Quartieri in Quota. Così la montagna va al Gratosoglio

Logo-Quartieri-tranquilli-300x85Il sito dell’associazione milanese “Quartieri tranquilli” annuncia in questi giorni (http://www.quartieritranquilli.it/2015/04/quartieri-in-quota-progetto-di-solidarieta-cittadina-per-la-montagna/) la nascita del progetto pilota di solidarietà cittadina “Quartieri in Quota”: una vampata d’amore per la montagna e per la città dell’Expo che va concretizzandosi grazie alle associazioni Attraverso la Montagna Onlus e Piccolo Principe Onlus. Da qualche tempo l’Associazione “Quartieri Tranquilli” è impegnata nel creare nuovi progetti di volontariato che facciano diventare più vivibili e solidali i quartieri di Milano, oltre a connettere e a rendere visibili sui media realtà e onlus già esistenti. Ferma volontà degli animatori di “Quartieri in Quota” (e di MountCity che si è assunto il compito di divulgarne le iniziative) è far scoprire e vivere l’ambiente montagna a dei ragazzi che, per la situazione in cui vivono, non hanno l’opportunità di venirne a contatto.

In particolare, l’invito a scoprire meravigliose vette e vallate in Lombardia, a pochi passi da Milano, è rivolto già a partire da maggio/giugno a 11 ragazzi in età scolare, dagli 11 ai 13 anni, che frequentano le Scuole medie Arcadia, Pertini e Curiel del quartiere Gratosoglio e che fanno parte di un gruppo che segue un programma  di accompagnamento con l’Associazione Piccolo Principe. Sono tutti ragazzi segnalati dalla scuola per problemi legati allo studio e per situazioni familiari fragili sia economicamente che di rapporti e perciò non hanno avuto mai opportunità di poter accedere a esperienze al di fuori del proprio quartiere.

Come si sa, il Gratosoglio è un quartiere posto nella periferia meridionale della città, appartenente alla Zona 5. In precedenza borgo rurale facente parte dei Corpi Santi di Milano, venne annesso al Comune di Milano nel 1873. La situazione per chi vi risiede presenta palesi problemi: ubriachi molesti, urina e deiezioni nei condomini, ascensori inagibili, tubi marci che scoppiano, facciate esterne che si sbriciolano. Ma la volontà di riannodare i fili di una civile convivenza è viva e vitale, testimoniata dall’attività di numerosi gruppi spontanei.

La prima uscita prevista da “Quartieri in Quota” è di due giorni, con l’assistenza di una guida alpina, di un accompagnatore di “Attraverso la Montagna” e di soci volontari del Cai. Il primo giorno si portano i ragazzi del Gratosoglio ad arrampicare a Introbio su facile falesia, pernottamento la sera al Rifugio Porta ai Resinelli e il secondo giorno piccolo trekking panoramico sull’anello del Monte Coltignone.

Considerata “pilota” per la futura promozione del progetto, l’organizzazione di questa due giorni ha già raggiunto una parte del finanziamento necessario a coprire costi di vitto e alloggio, di assistenza delle figure professionali di riferimento e di assicurazione. Questo grazie anche all’aiuto delle sezioni Cai di Milano, Castellanza e Valtellinese.

Gratosoglio
Il Gratosoglio nella periferia sud di Milano.

Niente di nuovo comunque all’ombra della Madonnina. Questo operare degli amici della montagna in favore delle classi più disagiate ha conosciuto pagine luminose fin da quando allo spirare del diciannovesimo secolo si cominciò a capire che per creare solidarietà, amicizia e sicurezza la montagna può svolgere un ruolo importante in città. In realtà si rivelò sulle prime problematica per gli iscritti al Club alpino un’apertura “democratica”, aggettivo che a quei tempi apparteneva all’area culturale socialista. I ceti popolari però assunsero ugualmente l’iniziativa di frequentare le montagne grazie soprattutto alla Società Escursionisti Milanesi “Gamba bona” costituitasi nel 1884 fra artigiani, impiegati e operai appassionati di podismo e di passeggiate in montagna. L’esperienza dei “gambabonini” ebbe fasi alterne e si concluse nel 1891, ma in quello stesso anno – adottando il motto “col popolo, per il popolo” – l’acronimo SEM fu recuperato e nacque una nuova Società Escursionisti Milanesi a carattere prettamente alpinistico.

Nel Cai Milano predominava allora il ceto borghese e aristocratico e i suoi dirigenti – coscienti delle necessità sociali – incoraggiarono la nascita della SEM, tant’è che tra i fondatori figurò Francesco Bertani, noto professionista e autorevole socio del Cai Milano. Bertani così enunciava il programma del nuovo sodalizio: diffondere la pratica dell’alpinismo anche per le classi lavoratrici e meno abbienti della città, fra tutti coloro che per una serie svariatissima di circostanze si sarebbero trovati a disagio nelle file del consorzio alpinistico italiano.

Il seme era dunque gettato. Ma il terreno va continuamente dissodato perché la pianticella possa non si dice prosperare, ma mettere qualche radice in più. E ai milanesi di buon cuore e de gamba bona il progetto “Quartieri in Quota” chiede ora di fare qualche piccolo sforzo anche se i tempi sono duri. O propi per quest.

Info: info@mountcity.it

Avete un progetto in serbo per “Quartieri tranquilli”? Rivolgetevi qui http://www.quartieritranquilli.it/inviaci-il-tuo-progetto/

Scarica qui una nota informativa su “Quartieri in Quota”.

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