Erri De Luca, le opinioni, i reati mai commessi, le scalate

Archivio TrentoFilmfestival - Erri De Luca copia
Erri De Luca (arch. TrentoFilmfestval)

Ci ha fatto stare in ansia Erri De Luca salvato dal Soccorso alpino mentre arrampicava a Gaeta, ricoverato in codice rosso forse per un’amnesia globale transitoria (da cui comunque ci si riprende, secondo i medici, in 24 ore e senza reliquati). Ma soprattutto dispiace sapere questo grande amico della montagna sottoposto al tormento del processo in corso per “attività anti-Tav”, anzi, per istigazione al sabotaggio della Tav. Che sia derivato anche da questo conflitto, da queste tensioni, il suo malessere? Meglio avere la mente sgombra quando si affrontano percorsi severi su una parete? Sono domande che ci si potrebbe porre. Prima di sentirsi male, De Luca si era lamentato sui giornali per i tanti intellettuali a suo avviso “pavidi e conformisti”, la maggioranza, che non gli hanno manifestato in questa delicata circostanza quella solidarietà che si sarebbe aspettato. Quella solidarietà che viceversa gli ha concesso il premier francese Hollande assecondato da intellettuali transalpini.

Il presidente francese ha infatti stigmatizzato il processo in corso allo scrittore iniziato proprio su denuncia di un’azienda francese impegnata nei lavori della Tav. C’è il sospetto, come scrive Corrado Augias il 24 marzo nel quotidiano La Repubblica, che i francesi ci tengano a far sapere che l’Italia è un paese di giustizia sommaria e di feroce repressione. E che De Luca sia una vittima in qualche modo designata.

Che sia inutile la linea Torino-Lione come lo scrittore sostiene è un’opinione legittima, ma decine di persone competenti l’hanno giudicata utile. Insomma l’atteggiamento di De Luca, che come personaggio pubblico ha qualche responsabilità in più rispetto a noi comuni mortali, suscita qualche perplessità. Un’educata strigliata gliel’ha data Michele Serra nella sua rubrica “L’amaca” (La Repubblica del 24 marzo): “Io ammiro in Erri De Luca, lo dico davvero, la luce nitida della scrittura e dei sentimenti dalla quale discende. Ma mi permetto di suggerirgli di non considerare ‘dalla sua parte’ chiunque alzi la voce, e ‘contro di lui’ chiunque taccia”.

De Luca arrampica
Primo di cordata in parete.

Venendo all’incidente di Gaeta, un po’ di filo da torcere De Luca lo ha dato agli uomini del Soccorso alpino che per riportarlo giù hanno chiesto l’intervento di un elicottero del 118 decollato da Viterbo. C’entrano i suoi 64 anni con l’amnesia globale transitoria da cui è stato colto, o con la sua crisi ipertensiva che dir si voglia? Secondo un medico di montagna interpellato da MountCity, ciò può capitare dopo uno sforzo intenso, ma anche dopo uno sforzo blando: dopo un rapporto sessuale, per esempio, che non è proprio uno sforzo massimale, però ha dei periodi di apnea. Magari Erri stava arrampicando sul duro, lo sforzo era anaerobico. Comunque è solo un’ipotesi in assenza d’informazioni sul caso specifico.

A chi sostiene che all’età denunciata da Erri De Luca non si fanno più arrampicate di quel genere, i medici (non tutti) rispondono che la stessa cosa potrebbe capitare anche stando fermi. E magari può succedere dopo un’intervista che ti ha fatto andare su di giri. Poi occorre essere un po’ fatalisti e pensare alle scalate come a una forma di rigenerazione, per “rinascere in quota”. Non a caso nel 2011 nel film “Il turno di notte lo fanno le stelle” (distribuito in e-book da Feltrinelli) De Luca raccontò (profeticamente?) la storia di un giovane dal cuore nuovo. Un cuore di donna. Ed è con una donna, sua compagna di malattia e guarigione in ospedale, che costui va a riprendersi la vita in cima a una montagna, scalandola. Più o meno quello che Erri stava facendo sulle falesie di Gaeta. O no?

http://it.wikipedia.org/wiki/Erri_De_Luca

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