Da Biella alla SEM sulle tracce dell’indimenticabile Marcello

Marcello Meroni
Marcello Meroni, alpinista e ricercatore milanese scomparso nel 2007.

Una gita scolastica a Milano per conoscere un giovane che non c’è più, per visitare il suo universo trapunto di stelle e di appigli. Originale è stata sicuramente la scelta dei ragazzi del Il Gruppo Alpinistico Scolastico (GAS) dell’Istituto Comprensivo “Vittorio Sella” di Pettinengo in provincia di Biella. Alla fine del 2014 era toccato ai loro insegnanti uno dei premi della Società Escursionisti Milanesi dedicati a Marcello Meroni fisico e alpinista milanese scomparso il 14 dicembre 2007. E i ragazzi, tutti iscritti al Club alpino attraverso il Gruppo Alpinistico Studentesco (GAS) della loro scuola, hanno voluto inserire questa gita del 27 marzo nel calendario delle escursioni in cui, allo studio dell’ambiente e della cultura alpina associano le osservazioni del cielo stellato dai verdi pascoli del Biellese.

Un’iniziativa, questa lieta trasferta nella Milano che in queste radiose giornate di primavera attende l’Expo, che riveste un profondo significato sul piano etico ed educativo. Perché è giusto e opportuno far conoscere ai ragazzi delle scuole una figura come quella di Marcello, da considerare esempio positivo di persona normale e al tempo stesso speciale, in montagna come al lavoro e in generale come essere umano. Per questo semplice motivo una task force di ricerca formata dai ragazzi di II media coordinati da Federica di III ha deciso di impostare sulla figura di Marcello una tesi di esame finale della scuola media.

Così non è parso vero agli amici della SEM condurre il 27 marzo la scolaresca sulle tracce dell’indimenticabile Marcello il cui carisma è rimasto intatto, preziosa linfa vitale per il premio che i familiari e i tanti amici della SEM gli dedicano ormai da otto anni. Ad accompagnare la scolaresca, in questo caso formata da cinque simpatiche e graziose ragazze (Federica, Ginevra, Eleonora, e due Alice) c’era Giuseppe Paschetto che nel 2014 al Rosetum, la sera della premiazione, aveva presentato l’attività del GAS, esempio di virtuoso rapporto tra il mondo della scuola e il Club Alpino Italiano, e di Nicoletta Gatteschi che per tanti anni ne è stata l’animatrice organizzando decine di escursioni con i ragazzi e acquisendo, in affitto, un casolare dove i suoi alunni hanno potuto migliorare le loro conoscenze dell’ambiente naturale.

Accolte affettuosamente da Franco, papà di Marcello, che si è reso disponibile ad accompagnare il gruppo per tutta la giornata in un simpatico vagabondaggio culturale assieme a Nicla Diomede e Dolores De Felice, le ragazze hanno voluto sapere tutto sulle attività che per Marcello erano questioni di vita: la fisica, l’informatica, la montagna. Al Museo Astronomico di Via Brera, dove Marcello coltivò la passione per le stelle si sono soffermate nella specola da cui la vista spazia sulla nuova Milano dei grattacieli di Porta Nuova e sulle montagne innevate che civettavano sullo sfondo. Il gruppo è stato cordialmente accolto da Antonella Testa del Museo Astronomico e da Andrea Bernagozzi, ricercatore presso l’Osservatorio Astronomico della Val d’Aosta, entrambi amici di Marcello con il quale diedero vita a un ciclo di serate di divulgazione scientifica sull’universo aperte alla cittadinanza. I due astronomi hanno illustrato strumenti e curiosità sull’osservazione astronomica e la lezione è culminata con la visita presso la cupola Schiapparelli. La bellissima giornata ha consentito anche di guardare il suggestivo panorama dai tetti di Brera.

Ragazze alla SEM
Il gruppo delle studentesse biellesi con gli amici della Società Escursionisti Milanesi che ogni anno organizzano il Premio Marcello Meroni dedicato ai “gentiluomini della montagna”.

Una tappa importante di questa straordinaria gita scolastica ha poi riguardato l’incontro con i colleghi di Marcello, sia dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) sia dell’Università dove Marcello è stato anche progettista dei servizi tecnologici dell’Ateneo. Oltre i colleghi di Marcello, erano presenti Francesca Donaggio, istruttore di Arrampicata libera della SEM e Antonio Colombo, istruttore della Scuola Regionale Lombarda di Alpinismo del CAI.

Alla SEM, nell’antico casello daziario di Porta Volta assediato dal cantiere di un nuovo grattacielo che sta sorgendo sui bastioni, le ragazze biellesi hanno fatto tappa a metà giornata. Anche qui ad accoglierle c’erano due grandi amici di Marcello: il direttore della Scuola di Alpinismo e Scialpinismo “Silvio Saglio” della SEM Max Pantani e un maestro per tanti istruttori milanesi, l’accademico del Cai Oreste Ferré, una figura storica della SEM e, più in generale, dell’alpinismo cittadino che a Milano vanta antiche tradizioni. Fra queste mura Marcello ha messo a punto la sua passione per le scalate diventando Istruttore Nazionale di Alpinismo, Istruttore della Scuola di Alpinismo e Scialpinismo “Silvio Saglio” della sezione CAI SEM di Milano e della Scuola Regionale Lombarda di Alpinismo, abile ghiacciatore e ottimo cascatista.

“Marcello aveva la capacità di sdrammatizzare”, ha ricordato Max, incalzato dalle domande delle ragazze, “di riconoscere il peso relativo delle cose della vita, anche quelle che sul momento ti fanno incavolare, rabbuiare o litigare. Il suo modo pacato e sereno di affrontare le difficoltà si abbinava però a un’altrettanto forte capacità di far valere con determinazione le proprie idee poiché nei suoi ragionamenti poteva avvalersi di un bagaglio di cultura e di sapere mediamente superiori a quello dei suoi interlocutori. Il che lo rendeva – tra l’altro – un leader naturale: all’interno delle dinamiche di gruppo, era impossibile, e spesso controproducente, non prestargli ascolto…”.

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L’incontro alla SEM con l’istruttore di alpinismo Oreste Ferré che fu maestro di Marcello.

Altra domanda: quale rapporto aveva Marcello con gli allievi dei suoi corsi e che metodo utilizzava? “Negli anni”, ha ricordato Max, “Marcello aveva accumulato esperienza, sapere e capacità tecniche di rilievo. Era impossibile non recepire la sua passione per la montagna e per quel senso di libertà, intrinseco all’andare per monti, che si accompagnava a ogni suo passo. Il suo vivere la montagna era ricerca di libertà, bellezza e sensazioni altrimenti introvabili. Marcello era sempre un passo avanti, sia che dovesse condurre la cordata, dirigere un gruppo di allievi o analizzare una situazione complessa. Eppure, appena fatto il passo, si fermava ad aspettarti”.

E’ emerso, per concludere, che Marcello aveva davvero qualche cosa di “magico”, quella aura che appartiene alle persone speciali. A quelle persone con cui stai bene in compagnia e ti senti sereno. Sapeva che la sua strada come quella di tanti altri giovani studiosi era in costante salita.

“Dietro la sua scrivania nell’ufficio di via Colombo”, ha ricordato il collega Francesco Prelz,”aveva appeso una foto di neuroni fatta al microscopio a cui aveva aggiunto la didascalia ‘li avete anche voi: usateli’”. Le ragazze di Biella hanno ascoltato attente queste importanti testimonianze, prendendo appunti e facendo tesoro di tante preziose sensazioni. Il soggiorno a Milano avrà un seguito importante: una serata con la presentazione di un video e di un dossier che le ragazze stesse prepareranno. Con l’impegno di intitolare a Marcello il loro Gruppo alpinistico.

http://www.caisem.org

 

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