Luca Mercalli porta in Tv la sostenibilità. Offrendo ragionevoli soluzioni prima che i ghiacci si sciolgano del tutto

Mercalli con elmettoParlare per più di un’ora di clima e sostenibilità il sabato su Raitre è un’impresa da titani del video. Luca Mercalli lo ha fatto sabato 28 febbraio e per fortuna continua a farlo per altre cinque puntate tutti i sabati con la sua “Scala Mercalli”. La trasmissione gira che è un piacere: i filmati sono di qualità, gli ospiti in studio colti e gradevoli e Mercalli si destreggia passando da un grafico a un’intervista in studio senza tralasciare di condurci in veste d’inviato in luoghi affascinanti. “Mi aiuta una bella squadra Rai a Roma”, ha detto poco prima di iniziare la nuova scalata (l’alpinismo non è estraneo alla sua cultura). Ma è lui stesso con la sua autorevolezza il cavallo vincente e ci si augura che il suo stile sobrio possa essere d’esempio in questo genere di trasmissioni.

Tutte le puntate sono ospitate nel bellissimo Centro Multimediale “Sheikh Zayed” all’interno della sede della FAO, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.

Gli argomenti sono talvolta indigesti e quasi sempre ansiogeni e il conduttore non fa niente per addolcire la pillola. All’ordine del giorno catastrofi ambientali, clima impazzito, sfruttamento della terra. Che cosa possiamo fare per salvare il nostro pianeta? Innanzitutto informare, informare, informare è la ricetta di Mercalli. Ma per farlo occorre competenza e autorevolezza evitando le enfatizzazioni di altri conduttori con o senza il piccozzino tra le mani. Occorre mettere a frutto la volontà di restare nel seminato senza assumere atteggiamenti da imbonitori. E senza fronzoli a parte l’immancabile cravattino.

Mercalli e temperature
Nel grande grafico si riflette lo spettro del riscaldamento globale.

Nella prima puntata Mercalli ci ha condotto in Australia dove aumenta la febbre della Terra, e gli effetti del surriscaldamento sono tanto evidenti da portare il Bureau of Meteorology, uno dei più importanti al mondo, a classificare con un nuovo colore le zone del continente che hanno già raggiunto i 50 gradi centigradi di temperatura. Domanda: toccherà anche alle nostre latitudini vivere in cunicoli sotto terra come certe comunità australiane per godere di un po’ di frescura?

Altro argomento: in Cile la miniera di rame a cielo aperto più grande del mondo non produce più oro rosso a sufficienza per soddisfare i bisogni dell’umanità, che utilizza questo bene prezioso in tutte le tecnologie più avanzate e leggere, dal cellulare al tablet. Peccato che i tablet e gli smartphone che tutti usiamo non offrano la possibilità di recuperare i rari minerali che contengono e che un giorno non lontano potrebbero esaurirsi. E questo è un motivo per doverli conservare il più a lungo possibile.

Ma non tutto è perduto, a quanto pare. A Londra e a Monteveglio in provincia di Bologna, si è scoperto come i cittadini più consapevoli hanno aderito al movimento delle Transition Towns, per realizzare un futuro più ecosostenibile. Un futuro fatto ovviamente di buone pratiche, di stili di vita corretti.

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