Il “supremo leader” in vetta

Segnatevi questo nome per la prossima vacanza in terre estreme. La Montagna Baitou, anche nota come Baekdu e Pektu ‪백두산?, è il picco più alto della penisola coreana (2.744 m), al confine fra la Corea del Nord e la Cina. Il suo nome cinese è Changbai, da cui il nome della catena montuosa a cui appartiene, la Changbai Shan. La montagna è venerata dalle popolazioni locali ed è annoverata tra i simboli nazionali della Corea del Nord: è infatti menzionata nell’inno nazionale nordcoreano; inoltre, secondo la propaganda nazionale, nel 1942 in cima alla montagna sarebbe nato Kim Jong-il, mentre in cielo apparivano un doppio arcobaleno e una stella brillante. Tuttavia tale asserzione è puramente leggendaria: il Caro Leader nacque esule in un campo militare di Chabarovsk, in Siberia, nel 1941.

A rilanciare l’immagine di queste montagne ancora innevate è stato in questi giorni Kim Jong Un, il “Supremo Leader” della Corea del Nord, amico di parlamentari italiani che, sul suo esempio, ora si fanno propaganda elettorale “usando” la montagna stampandosi sulla felpa i nomi di località alpine di villeggiatura a loro dire oppresse dalle tasse. La montagna e la politica hanno stretto anche in altri tempi labili accordi. “Par” la montagne “pour” la patrie scrivevano alla fine del XIX Secolo scorso i francesi, intendendo che la montagna può essere un buon mezzo per dare lustro a governanti e regnanti. Come dire: i regni delle altezze al servizio delle “altezze reali”. La regina Margherita non si faceva forse pomposamente portare a quei tempi in vetta al Monte Rosa dove le venne dedicata la capanna tuttora in uso?

Regina Margherita
La Regina Margherita e le sue dame di compagnia riportate a valle dalle guide dopo l’ascensione del 1893 al Monte Rosa (ph. V. Curta, archivio Museomontagna per gentile concessione). In alto sopra il titolo Kim Jong Un in vetta al monte Peaktu in una foto diramata dall’agenzia nord coreana KCNA.

Sta di fatto che il leader della Corea del Nord ha deciso di farsi ritrarre sulla vetta della montagna più alta del paese, il monte Peaktu. Nelle immagini Kim Jong Un sorride nell’alba gelida e ventosa, incurante del freddo, stringendosi nel suo elegante paltoncino. Il monte Peaktu, sempre che lassù sia stata in effetti scattata la foto, è un luogo privilegiato della narrativa nazionalistica coreana, una montagna considerata sacra insieme con altre due montagne (Jirisan e Hallasan) teatro entrambe della fondazione dei primi regni di Corea. Più recentemente, durante l’occupazione giapponese e la guerra contro gli Stati Uniti (1950), le foreste attorno la montagna servirono a Kim Il-Sung, nonno dell’odierno leader, a organizzare la rivolta contro gli invasori nipponici e l’esercito americano. Stando ai dispacci della KCNA, l’agenzia ufficiale coreana – Kim Jong Un avrebbe tenuto un discorso all’alba del 19 aprile: “Scalare il monte Paektu dona un nutrimento mentale più potente di qualsiasi tipo di arma nucleare ed è questo il modo giusto per mandare avanti la rivoluzione”. Speriamo che alle parole seguano i fatti.

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