In mostra a Bergamo e a Milano le più belle scalate di Ruchin, fortissimo sulla roccia friabile. Pesava solo quaranta chili!

Ruchin
Ercole “Ruchin” Esposito come appare in uno dei 15 pannelli della mostra.

Ercole, il nome di battesimo, non trovava riscontro nella sua struttura fisica. Ercole Esposito detto “Ruchin” era infatti un ometto di 150 cm scarsi e pesava poco più di quaranta chili, prerogativa questa – unita a una straordinaria capacità arrampicatoria e a una testa incredibile – che gli consentiva anche di salire su roccia di scarsa qualità dove nessun altro poteva restare attaccato. A questo straordinario “re del friabile” è dedicata la mostra che al Cai Milano, in via Duccio da Boninsegna, s’inaugura Il 21 aprile a cura di Luca Rota e in collaborazione con la Sezione “Ercole Esposito” del Cai di Calolziocorte. La mostra è aperta anche al Palamonti di Bergamo dal 20 marzo al 17 aprile.

“Il nome di Ercole Esposito non è certo tra i più noti nella storia dell’alpinismo di meta ‘900”, scrive nella presentazione Luca Rota, autore anche dei testi della mostra. “Eppure lo scalatore bergamasco – ma di scuola lecchese – nato più di cent’anni fa, il 30 marzo 1914 a Calolziocorte, si costruì un curriculum di prime ascensioni di raro valore, con salite ai limiti estremi delle possibilità del tempo, anche oltre il VI grado che in quegli anni rappresentava un limite apparentemente invalicabile. E il tutto con stile impeccabile, senza l’uso di mezzi artificiali e con un’etica alpinistica modernissima lungo una carriera fulminante tanto quanto breve, interrottasi tragicamente sulla Torre Salame del Sassolungo per colpa d’una corda spezzata”.

Albani Tino copia
Tino Albani racconta il 26 marzo i suoi appassionanti viaggi dal Sahara all’Himalaya.

Altri due interessanti appuntamenti con stati messi in cantiere in questo inizio di primavera dalla Commissione culturale del Cai Milano. Al centro della serata di giovedì 26 marzo figurano le immagini che Tino Albani, accademico del Cai, a lungo istruttore della Scuola d’alta quota Parravicini, ha colto durante i suoi viaggi: il filo conduttore della proiezione non è un racconto o una storia, bensì le sensazioni visive che hanno colpito l’alpinista e il viaggiatore. “E’ sorprendente”, scrive il past presidente generale del Cai Gabriele Bianchi nella locandina, “come Tino riesca a trasmettere l’essenza delle pulsioni che governano il suo modo di essere: la capacità di sognare, il desiderio di conoscere e di scoprire, la chiara e professionale attenzione organizzativa, la gioia nel vivere un’avventura”.

Infine il trekking al monte Ararat compiuto nell’estate del 2014 dalla Commissione Escursionismo della Sezione di Milano del CAI è al centro di una mostra di immagini del socio Paolo Miramondi che si inaugura il 7 aprile con la partecipazione straordinaria di Pietro Kuciukian Console onorario della Repubblica Armena, Lorenzo Cremonesi giornalista inviato del Corriere della Sera e Baykar Sivazliyan presidente dell’Unione Armeni d’Italia.

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