abbiamo mai calzato un paio di sci in vita nostra. Il pubblico interviene anche per finanziare la costruzione degli impianti e l’innevamento artificiale attraverso società che tra gli azionisti hanno gli enti locali. In cambio del nostro impegno di contribuenti vorremmo però sommessamente chiedere rispetto per la natura e per i suoi impagabili silenzi, senza i fragori delle rotazioni e delle motoslitte “in stile Alaska”. O è chiedere troppo?

One thought on “Via libera a motoslitte e rotazioni di eliski. Questo il “sogno dell’Alaska” che si avvera al passo dello Spluga!

  • 02/03/2015 at 09:54
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    Perchè l indotto creato dalle centinaia di alpinisti che vengono al passo spluga e che verrebbero disturbati da questo scempio ambientale e culturale, non conta niente? Le motoslitte non rispettano già i divieti, sono anche cosi intelligenti da pubblicare le proprie gesta su youtube. Vogliamo dare ancora più libertà a chi già con regole non sta al suo posto? A questo punto mettiamo una bella stazione di rifornimento sul Ferrè. Cmq non ho visto nessuna pubblicità recente del Freeride Experience, ma solo del Freeride Festival…quindi, è un articolo attendibile?

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