Bandire l’eli-abuso! Mountain Wilderness lo chiede al Governo

Lettera MW a ministri Ambiente e Trasporti
L’intestazione della lettera di MW.

Per la dodicesima volta in pochi mesi l’eliski compare in veste d’imputato nelle pagine di MountCity. Digitate la parola-chiave “eliski” e, se ne avete voglia, leggete. Tante menti illuminate da tanto, troppo tempo lo ripetono all’unisono fino alla noia: l’uso dell’elicottero in montagna per puro diletto andrebbe/va bandito. L’eli-divertimento e l’eli-abuso sono condannabili ovunque li si pratichi. Lo ribadisce ora Carlo Alberto Pinelli (bettopinelli@tiscali.it), presidente di Mountain Wilderness, in una lettera aperta al ministro dell’Ambiente e a quello di Trasporti. Oggetto della lettera: l’indifferibile severa regolamentazione delle pratiche dell’eliski e dell’eliturismo in montagna. Ovviamente è un documento che non piacerà a chi si fa paladino, in patinate riviste e sul web, dell’eliski per ragioni di bottega, o a chi pensa ancora che esistano in questo campo ragioni pro e contro da contrapporre, o a chi non sopporta i rompicoglioni che protestano definendoli talebani. Possono forse sussistere ragioni a favore delle cacche dei cani sui marciapiedi, a parte l’interesse privato di qualche maleducato cinofilo?

Sta di fatto, come si legge nel documento diffuso da Mountain Wildenress, che ad oggi l’Italia, chissà perché, è l’unico paese delle Alpi a non aver preso provvedimenti riguardo a questo tipo di sorvoli e di atterraggi turistici. Solo le Province autonome di Trento e Bolzano, fin dal 1996, hanno vietato la pratica dell’eliski sulle montagne di loro competenza e all’interno delle aree protette, anche provinciali. In Francia, per esempio, l’eliski è vietato su tutto il territorio, senza eccezioni. “Eppure una lunga serie d’incidenti”, osserva Pinelli, “avrebbe dovuto indurre il legislatore a prendere in considerazione interventi urgenti. Tali incidenti si sono intensificati durante la corrente stagione, come puntualmente i media hanno riportato. Anche qualora non si reputasse opportuno quel divieto generalizzato che noi continuiamo ad auspicare, non è più procrastinabile una rigorosa regolamentazione del settore, orientata in primo luogo verso la sicurezza, ma anche verso il rispetto dell’ambiente”. Tra gli incidenti a cui accenna Pinelli va segnalato quello avvenuto in Valgrisenche, Valle d’Aosta, dove in gennaio un elicottero è precipitato al suolo dopo avere lasciato in quota alcuni clienti che facevano eliski. La caduta ha innescato una valanga che ha coinvolto alcuni sciatori poco più a valle.

Eliski Huffington Post
“Grandi discese, immersi in una natura ancora selvaggia ed incontaminata”, è quanto promettono le organizzazioni di eliski. Qui sopra un articolo sull’argomento dell’Huffington Post.

Già nel 1988 tra i motivi dell’opposizione del Cai all’uso turistico dell’elicottero, il presidente della Commissione Tutela Ambiente Montano Bruno Corna citava l’inquinamento acustico, la pericolosità e soprattutto la profonda diseducazione alla base di un suo impiego scriteriato: “Noi concentriamo molte nostre energie in un lavoro di educazione, in particolare ma non solo tra i giovani, che è esattamente antitetico al modello proposto e offerto dai vari tipi di colonizzazione motorizzata della montagna e quindi anche dell’elitrasporto turistico. Un lavoro di formazione volto a ricercare e trarre da un’esperienza di autentica, pulita fruizione dell’ambiente, i valori di fondo per la crescita civile di un uomo che sappia, per maturità di scelta, dire ‘no grazie’, ma volto anche a far crescere il coro dei ‘no grazie’ affinché giungano a piene voci nelle aule dei Consigli Provinciali, Regionali e nelle aule del Parlamento Nazionale”.

Sembra inconcepibile, ma da quel lontano 1988 sono passati più di 25 anni e siamo ancora qui, con il Club Alpino Italiano, con Mountain Wilderness e con altre fin troppo garbate organizzazioni per la protezione delle Alpi, a dire “no grazie”, in attesa di una legge dello Stato che vieti l’uso dell’elicottero a fini turistici. “Il problema”, spiega ancora Pinelli nel documento citato, “non riguarda solo la sicurezza degli sciatori. Innumerevoli sono le testimonianze relative ai danni che il frastuono degli elicotteri e le vibrazioni delle loro pale rotanti, provocano alla fauna montana, soprattutto ai sempre più rari tetraonidi e agli ungulati, proprio nella stagione in cui è più ardua la loro sopravvivenza. Il terrore disperde i branchi, separa le madri dai cuccioli e spinge i più giovani a lanciarsi in corse sfrenate lungo scarpate pericolose e infide”.

Chissà se l’accorata denuncia di Pinelli riuscirà a fare breccia nel cuore di pietra del presidente dell’Unione valdostana guide d’alta montagna Guido Azzalea che, intervistato da Montagna.Tv, offre un quadro ben più idilliaco della fauna nelle riserve valdostane. “D’estate un elicottero”, ironizza, “vola regolarmente dentro un parco nazionale per portare su e giù viveri e immondizia dai rifugi: un animale non vede la differenza tra questo e un elicottero che fa eliski o anche soccorso”.

http://www.mountainwilderness.it/

Sagersboden, V. FormazzaManifestazione di protesta domenica 29 marzo in Val Formazza, Cai e Guide alpine in prima linea

Le sezioni del Cai Est Monterosa e le Guide alpine Alberto Paleari e Marco Tosi organizzano domenica 29 marzo una giornata di protesta contro l’uso dell’elicottero per la pratica dello sci-fuori pista. Mountain Wilderness da sempre si trova in prima linea nella difesa dell’ambiente naturale dell’alta montagna dalla prepotenza degli elicotteri utilizzati a scopo di  puro divertimento elitario. E’ con grande interesse dunque che constatiamo come questa nostra storica opposizione cominci a trovare riscontri anche tra le guide e i più sensibili abitanti dell’arco alpino. Intendiamo di conseguenza offrire agli organizzatori ogni possibile appoggio. E’ particolarmente importante che anche un gruppo di nostri soci prenda parte alla manifestazione in Val Formazza portando, con le  bandiere di Mountain Wilderness, un segno visibile e inequivocabile del  pieno e entusiastico sostegno di tutta l’Associazione. Invitiamo caldamente i soci piemontesi e lombardi a prendere in seria considerazione questo appello. Ecco il programma per sci alpinisti ed escursionisti con racchette da neve: ritrovo a Valdo di Formazza alla partenza della seggiovia del Sagersboden ore 8;  Valdo – Risalita con la seggiovia – strada della Val Vannino – Diga del Vannino – lago Sruer – Passo Lebendun o del Vannino (chi non volesse prendere la seggiovia può salire da Canza per la vecchia mulattiera Walser fino all’arrivo della seggiovia). Discesa e ritrovo al rifugio Myriam per foto, firma manifesto e saluti. Possibilità di pernottamento la sera precedente presso rifugio Myriam su prenotazione tel. 0324.63154. I soci interessati a partecipare riceveranno ulteriori informazioni scrivendo a: gonella@mountainwilderness.it

Carlo Alberto Pinelli Presidente di Mountain Wilderness

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