Previtali, profeta del free riding, ospite di Alt(r)i Spazi

PrevitaliBergamasco, snowboarder e non solo, alla continua ricerca dei propri limiti, Emilio Previtali è ospite mercoledì 1° aprile 2015 a Milano di Alt(r)i spazi – associazione culturale Ettore Pagani e Fondazione Cineteca Italiana. Un appuntamento da non perdere, organizzato come di consueto allo Spazio Oberdan. Previtali, è un notevole personaggio del mondo della montagna e dell’avventura che pratica in molteplici aspetti: arrampicata, snowboard, corsa, mountainbike, alpinismo sulle grandi cime della terra. In passato è stato anche fondatore, nonché direttore, della rivista Free.riderEmilio è oggi “penna” fra le più seguite fra tutti gli appassionati di montagna, sci e avventura a contatto con la natura. Per valutare al meglio le sue risorse di scrittore vale forse la pena di rileggere questo editoriale scritto sulla rivista “Free.rider” una decina d’anni fa, in vista delle Olimpiadi invernali di Torino: è un’originale preghiera per la “polvere” (intesa come neve polverosa) da cui emerge l’esigenza di concepire un nuovo modo di vivere la montagna e lo sci.

Pray for Powder

C’è una invisibile ma netta linea di demarcazione tra l’innocente speranza di una abbondante nevicata e l’incondizionata certezza che i nostri desideri di neve fresca, sollecitati da una preghiera, verranno soddisfatti. La parola esatta per definire tutto questo è: fede. Il concetto è semplice, una preghiera può funzionare solo se è supportata dalla fede. Elementare, lo insegnano ai bambini al catechismo. Ma voi, realmente, pregate per la neve fresca? Più in generale, pregate? Quando è stata l’ultima volta che siete rimasti in ginocchio per più di cinque minuti di fila, escludendo il sesso? Possiamo stare a discutere all’infinito sull’efficacia della preghiera. Possiamo sorridere o al contrario rimanere scandalizzati dall’idea che su una rivista di sci e di snowboard si parli del senso intrinseco della preghiera, ma a me interessa spostare la vostra attenzione su un concetto diverso. Vi prego, continuate a leggere. Uno studio recente realizzato nella Corea del Sud ha analizzato un gruppo di donne sottoposte all’inseminazione artificiale contraddistinte dal fortissimo desiderio di rimanere gravide. Il gruppo è stato diviso in due sottogruppi in base ad un semplice criterio: nel primo gruppo sono confluite le donne che hanno dichiarato di supportare la loro determinazione a diventare madre con la preghiera, mentre nel secondo sono rimaste le donne che hanno dichiarato di non pregare. Tutte le donne in entrambi i gruppi sono state sottoposte alla medesima pratica di fertilizzazione in vitro, alla medesima dieta, ed hanno vissuto nelle medesime condizioni ambientali. I risultati sono sorprendenti. Nel gruppo di donne dedite alla preghiera la percentuale di gravidanze portate a buon termine è doppio rispetto all’altro gruppo.

La comunità scientifica è concorde sul fatto che una terapia o un trattamento medico accelera e amplifica i suoi effetti, in una parola ha maggiore efficacia, se realizzato su un paziente in condizione emotiva di forte e determinata positività. La preghiera, facendo appello alle energie interiori del paziente, realizzerebbe ancora meglio di un placebo un effetto positivo sull’equilibrio ormonale del soggetto. Tutto ciò, presumibilmente, deve essere supportato dalla fede. Insomma, credici per davvero e vedrai, funzionerà.
Finalmente ecco il punto.

Non ho dubbi sulla 
vostra fede, cari lettori. Immagino voi a mani giunte inginocchiati sullo scendiletto, intenti a recitare le preghiere della sera. Preghiere per la polvere. Vi immagino in pellegrinaggio sui siti delle previsioni meteo, in processione in città con il naso all’insù, scrutando il cielo. La vostra fede vi salverà. Anche quest’anno presto o tardi lei, la neve, arriverà. Il malato che mi preoccupa invece, è “il Grande Sci Italiano”. Mi preoccupano alcuni manager di aziende del settore, mi preoccupano le Olimpiadi di Torino, mi preoccupano un certo tipo di Scuole e di Maestri di Sci; mi preoccupano tutti quelli che fino ad ora si sono soltanto sforzati di recitare le loro preghiere senza pensare, senza trasporto, senza passione. Senza fede. Recitate così, senza convinzione, senza coraggio, senza la certezza che ne abbiamo davvero bisogno, credete a me, quelle “preghiere” non funzioneranno. Sono fiato sprecato.

Lo sci e la montagna italiana hanno bisogno di creatività, di nuove idee, di nuovi progetti, di nuove professionalità, ma soprattutto hanno bisogno di convinzione. Serve crederci per davvero, permettetemi, questo è un “richiamo alla fede”. Le preghiere da sole, recitate a memoria, non funzionano più. Un nuovo modo di sciare e di vivere la montagna esiste. Il freeride ed il freestyle italiano sono una realtà che si consolida. Signori manager, guardatevi intorno, qualcuno ha iniziato a crederci per davvero ed i risultati si vedono. Siate prima fedeli, poi pregate. Credete. Pensate a uno sci più divertente e creativo e mettetevi a contare i freerider oppure i freestyler in coda agli impianti di risalita. Loro ci sono. Noi ci siamo. Voi dove siete?

Emilio Previtali

 http://emilioprevitali.blogspot.it

LA SERATA

Mercoledì 1° aprile ore 21.15. Spazio Oberdan – sala Alda Merini, Milano V.le Vittorio Veneto 3 – ingresso da via Tadino (Porta Venezia). Ingresso € 7,00 (senza tessera Cineteca Italiana) oppure € 5,50 + 6 euro di tessera annuale Cineteca Italiana. Solo i soci di Alt(r)i spazi che contattano l’Associazione (via mail o telefono) entrano gratis.

Commenta la notizia.