Spunta il tricolore in vetta alla gigantesca Torre Isozaki. E le Grigne stanno a guardare

Isozaki con antenna e bandiera copia
Il sole splende sulle Grigne innevate. In primo piano la Torre Isozaki con la nuovissima antenna (ph. Serafin/MountCity)

Chissà che cosa ne direbbe oggi Leonardo da Vinci, si chiede la rivista “Orobie” nel fascicolo di marzo pubblicando nella rubrica “Cose belle” “uno skyline per l’Expo”. E’ un bel colpo d’occhio quello che pubblica. Fotografato a Milano dalla Torre Branca, sorpresa!, compare ciò che non avrebbe mai immaginato Leonardo, salito ai suoi tempi sul Duomo per tracciare uno dei suoi schizzi più noti, quello dedicato alle montagne lombarde tuttora conservato nel celebre Codice atlantico. Lo stupore di “Orobie” è per il nuovo “sconvolgente” skyline disegnato dai nuovi grattacieli milanesi oggi acquistati dallo sceicco del Quatar: dall’elegante sagoma della Torre Unicredit ai pluripremiati edifici del Bosco Verticale firmarti dallo studio Boeri.

L’auspicio, precisa “Orobie” a corredo della bella immagine scattata da Francesco Langiulli, è che tutto questo ben di Dio serva a far conoscere in vista dell’Expo anche le grandi ricchezze che circondano Milano. Verissimo. Dall’alto dei suoi grattacieli, l’orizzonte offre lo stesso spettacolo dei secoli scorsi, con l’Arera e le altre montagne delle Orobie incappucciate di bianco in questo scorcio d’inverno con il manto nevoso finalmente consolidato dal caldo diurno e dal freddo notturno.

Spostandosi nella parte occidentale di Milano, è la Torre Isozaki a forma di materasso con i suoi 50 piani e 200 metri di altezza che si staglia sullo sfondo delle Grigne e del Legnone mentre il Resegone emerge a fatica con i suoi denti dal groviglio delle nuovissime e tuttora semideserte residenze Liebeskind. Ma tra un po’ anche le Grigne spariranno ingoiate dai nuovi “grattanuvole” in fase di costruzione a Milano City.

Skyline Porta Nuova Orobie copia
I grattacieli di Porta Nuova e, sullo sfondo, le Orobie (da “Orobie”, ph. F. Langiulli)

C’è da dolersene? A Milano, nel XIX secolo, c’era una saggia disposizione edilizia denominata “Servitù del Resegone”. Era un vincolo normativo comunale che imponeva agli edifici a nord dei bastioni di Porta Venezia di non superare l’altezza di 2-3 piani, in modo da permettere di ammirare il suggestivo panorama offerto dalle Prealpi lombarde. Bei tempi. Sui bastioni e in corso Buenos Aires c’era un notevole passaggio di carrozze: i signori venivano a fare la passeggiata per respirare aria fresca e, nelle giornate terse, per ammirare lo spettacolo delle Grigne e del Resegone. In pratica, 150 anni fa e più era già riconosciuto, e sancito per legge, il valore estetico del paesaggio oggi definito con la legge 9 gennaio 2006 n. 14. Superfluo aggiungere che oggi lo skyline di Milano non sembra interessare più nessuno, “Orobie” a parte. Dunque ben vengano i grattacieli che la rivista definisce ottimisticamente ”Cose belle” e che cancellano definitivamente le poche vere cose belle che si potevano ammirare quando splendeva quel cielo che, nella metropoli, “l’è inscì bel quand l’è bel” e vigeva la Servitù del Resegone. A proposito, la “Isozaki” si è dotata di una lunga antenna in cima alla quale sventola un gigantesco tricolore. Qualche fuori di testa la considera un buon trampolino per gettarsi clandestinamente nel vuoto nottetempo con la tuta alare. E le Grigne stanno a guardare.

Ser

One thought on “Spunta il tricolore in vetta alla gigantesca Torre Isozaki. E le Grigne stanno a guardare

  • 09/03/2015 at 13:33
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    Bell’articolo interessante per la notazione sulla ” Servitù del Resegone ” che non conoscevo anche se sono milanese di nascita e di spirito. Ogni giorno si impara qualcosa di nuovo: grazie. La bandiera sulla Torre Isozaki mi sembra dare allegria e partecipazione, è un segno di festa per Milano. Laura

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