Smart valley che prosperano e località che agonizzano

Nel puzzle della Regione Alpina c’è chi, come la Val Poschiavo nei Grigioni, ritiene di avere le credenziali per rappresentare un padiglione permanente dell’Expo anche se dislocato a qualche distanza da Milano, nel cuore delle Retiche, tra Poschiavo e il passo del Bernina, con gli incantevoli panorami, il trenino rosso ma soprattutto con le sue aziende agricole tutte vocate al biologico. Un’Organic Smart Valley l’ha definita Cassiano Luminati, presidente della Regione Valposchiavo, intervenendo al convegno sulle “Alpi in movimento” ospitato sabato 18 aprile a Morbegno nell’auditorium di Sant’Antonio, a cura della Convenzione delle Alpi, con il sapiente coordinamento di Oscar del Barba, architetto e urbanista. E’ stata un’occasione importante questa di Morbegno per fare il punto sul turismo alpino e, in particolare, su come vive e, in alcuni casi, si espande la popolazione in uno dei più grandi spazi naturali continui in Europa, ambiente di vita per 14 milioni di persone. Ma anche per toccare con mano aspetti negativi che si trascinano senza apparenti sbocchi.

Se i poschiavini sorridono, i vicini di casa valtellinesi hanno infatti l’aria di non passarsela bene, condannati da un turismo delle seconde case ormai agli sgoccioli, con i fondovalle infestati dai capannoni industriali. Il simposio, partito dalle analisi di statistiche accurate, ha finito per concentrarsi sui mali di cui soffrono le montagne nella Lombardia, addirittura trasformate in “terre dei fuochi” come avviene nella Valle Camonica e come viene puntualmente denunciato sul web.

Morbegno in festa
Morbegno in festa alle porte della Valtellina. Nella foto in alto Pier Paolo Viazzo relaziona su “dinamiche demografiche e potenzialità delle popolazioni alpine” (ph. Serafin/MountCity)

Fuori i colpevoli! Pur essendo il padre di quella celeberrima “valanga azzurra” dello sci che negli anni Settanta ha fornito nuove motivazioni agli appassionati, Mario Cotelli non ha esitato a indicare nello sci il maggior problema attuale, dal punto di vista economico: si riferisce allo sviluppo insensato di un’impiantistica sovradimensionata rispetto ai posti letto delle seconde case della Valtellina occupati per non più di cinque o sei giorni all’anno.

Forse non lo sapevate, ma la Valtellina vanta il record di seconde case rispetto a qualsiasi altra area turistica italiana. Il quadro è desolante: molte località dove il turismo ha stravolto l’assetto sociale, spiega Cotelli, sono sull’orlo del fallimento. Meglio se la passano in Francia dove sono nate negli anni del boom le cosiddette cittadelle dello sci evitando contaminazioni con il tessuto umano originario delle vallate. Ma quel che è peggio, questi segnali di catastrofi imminenti “non vengono percepiti” dai politici, come segnala Cotelli. Se così fosse, la montagna, in Lombardia in particolare, non starebbe andando in malora come sta avvenendo con depositi tossici, centraline a gogo, dissesti vari e impiantistica in crisi nonostante il sostegno del pubblico denaro. E con i fondovalle diventati succursali della Brianza industriale, come ha osservato a Morbegno il sociologo Aldo Bonomi rifacendosi all’Italia del boom economico, quando centrale appariva l’industrializzazione in aree di pianura seguita dalla risalita dei “salmoni” brianzoli che dalle pianure venivano a occupare spazi sempre più ampi nei fondovalle. Ci salverà ora la green economy? Non facciamoci illusioni, anche se questo aspetto dell’economia capitalista sembra offrire maggiori opportunità rispondendo a una crescente richiesta di “coscienza di luogo” e palesando maggiori vantaggi competitivi. Una risposta potrebbe essere contenuta nella relazione approvata il 21 dicembre a Torino al termine della XIII Conferenza delle Alpi, la quinta in ordine di redazione da parte della Convenzione delle Alpi dopo quelle su trasporti, acqua, sviluppo rurale e turismo. Quanto i politici siano interessati è tuttavia da stabilire. A Torino, brutto segno, il ministro dell’Ambiente si è eclissato mentre si discutevano questi temi.

Del Barba e Bonomi
Oscar del Barba, coordinatore degli interventi, con il sociologo Aldo Bonomi (ph. Serafin/MountCity).

Rimane aperto un altro interrogativo oggi sulla bocca dei tanti o pochi che si occupano di questi problemi. E’ reale, concreta, palpabile un’inversione di tendenza nel processo di spopolamento che si è aperto nel dopoguerra? “Sicuramente è possibile parlare di stabilizzazione del fenomeno”, ha puntualizzato a Morbegno Pier Paolo Viazzo della Delegazione italiana della Convenzione delle Alpi, rifacendosi alla recente pubblicazione “Nuovi montanari” (a cura di Federica Corrado, Giuseppe Dematteis, Alberto Di Gioia, Franco Angeli editore). “Il fenomeno è in atto, ma non va sopravvalutato”. Sta di fatto che i nuovi montanari di cui si parla risulterebbero secondo Viazzo molto intraprendenti nel promuovere le culture locali. E questa è una buona notizia.

La montagna dunque non sta ferma: in un senso o nell’altro si muove, come sostiene Bonomi. Ma i fenomeni che possono fare tendenza sono perlopiù localizzati, distribuiti a pelle di leopardo. All’invecchiamento di molte aree delle Alpi italiano fa riscontro un ringiovanimento nelle Alpi francesi, come ha osservato Marianna Elmi illustrando la Relazione su demografia e popolazione.

A conclusione del convegno – a cui hanno partecipato insieme con diverse personalità della cultura ed economia valtellinese il sindaco di Morbegno Andrea Ruggeri, il vicesegretario della Convenzione delle Alpi Simona Vrvevc, Andrea Bianchini della Convenzione delle Alpi, la ricercatrice Maura Cavallero, l’assessore al Comune di Albaredo per San Marco Patrizio Del Nero, il coordinatore degli architetti dell’arco alpino Sergio Togni – il sociologo Giovanni Viganò ha esortato gli operatori turistici ad applicare un sapiente trittico formato da “identità, comunità e relazione” sottolineando che è proprio l’identità il fattore decisivo perché una località possa rimanere sul mercato. Basta con i luna park, le offerte stereotipate, i non luoghi! Un solo appunto. Forse a Morbegno si sarebbe dovuto dire anche dell’importanza che alcuni blog nati spontaneamente rivestono nel divulgare identità e valori della montagna e nel coinvolgere appassionati ormai saturi di informazioni ufficiali e autoreferenziali che si disperdono nel mare magnum del web.

Il testo della relazione “Demografia e Popolazione” è disponibile a questo link: http://www.alpconv.org/it/AlpineKnowledge/RSA/tourism/default.html

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