Basta speculazioni e cementificazioni selvagge! In vetrina all’Expo i nuovi strumenti legislativi per preservare il Belpaese

padiglione-italia4
Il Padiglione Italia si compone del Palazzo Italia, dei quattro edifici sul Cardo e della Lake Arena, per un totale di 14.000 metri quadri.

“Il paesaggio come metafora del futuro”, questo è il tema che il 16 maggio sale alla ribalta del Palazzo Italia all’Expo di Milano, dove i rappresentanti di otto amministrazioni regionali italiane che potremmo definire “virtuose” illustreranno nuovi strumenti legislativi che dovrebbero preservare il Belpaese da ulteriori speculazioni e cementificazioni selvagge. A guidare la cordata delle regioni paladine del paesaggio è la Toscana, nella persona dell’assessore regionale all’urbanistica Anna Marson che presenta il frutto di cinque anni di fatiche e di battaglie legislative: il nuovo Piano paesaggistico della Toscana, una lenzuolata di norme che dovrebbero far si che le colline, le montagne, i campi e le spiagge della regione più amata all’estero continuino ad assomigliare a colline, montagne campi e spiagge, e non a un’indistinta periferia costellata di capannoni e crateri estrattivi.

“Non solo le Apuane, uniche al mondo, ma lo stesso marmo apuano, meriterebbe di essere a tutti gli effetti considerato come una risorsa preziosa, e valorizzato di conseguenza restituendo alle comunità locali gran parte del valore aggiunto che va invece ad arricchire singoli individui, distruggendo per sempre le montagne”, ha detto l’assessore regionale all’urbanistica Anna Marson all’indomani dell’approvazione del Piano, suscitando le reazioni inviperite degli imprenditori del marmo che hanno tentato fino all’ultimo di sabotare e depotenziare le tutele previste.

padiglione_italia_500x320
Qui vengono messe in mostra le eccellenze italiane.

Il dibattito tra “sviluppisti” e “protezionisti” sul paesaggio in Toscana ha assunto negli ultimi mesi toni da guelfi e ghibellini. In realtà, come si è ben potuto capire andando oltre la retorica dei posti di lavoro urlata dagli imprenditori del marmo, lo scontro non riguarda lo “sviluppo economico”, che la nuova legge toscana in materia di cave intende garantire incentivando la filiera (concessioni solo a chi lavora in loco almeno il 50% dell’escavato) ma mette in discussione privilegi di tipo feudale e favolosi interessi privati (un giro d’affari miliardario, quello dello cave di marmo a Carrara, ma un discorso analogo si può fare anche per altre monocolture nel settore agroalimentare, o per la cementificazione di fiumi e spiagge…). Insomma, l’intento è quello di considerare il paesaggio non come un monumento, ma come un bene comune, fondamentale per l’avvenire dei nostri figli e nipoti.

Questo dibattito sul paesaggio come bene comune coinvolge ovviamente non solo la Toscana, ma tutti quei territori soggetti a un tipo di sfruttamento che crea benefici per pochi e costi a carico della comunità. Gli esempi non mancherebbero anche sulle Alpi. Per esempio dove gli ultimi torrenti liberi vengono captati per produrre pochi megawatt di energia cosiddetta “verde”. O dove le cime più selvagge e remote, come avviene soprattutto in Piemonte e in Lombardia, diventano piste di atterraggio per elicotteri. Pubblicizzate da alcune agenzie turistiche austriache come il “Canada delle Alpi”, le cime della Val Formazza (VB) rischiano di diventare la mecca per gli amanti di eliski di tutta Europa; e anche se questa prospettiva rappresenta una speranza di uscire dalla marginalità economica per gli abitanti della valle, la questione andrebbe quanto meno regolamentata. Nelle vicine contrade svizzere l’eliski è severamente proibito. Però i contadini di montagna godono di sovvenzioni dallo stato per il loro importante lavoro di manutenzione del territorio. Sono loro a conservare il paesaggio.

Matteo Serafin

http://www.expo2015.org/it/esplora/sito-espositivo/padiglione-italia

Commenta la notizia.