Carta o digitale? Questo il dilemma “sfogliando” l’effimero web. In attesa che Internet ultraveloce ci avvicini di più alle montagne

Nuove prospettive si aprono per i media legati alla montagna nei loro rapporti con la carta stampata. Esemplare appare l’accordo tra la rivista bimestrale Meridiani Montagne (Editoriale Domus) e il sito internet Montagna.Tv, tra i più informati. E’ una collaborazione che suggerisce alcune considerazioni, forse non del tutto peregrine, sui cambiamenti indotti dal web nella comunicazione della montagna. E, più in generale, su un dilemma che di questi tempi ci tormenta: carta o digitale? MountCity propone queste considerazioni per chi avrà la pazienza di leggerle.

ChiavettaUn problema ancora insoluto: i file dei computer invecchiano in fretta…

Nel suo editoriale su Montagna.Tv Marco Albino Ferrari, presentando l’importante accordo intercorso fra la prestigiosa testata Meridiani Montagne (da lui stesso fondata 12 anni) fa e l’autorevole sito, definisce “effimera, immateriale, eterea” l’informazione sul web contrapposta a quella tradizionale su carta patinata. Dietro le sue parole sembra d’intuire il malessere di chi si aspetta che da un momento all’altro il web finisca per cannibalizzare definitivamente la carta. Una preoccupazione eccessiva, prematura? Come i “nativi digitali” ben sanno, il web sta mettendo radici inestirpabili nella comunicazione. E non soltanto per la tempestività delle informazioni giustamente riconosciuta dal direttore di Meridiani Montagne, ma anche per una fruibilità che si protrae nel tempo con infinite possibilità di approfondimenti mediante link, allegati, immagini, filmati sempre aggiornati. Insomma, il web mette a disposizione di chi ne usufruisce con PC, laptop, tablet, I-pad, e-reader, social network e simili, un bagaglio culturale e un repertorio d’informazioni che non hanno niente da invidiare alla carta stampata. E tutto questo è giusto definirlo effimero?

Ovviamente se capiterà ciò che Mauro Corona preconizza nel suo fantaromanzo “La voce degli uomini freddi”, se cioè il mondo rimarrà a corto di energia con tutto quel che ne segue, forse si potrà ancora leggere Meridiani Montagne in una baita a lume di candela mentre tutti i computer e i device saranno azzerati e il web sarà soltanto un ricordo. In questa malaugurata prospettiva la carta patinata potrà definirsi meno aleatoria del web. Ma appena un pochino… perché alle brutte potrebbe essere destinata ad alimentare i falò dei sopravvissuti su questa terra.

Lap top in stile alpino
Fiorisce ii lap top sotto l’albero degli zoccoli…

Per altri motivi riesce difficile, e in questo non si può che concordare con Ferrari, giurare sulla “solidità” del web e soprattutto sulla sua tenuta nel tempo. Fa testo la testimonianza di Vint Cerf, vicepresidente di Google, in occasione dell’incontro annuale dell’American Association for the advancement of science a San Jose, in California: una grande quantità di contenuti digitali (blog, tweet, immagini e video, ma anche documenti come email ufficiali e sentenze dei tribunali) potrebbero sparire a causa della scomparsa dei programmi necessari per visualizzarli. Secondo Cerf, a quanto riporta la rivista “Internazionale” del 20 febbraio, potremmo avere una “generazione dimenticata o addirittura un secolo dimenticato” a causa del bit rot (deterioramento dei software), il processo che rende inutilizzabili i file dei vecchi computer.

Resta il fatto che la carta stampata, per quanto “solida” possa considerarsi, è ormai diventata un privilegio che non esclude, per chi ancora vi si dedica assiduamente, un certo feticismo. Viene da pensare a quando in settembre il Corriere della Sera uscì con una nuova veste grafica e gli artefici fecero notare come il cambiamento fosse studiato per “far sentire l’odore della carta, lo scorrere delle pagine”. Non avevano tutti i torti. Oggi non a caso pare che perfino i “nativi digitali” preferiscano leggere e studiare sul libro di testo originale, ovvero sul vecchio volume a stampa, quello inventato cinque secoli fa da Gutenberg e Manunzio, piuttosto che avere a che fare con lo schermo di un computer.

E ancora, a proposito dello scorrere delle pagine e del fruscio della carta: nel 2014, come si saprà, sono uscite dal mercato della lettura (che tradotto vuol dire: hanno smesso di comprare libri) quasi 820 mila persone, con un calo del 3,8% rispetto all’anno prima. E’ un situazione in rapida evoluzione e il web sembra sempre più prevalere là dove il segnale arriva rapidamente al computer, e tenuto conto che sempre di più sono gli anziani a usufruirne. C’è poi la speranza che si lascino convincere a leggere qualcosa tramite web anche quei due milioni e rotti di famiglie che nel nostro Paese non possiedono un libro, neppure un libro di preghiere o di cucina.

Gazzetta 8000 Messner copia 3
Il top della comunicazione cartacea: la prima pagina della Gazzetta dello Sport del 17 ottobre 1986 dedicata alla “leggenda” di Messner.

E’ vero, c’è ancora tanta gente in Italia che ha difficoltà a connettersi. Ma ormai pare che sia soltanto questione di tempo. La strategia per la banda ultralarga corre veloce. Gli obiettivi sono quelli dell’Agenda digitale europea: coprire tutti con i 30 megabit e far sì che a utilizzare i 100 megabit sia almeno il 50% per cento della popolazione. Dal canto suo il Governo ha varato un piano strategico che prevede internet ulltraveloce per l’85% degli italiani. Musica per le orecchie di chi vive in montagna e deve lottare con connessioni incerte. E anche per chi quotidianamente confeziona blog magazine come questo che state leggendo, o il prestigioso “Dislivelli”, o l’aggiornatissimo “Montagna.Tv”, o il colto “Altitudini”, o il collaudato “Discovery Alps”, o l’intrepido Gogna blog sotto le insegne del Banff Festival, o l’alpinisticamente ineguagliabile “PlanetMountain” o, infine, il veterano “Mountain Blog”: tutti siti che assieme a molti altri, chissà quanti, offrono contributi legati al territorio alpino, alla tradizione, al gusto, alla cultura.

Con la crisi che incombe anche sull’editoria, la ricerca del lettore perduto non può dunque che passare per il web per merito di blogger e/o giornalisti interattivi, e sarà sempre più l’informazione sul web a prevalere nella nicchia del sapere alpino. E a questo proposito un piccolo retroscena. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando, nei primi anni di questo millennio, il Consiglio centrale del Cai bocciò il progetto di un notiziario per il web presentato da chi qui scrive in appoggio a quello cartaceo. Non se ne fece niente perché si sospettò che un servizio offerto gratuitamente alla comunità andasse a scapito delle pubblicazioni periodiche. Molti temevano che si sarebbero persi soci, di sicuro quelli interessati soltanto alle pubblicazioni.

Atteggiamento comprensibile, e non è il caso di tacciare i dirigenti di allora di scarsa preveggenza. Anche quando il New York Times nel 1996 mise in rete il suo sito web pubblicando gratuitamente on-line tutti gli articoli del giornale, qualcuno cominciò a teorizzare che fosse sbagliato regalare l’informazione. Ma con il tempo gli orizzonti dell’informazione on line sono rapidamente mutati. Tablet e smartphone sono diventati parte di noi, ovunque noi siamo. E l’“intelligenza collettiva” è la vera forza del web se si considera che l’Italia risulta al 32° posto su 40 nazioni per penetrazione online (58% della popolazione), ma anche in posizione più privilegiata per il tempo speso sui social (ben due ore al giorno).

Stampa. Pagine di montagna
La montagna negli archivi del quotidiano La Stampa, una ricerca senza eguali in altre autorevoli testate. E’ stata realizzata dal Museomontagna.

La via sembra perciò segnata anche se, lo ripetiamo, tutto in campo informatico continua a risentire, perlomeno nell’immaginario collettivo, di una certa aleatorietà, come se il web rappresentasse il Medioevo prossimo venturo contrapposto alle attuali malferme cattedrali cartacee. Unico dubbio: siamo sicuri di riuscire a metabolizzare tutte ma proprio tutte le notizie che ci arrivano attraverso il web e gli altri media? Leggendo un recente libro di Enrico Pedemonte, “Morte e resurrezione dei giornali” (Chi li uccide, chi li salverà), vale la pena di soffermarsi su una considerazione che potrebbe adattarsi alla nostra comunità di appassionati di montagna. Secondo i ricercatori dell’Associated Press, tutti noi mostreremmo “spossatezza da notizie”. Ovunque i quotidiani, la Tv, i siti web hanno dato origine a un sistema piuttosto caotico che produce risultati deludenti non solo per i produttori di notizie, ma anche per i giovani che leggono e che raccolgono informazioni in modo frammentario. Però è anche vero che la notizia non si legge soltanto: si scambia, si elabora, si socializza. Internet ha sicuramente cambiato le regole del gioco anche svelando immediatamente a chi pubblica la natura dei suoi lettori. Basta che i gestori si rivolgano a Google Analytics per scoprire all’istante se i visitatori sono maschi o femmine, in che città vivono, quanti anni hanno, se sono o no dediti ad attività outdoor. E soprattutto quanto sono interessati a ciò che si pubblica (se siete arrivati fin qui, sicuramente lo siete).

L’aleatorietà delle informazioni, per concludere, è anche legata al fatto che è sempre possibile modificarle in corso d’opera, dire una cosa oggi e l’opposto domani. Ma questo è un discorso che sarebbe bello affrontare a più voci facendo il punto sul rapporto ancora tutto o quasi da definire tra i nuovi media e i frequentatori della montagna, sempre giustamente esigenti e talvolta un po’ ascetici. E intanto a “Meridiani Montagne” tutti noi malati di montagna e patiti della carta stampata vorremmo augurare di cuore le migliori fortune sulla carta e sul web. Sincero è il desiderio che questa bella rivista venga considerata un patrimonio durevole della montagna se non proprio dell’umanità, e dunque un bene da proteggere. Sia nella versione in fragrante carta patinata sia nell’inevitabile anche se effimero ambiente digitale.

Meridiani EtnaUn invito a conoscere le montagne più misteriose d’Italia

E’ in edicola in marzo il nuovo numero di Meridiani Montagne dedicato all’Etna e contenente per la prima volta la finestra sull’attualità curata dalla redazione di Montagna.tv che a sua volta promuove la diffusione del bimestrale. La nuova monografia diretta da Marco Albino Ferrari ci porta sulle pendici del gigante a picco sul mondo omerico del Mediterraneo, il vulcano più attivo d’Europa. Neve, fuoco, lava sono protetti da un parco naturale con una rete di percorsi che attraversano sciare, archi di lava, conetti vulcanici, salgono al cratere e penetrano il ghiaccio chiuso nella Grotta del Gelo. Di questo scenario affascinante si parla in Meridiani Montagne per poi proseguire il viaggio tra gli altri gruppi montuosi dell’isola siciliana (ben 70 cime superano il 1200 metri): i Nebrodi, le Madonie, i Peloritani, i Sicani, i monti della Conca d’Oro e di Bagheria. Itinerari, consigli, riferimenti pratici sono elargiti a piene mani da esperti. Un caldo invito a conoscere le montagne più misteriose d’Italia.

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