Sull’eliski sventola la bandiera turca

Da vari anni i pastori magrebini hanno sostituito i valdostani con ottimi risultati. Una rivoluzione antropologica che ora sembra riproporsi nelle Alpi vallesane “grazie” all’eliski. In che modo? Con una migrazione di capitali turchi a beneficio di questa attività in netta ascesa in tutto l’arco alpino insieme con il freeriding. “Bau”, business as usual, direbbe Luca Mercalli. E quando c’è di mezzo il denaro, la sensazione è che il business avanzi incurante delle proteste di un pugno di talebani che si schierano in Valmalenco, com’è successo in gennaio (vedi MountCity) contro la calata dei “lanzichenecchi” tirolesi, favoriti dall’accondiscendenza dei sindaci della vallata.

Cercando di farsi meglio un’idea sul fenomeno, si scopre linkando quaellà che l’organizzazione turca (con ramificazioni valdostane, basta vedere i siti di illustri guide alpine di Courmayeur…) ha sede a Verbier, in Svizzera e basi operative tra le montagne della Turchia, nel Kaçkar che si trova suppergiù dalle parti del Mar Nero.

Il pacchetto delle azioni dell’eliski “alla turca” è in mano a tre soci, uno dei quali proviene dall’esperienza di tour operator, il secondo è un industriale di Instanbul e il terzo fa la guida alpina a Verbier e ha anche il compito di assicurare le riprese  televisive. Ciò che colpisce il profano è il sistema adottato per addebitare le “rotazioni”. Il tutto avviene in base al dislivello superato. Più risali e più paghi, e c’è un forfait di 20.000 metri di dislivello settimanali garantito dall’organizzazione.

Valle Varaita
La Valle Varaita, in Piemonte, è tra le nuove mete dei freerider elitrasportati.

Come si può constatare, nelle Alpi l’eliski dilaga sotto varie bandiere e con formule fantasiose trovando autorevoli paladini, sindaci e guide alpine compresi. Ora l’attenzione si sta spostando sul Piemonte dove la Valle Varaita e la Valle Stura hanno aperto servizi di eliski. Lo rivela una lettera mandata in gennaio al governatore del Piemonte Sergio Chiamparino dall’avvocato torinese Matteo Guadagnini e pubblicata integralmente su Gogna blog, un sito in cui i temi ambientali vengono costantemente sviluppati e approfonditi.

“Per parte mia”, scrive l’avvocato Guadagnini a Chiamparino, “ho proposto una raccolta di firme per l’introduzione di norme regionali specifiche che proibiscano una volta per tutte, come nella vicina Francia e come nel Trentino Alto Adige, l’eliski in tutta la Regione”.

Alla luce del contenuto programmatico e dispositivo della Convenzione delle Alpi e in particolare del fine in essa enunciato di proteggere, di tutelare e, se necessario, di ripristinare l’ambiente naturale e il paesaggio in modo da garantire stabilmente l’efficienza degli ecosistemi, la conservazione della flora e della fauna e dei loro habitat, la capacità rigenerativa e la continuità produttiva delle risorse naturali; nonché la diversità, l’unicità e la bellezza della natura e del paesaggio nel loro insieme (art. 2, comma 2, lett. f.), i firmatari della lettera a Chiamparino formulano richiesta alla Regione Piemonte “affinché introduca nella propria legislazione un divieto assoluto di utilizzo di elicotteri per impieghi ludici e del tempo libero nel territorio montano regionale, salvaguardandone gli impieghi a soli fini di soccorso, ricerca e lavori autorizzati”.

Ma business is business e l’avanzata dell’eliski in aree finora esenti dal virus continua. Anzi sta diventando un boom in piena regola. Leggi qui la lettera aperta a Chiamparino sull’eliski: http://www.banff.it/lettera-aperta-a-sergio-chiamparino/

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