“Le prime albe del mondo” con Marco Albino Ferrari e Valentina D’Angella alla libreria 6 rosso

Presentazione Le prime albeSette libri più volte ristampati, sceneggiature di film, servizi da inviato sulla Stampa. E, soprattutto, una creatura in carta patinata, diffusa e preziosa in questi tempi di magra per l’editoria non solo specializzata, “Meridiani montagne” dell’editoriale Domus che lui stesso ha ideato e che dirige dal 2002. Che cosa non ha fatto Marco Albino Ferrari per amore delle montagne? Ah si, ne ha scalate parecchie e non per le vie più semplici.

Alpinista fin nel midollo dunque, ora Ferrari si presenta agli appassionati con il suo ultimo libro, “Le prime albe del mondo” (Laterza, 343 pagine, 18 euro). L’occasione per ascoltarlo la offre venerdì 27 marzo prossimo, alle ore 18:30, la libreria 6 rosso in via Alfredo Albertini n.6 a Milano, con la partecipazione di Valentina D’Angella, videomaker e redattrice di Montagna.TV.

Di che cosa parla il libro?

Un frame dell'intervista girata da Valentina D'Angella nella sede del Cai Milano a ottobre 2014  in cui Marco Ferrari racconta la genesi del libro
Un frame dell’intervista girata da Valentina D’Angella nella sede del Cai Milano a ottobre 2014; in quell’occasione Marco Ferrari raccontò la genesi del libro davanti a un pubblico di soci e appassionati in un dialogo serrato con Alessandro Gogna

Si parte dal Monte Bianco, con l’autore impegnato sul Petit Capucin sulle tracce di Giusto Gervasutti. Una scalata “di servizio”. Perché il bravo giornalista di montagna oltre a essere dotato di un buon fisico e animato da una vitalissima curiosità, deve o dovrebbe anche saper mettere le mani sulle rocce e brandire una piccozza.

Poi si passa alla Patagonia, alla Terra del Fuoco, a Capo Horn e ai luoghi più selvaggi e misteriosi della Terra, dove Ferrari è stato alla ricerca di storie del passato. Archivi polverosi, emeroteche nei sotterranei di Nairobi, negozietti delle Ande: qua e là, Ferrari ha frugato alla ricerca di testimonianze dirette.

Nel libro Ferrari racconta di se, del suo lavoro e, insieme getta uno sguardo su vicende remote nel tempo o incontra personaggi importanti come Walter Bonatti che gli riservava un’ingiustificata diffidenza e invece poi finì per accoglierlo come un vecchio amico.

Il libro si divide in sette parti e propone, in conclusione, interessanti linee guida “per uno scaffale dedicato alle montagne e ai grandi spazi”. Infine ci si può sbizzarrire nello spulciare fra i nomi dei personaggi riportati nell’apposito indice fra i quali compare Massimo D’Alema che nel 1999 varò come Presidente del Consiglio una legge per la tutela delle minoranze linguistiche.

 

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