Undicimila dollari a testa per scalare l’Everest

Come riferisce The Guardian c’è qualche importante novità per chi decide di scalare l’Everest, 8850 m. Prima di tutto il costo del permesso rilasciato dalle autorità nepalesi che risulta ora di undicimila dollari a testa. Sono aumentati anche i premi delle assicurazioni richieste dal governo ed è diventato obbligatorio ingaggiare uno sherpa nepalese. Ma la novità più consistente riguarda gli obblighi che ogni scalatore deve assumere per evitare che l’Everst guadagni qualche metro in più di altezza… ma solo per l’immondizia e le deiezioni. Per evitare che il tetto del mondo diventi anche la discarica più alta del mondo, ognuno dei circa 700 scalatori che entro maggio tentano di salire in vetta deve depositare una cauzione di 4.000 dollari. Somma che non viene restituita se l’interessato non riporta a valle almeno 8 kg di rifiuti, incluse le deiezioni. Gli escrementi umani rappresentano infatti il problema maggiore, senza tenere conto delle bombole di ossigeno, dei resti delle tende, dei barattoli di alluminio seminati lungo il gigante diventato ormai una “pista”, per dirla con Reinhold Messner.

Everest immondizie
Con la spedizione “Eco-Everest” sono state riportate a valle 15 tonnellate di rifiuti. Nella foto sopra il titolo Jim Whittaker in vetta negli anni ’60.

Abbandonati in buche fatte nel ghiaccio, gli scarti umani quando le temperature si alzano e il ghiaccio si scioglie inquinano le acque che a valle formano i fiumi. Non solo. Le montagne di immondizia abbandonate nel corso di 60 anni da scalatori tanto temerari quando incivili rappresentano un rischio biologico per quanti a valle bevono l’acqua che scende dai ghiacciai. Va precisato che a partire dal 2008 nella spedizione  battezzata “Eco-Everest” guidata dallo sherpa Dawa Steven Sherpa ogni anno vengono riportate a valle 15 tonnellate di rifiuti. Ma su in quota di spazzatura ne resta ancora molta.

L’ultima novità riguarda, nelle disposizioni del governo nepalese, la parte del percorso che va dal campo base al Campo 1, lungo la Khumbu icefall, un lungo ghiacciaio in cui sono frequenti valanghe e crolli. È qui che nella primavera scorsa sono state travolte 16 guide che stavano attrezzando la via all’inizio della stagione. L’incidente aveva portato al boicottaggio del personale nepalese e al blocco delle spedizioni. Ora l’Icefall viene quindi superata attraverso una via di salita che passa al centro del ghiacciaio e non più lateralmente. Finora il lato occidentale era stato preferito dalla maggior parte degli scalatori perché evitava una voragine pericolosa e difficilmente valicabile. D’altra parte, però, il passaggio laterale è pericoloso per le valanghe. E in ogni modo buone scalate sul tetto del mondo!

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